
È la soluzione adottata da sempre più genitori, per questioni di sicurezza ma anche di praticità e di economicità.
Tutto sui primi passi del bambino: quando iniziano, cosa fare per aiutarlo e cosa invece è meglio evitare. Il video con i consigli della pediatra, la dottoressa Pilar Nannini.
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Quando inizia a camminare un bambino? E tutti i bambini camminano allo stesso modo? Cosa succede se il bimbo “cammina male”, e ancora: ci sono modi per aiutarlo a imparare a muovere i primi passi? Cosa è meglio invece non fare?
Sono solo alcune delle domande a cui risponde la dottoressa Pilar Nannini in questo video.
La pediatra spiega come iniziano i primi movimenti verticali del bambino e quando: innanzitutto non esiste una regola valida per tutti i bambini, che, come in tutte le cose, si differenziano per tempi e modi dell’apprendimento di nuove abilità.
In genere i bambini iniziano a muovere i primi passi intorno all’anno di vita: qualcuno inizia anche prima, a nove o dieci mesi.
Un consiglio utile è quello di aiutare questa verticalizzazione, spiega la pediatra, in modo naturale, senza ricorrere all’utilizzo di strumenti come il girello che pur essendo un oggetto comodo da utilizzare in casa può interferire sullo sviluppo della muscolatura dell’anca del bambino ed è quindi preferibile evitarlo.
Anche l’utilizzo di scarpine rigide non è consigliato, almeno nelle prime fasi: meglio optare, spiega la dottoressa, per delle calzine antiscivolo o delle scarpine morbide, oppure lasciare il piedino scalzo.
Non tutti i bambini, poi, imparano prima a gattonare e poi a camminare: “È stato dimostrato che il gattonamento non è propedeutico alla camminata – spiega la dottoressa Nannini – quindi ci sono bambini che iniziano a camminare, precocemente rispetto agli altri, senza avere gattonato prima”.
Cosa succede, poi, se il bambino non cammina correttamente?
Uno dei motivi più frequenti è il cosiddetto toe walking, cioè la camminata sulle punte. Spesso si risolve da solo, e per aiutare il bambino può essere utile utilizzare scarponcini che arrivino alla caviglia per sostenere meglio la camminata; altre volte invece continua più a lungo. In questo caso è bene consultare il proprio pediatra per valutare eventuali approfondimenti.
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