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La psicologa infantile Francyne Zeltser ha dato alcune consigli su come vivere la genitorialità in modo sereno e senza troppe preoccupazioni.
Quando si diventa genitori è inevitabile confrontarsi con dubbi, paure e con la preoccupazione di essere perfetti per i propri figli, salvo rendersi rapidamente conto dell’inattuabilità del proposito.
Il sito Parents.com ha pubblicato la testimonianza di Francyne Zeltser, mamma newyorkese e psicologa infantile che ha raccontato degli errori che più comunemente si fanno quando si diventa genitori, errori ai quale neanche lei è sfuggita, nonostante la propria professione.
Come psicologa infantile, parlo con tanti genitori preoccupati per lo sviluppo o il comportamento dei loro bambini. Quando sono diventata mamma dei miei due bimbi (Hunter, 3 anni e Paxton, 1) il mio lavoro ha solo aumentato alcune delle preoccupazioni che ho, come tutti i genitori, ma cerco di trasmettere il messaggio per cui, finché amiamo i nostri figli e facciamo del nostro meglio per dare loro un’infanzia felice, stiamo facendo il meglio che possiamo.
Nello specifico, la psicologa dà ai genitori alcuni consigli utili per affrontare il complesso viaggio della crescita di un figlio (o più):
Una delle paure più frequenti dei genitori è quella di non dedicare abbastanza tempo ai propri figli. Ritmi lavorativi serrati e pochi aiuti sono sicuramente ingredienti poco favorevoli alla gestione della famiglia. La dottoressa Zeltser assicura che ci vuole poco per essere comunque un modello positivo di riferimento:
Come mamma lavoratrice non riesco sempre a passare tutto il giorno con i miei figli. Ma ciò che è più importante non è la quantità di tempo che trascorri con i tuoi figli bensì la qualità. Quando sono con loro, sia per un’ora sia per un giorno intero, sono attenta ai loro segnali e bisogni. Quando lavoro i miei figli passano del tempo con persone che li aiutano ad essere resilienti e adattabili al cambiamento. Anche il tempo che trascorri da sola o con tuo marito sono utili ad insegnare loro autonomia e indipendenza e avere del tempo libero è salutare per tutta la famiglia.
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Sempre più genitori si mostrano preoccupati del fatto che i loro figli non rispettino determinate tappe dello sviluppo chiedendosi se siano “indietro” rispetto ai loro coetanei.
Ogni bambino – sottolinea la dottoressa – impara e cresce al proprio ritmo. Concentrati maggiormente su come i tuoi figli fanno progressi confrontandoli solo con loro stessi, se stanno progredendo ogni giorno, ogni settimana, ogni mese. Questo è ciò che conta davvero. E se hai dubbi, condividili con il tuo pediatra piuttosto che con un gruppo di mamme su Facebook.
Spesso si tende a credere che essere dei buoni genitori voglia dire imporre ai propri figli una rigida routine fatta di orari fissi per nanna, pasti e gioco. Se questo può andare bene in linea teorica, rompere la routine è altrettanto importante per lo sviluppo del bambino:
Lo confesso: quando siamo in vacanza tengo i miei figli alzati fino a tardi, capita di saltare il pisolino per fare qualcosa di divertente e a volte li lascio anche venire nel lettone a guardare i cartoni. Non c’è dubbio che anche ai bambini la routine faccia bene perché sanno cosa aspettarsi, ma qualche cambiamento nella quotidianità non provocherà danni. Prendere un gelato per colazione il giorno del suo compleanno è qualcosa che tuo figlio ricorderà per sempre.
Soprattutto quando si hanno bambini piccoli, le lotte per il cibo e per l’uso della tecnologia sono all’ordine del giorno. Si tende a credere che se il bambino non segue una dieta rigidamente bilanciata o utilizza tv e tablet, si è un cattivo genitore. La dottoressa Zeltser suggerisce di essere meno rigidi:
Finché il pediatra non ha dubbi sul loro peso o sulla sua salute, non combatto con i miei figli sul cibo. Di solito offro due opzioni: quello che mangiamo in famiglia o quello che è attualmente disponibile in frigo. Se hanno fame mangiano, altrimenti non lo fanno. Ho notato che quando provo a costringere mio figlio a provare qualcosa di nuovo oppone resistenza. Tuttavia, quando gli do la possibilità di metterlo sul piatto con altri cibi familiari è più disposto ad assaggiarlo, perché la vive come una scelta sua e non mia. Quanto alla tecnologia, non è da demonizzare se è attentamente monitorata e regolata. Coinvolgi tuo figlio mentre guardi la TV e discuti i personaggi e i temi dell’episodio durante gli spot pubblicitari. Inoltre la maggior parte dei dispositivi dispone dei controlli parentali: approfittane! […] Finché tu e il tuo bambino interagite con la tecnologia insieme, può essere uno strumento incredibilmente prezioso che non dovete temere.
Ciò che in particolare la dottoressa consiglia a tutti i genitori è di ascoltare i propri figli ed essere sensibili alle loro esigenze. Controllare con discrezione le loro amicizie e i modi in cui interagiscono nel gruppo, insegnando loro empatia e gentilezza.
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Non sovraccaricarli di attività che mostrano di non gradire ma capire insieme cosa sia utile e cosa no e soprattutto quando un disagio è solo passeggero o quando persiste e quindi richiede un approccio più risoluto:
Sapere a quali preoccupazioni dare priorità rende il viaggio genitoriale molto più tranquillo. Se ti senti preoccupato o stressato, ricorda che non sei l’unico genitore a sentirsi così. Puoi rivolgerti ai tuoi amici, familiari o professionisti (come uno psicologo scolastico o un pediatra) per chiedere aiuto.
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