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Troppo poche le vaccinazioni contro il morbillo, e la copertura vaccinale è insufficiente: i casi di morbillo sono triplicati rispetto al 2016.
Il morbillo, malattia infettiva esantematica altamente contagiosa, che si pensava oramai sconfitta grazie alle vaccinazioni, torna a suscitare preoccupazione anche in Italia.
Ed è il Ministero della Salute a lanciare l’allarme: nei primi due mesi e mezzo dell’anno abbiamo infatti quasi raggiunto il totale dei casi registrati nel 2016, quando si ebbero complessivamente 844 casi di morbillo.
Da gennaio ad oggi il morbillo ha invece già colpito circa 700 persone, con un aumento più che triplicato rispetto allo stesso periodo del 2016, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%.
La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni.
Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese, spiega il ministero, a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi.
Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato come
Nonostante il Piano di eliminazione del morbillo sia partito nel 2005 e la vaccinazione contro il morbillo sia tra quelle fortemente raccomandate e gratuite, nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini a 24 mesi (coorte 2013) è stata dell’85,3% (con il valore più basso pari al 68% registrato nella PA di Bolzano e quello più alto in Lombardia con il 92,3%), ancora lontana dal 95% che è il valore soglia necessario ad arrestare la circolazione del virus nella popolazione.
Come intervenire? Continua Lorenzin:
È ora indispensabile intervenire rapidamente con un impegno e una maggiore responsabilità a tutti i livelli, da parte di tutte le istituzioni e degli operatori sanitari, per rendere questa vaccinazione fruibile, aumentandone l’accettazione e la richiesta da parte della popolazione. Analogamente le amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie, così come pediatri e medici di medicina generale devono promuovere una campagna di ulteriore responsabilizzazione da parte dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età affinché non rinuncino a questa fondamentale opportunità di prevenire una malattia che può essere anche letale.
Ecco perché, ha annunciato Lorenzin, il Ministero attiverà “ogni possibile procedura per garantire la piena realizzazione degli obiettivi del recente Piano nazionale di prevenzione vaccinale e per riguadagnare rapidamente le coperture vaccinali che si sono abbassate pericolosamente nel corso degli ultimi anni”.
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