
Cosa cambia e cosa rimane dopo l'arrivo di un figlio: la nostra intervista alla blogger Gaia Bernacchia, "Imprevedibilmente mamma".
Essere madre è una sequela infinita ed emozionante di prime volte. Esperienze sempre inedite, che ti cambiano e rivoluzionano la vita di continuo.
Essere madri è una strada lastricata di prime volte. Un’esperienza in continuo mutamento, un viaggio mai uguale a se stesso, in cui non cambia soltanto lo scenario ma anche, incessantemente, ciascuno dei protagonisti.
La prima volta in cui guardi tuo figlio, la prima volta in cui senti che la vita non ti appartiene più fino in fondo. La prima volta in cui ti accorgi che esiste una parte di te al di fuori di te e che questa lacerazione, nel bene e nel male, non potrà mai essere ricucita del tutto.
La prima volta in cui guardi tuo figlio, e non è detto che lo ami all’istante, perché non tutte le storie d’amore cominciano con un colpo di fulmine. La prima volta in cui ti mettono tuo figlio al seno. Che può essere una magia o un incubo, e in questo secondo caso serve davvero qualcuno che ti dia una mano senza giudizi e senza riserve.
La prima volta in cui tuo figlio piange forte e tu vorresti un manuale di istruzioni scritto in una lingua qualsiasi dell’universo mondo, ma quel manuale non esiste e tu allora non puoi fare altro che restare e sperare, o magari piangere insieme a lui. La prima volta in cui tuo figlio ti sorride, e allora sembrano all’improvviso avere un senso anche le lacrime, la paura, la solitudine.
La prima volta in cui esci da sola con lui, vai al supermercato, ti vesti carina e lo porti a fare un giro al parco. La prima volta in cui ti siedi al bar e ordini un aperitivo senza l’ansia che lui possa mettersi a urlare per una ragione oscura e incomprensibile.
La prima volta in cui salite insieme su un aereo, quella in cui lo porti a tagliare i capelli, la prima volta in cui vi sedete emozionati sulle poltrone di un cinema. L’interminabile serie di prime volte in cui riesci a fare cose banali e quotidiane, che pure dopo la maternità, per un momento breve ma all’apparenza interminabile, ti erano parse irraggiungibili.
Conquiste semplici ma importanti, che ti restituiscono gradualmente alla te “di prima”, che ti permettono di ritrovare la persona che eri e che sei ancora, oltre la madre e nonostante lei.
Cosa cambia e cosa rimane dopo l'arrivo di un figlio: la nostra intervista alla blogger Gaia Bernacchia, "Imprevedibilmente mamma".
La prima volta in cui pronunci d’istinto una di quelle frasi che diceva sempre tua madre, e che avevi solennemente giurato di non dire mai. La prima volta in cui ti separi da tuo figlio.
La prima volta che torni al lavoro e capisci che è possibile stare lontani per un po’, e che va bene così. Che forse è strano stare senza di lui, ma in fondo è anche liberatorio e non c’è niente di degenere o di inopportuno in questo.
Oppure che ti manca come l’aria che respiri, e anche in questo caso va bene così, perché non c’è morbosità, o deviazione, nel sentire il bisogno di tuo figlio, nel sentirsi più vuota quando lui non c’è.
La prima volta in cui tuo figlio si ammala, e tu vorresti solo che tutto finisse. Vorresti prendere su di te il suo disagio, il malessere, la paura, il fastidio.
Eppure, allo stesso tempo, sei grata perché sai che il suo malanno passerà, e non lascerà conseguenze permanenti. E pensi invece ai genitori che confrontano ogni giorno con la paura vera, col dolore profondo, con lo strazio autentico. E che vanno avanti, amando, come forse tu non sapresti mai fare.
La prima volta in cui con tuo figlio litighi forte. Quella in cui ti manda a quel paese, o magari ti dice che non ti vuole più bene. La prima volta in cui senti che forse potresti perderlo, o che addirittura quel momento è già arrivato. In un certo senso, è questa la prima volta in cui sei davvero una madre, l’attimo esatto in cui prendi coscienza della totale gratuità del tuo profondo amore, la consapevolezza di quanto i figli non appartengano a chi li ha generati e cresciuti con dedizione infinita.
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