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Conosciuti e apprezzati nei paesi anglosassoni, i playgroup sono un’occasione unica di incontro per i bambini in età prescolare e per i loro genitori. Ecco come funzionano, cosa offrono e quali sono i benefici per adulti e bambini
Prevedono attività ludico-educative per far socializzare i piccoli (musica, giochi, ballo, yoga) e sono una preziosa occasione di scambio e condivisione per i genitori.
Nei paesi anglosassoni i playgroup sono un must per chi è diventato da poco genitore. Si tratta di uno dei servizi per l’infanzia più frequentati e apprezzati; capita infatti di trovare almeno un playgroup ogni giorno in ogni quartiere.
Gli incontri avvengono a cadenza settimanale e durano solitamente un paio d’ore. Ad accompagnare i bambini al playgroup possono essere, oltre ai genitori, anche un nonno, una nonna, una baby-sitter o una zia; insomma, la persona a cui in quel momento sono affidati i bambini.
I luoghi in cui si svolgono i playgroup sono soprattutto scuole, parrocchie, biblioteche, ludoteche, asili. Gli spazi vengono organizzati per ospitare i frequentatori e le attività. Spesso alcuni volontari o educatori si occupano dell’accoglienza, della sistemazione dei materiali, della preparazione della merenda e dell’organizzazione delle attività.
Durante gli incontri, i bambini hanno la possibilità di provare nuovi giocattoli, sfogliare libri, sperimentare giochi di ruolo e giochi manuali, inventare creazioni originali. Possono farlo da soli, giocando con altri bambini, oppure coi propri genitori o chi li ha accompagnati.
D’estate molti playgroup offrono la possibilità di giocare all’aperto e prevedono giochi con l’acqua. Solitamente offrono anche uno spazio apposito con sdraio, seggioloni, box e giocattoli morbidi per i bambini più piccoli.
Gli adulti hanno a disposizione un’area in cui interagire con sedie e divani; possono qui rilassarsi davanti a un tè o un caffè, chiacchierare e guardare nel frattempo i propri bambini.
Oltre al gioco, i playgroup prevedono delle attività fisse, come la pausa merenda (per bambini e adulti), la lettura di una fiaba, o attività creative come la pittura e il disegno.
Tutti i playgroup finiscono con la condivisione di un momento musicale, in cui grandi e piccoli cantano delle canzoni (e chi vuole balla), guidati dai volontari.
Spesso chi è diventato da poco genitore si trova a dover affrontare momenti di isolamento e scoraggiamento, in cui è difficile conciliare la vita sociale con l’impegno e l’energia che un bambino piccolo richiede.
Il playgroup fornisce al genitore l’opportunità di un impegno sociale a cadenza fissa, in linea con le esigenze sue e del bambino; rappresenta un’occasione di intrecciare nuove relazioni, condividere dubbi e preoccupazioni, o semplicemente rilassarsi e staccare la spina per il tempo di un pomeriggio.
Il playgroup è quindi un luogo di integrazione fondamentale per le famiglie; lo è ancora di più per chi vive situazioni di disagio e isolamento, come le famiglie straniere o quelle trasferite da poco in una nuova città.
Per i piccoli i benefici sono molteplici. I bambini infatti, soprattutto se primi figli o figli unici, si trovano spesso circondati da soli adulti, magari perché non hanno fratelli, sorelle o cugini con cui trascorrere il tempo. In generale, sono poche le occasioni di socializzazione.
Frequentare un playgroup favorisce nei bambini lo sviluppo della consapevolezza di sé e delle interazioni con gli altri; qui infatti possono apprendere e sperimentare le relazioni in modo libero e spontaneo, ma sempre con la certezza di avere un familiare accanto nel momento del bisogno.
Le esperienze sociali, inoltre, hanno un’importante influenza sull’autostima e sullo sviluppo del linguaggio.
I playgroup operanti in Italia sono pochi. Si tratta di “gruppi di giochi” utilizzati soprattutto come metodo d’insegnamento della lingua inglese.
Si rivolgono ai bambini fino a quattro anni con l’obiettivo di realizzare l’approccio naturale alla lingua attraverso un momento di gioco collettivo.
I bambini entrano nel playgroup accompagnati da un genitore o una figura di riferimento, come un nonno o una babysitter. Vengono organizzati in diverse città d’Italia.
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