
Essere madri, per scelta, senza il supporto di un partner; ecco un approfondimento sul mondo della mamme single.
Parliamo di mamme disoccupate, delle loro difficoltà, delle discriminazioni che devono subire e dei sussidi cui fare riferimento.
Una realtà complessa, che merita un’attenta riflessione anche alla luce del cosiddetto Bonus mamme disoccupate, che nel 2024 è stato rivalutato.
La disoccupazione è un problema, non solo in termini strettamente economici. Un problema che di suo ha una forte componente di genere che penalizza le donne. Una penalizzazione che diventa ancora più forte quando la donna è mamma. Come evidenzia il report Le equilibriste 2024, realizzato da Save the Children parlando del tasso di disoccupazione:
Per le donne tra i 25 e i 54 anni senza figli, la percentuale è simile a quella dei coetanei maschi (9.9%), mentre tra le donne con figli minori è il doppio rispetto a quella degli uomini con figli minori (8,1%); anche in questo caso, le giovani donne con figli risultano particolarmente svantaggiate (11,6%). È particolarmente alto il tasso di disoccupazione per le donne tra i 25 e i 34 anni con due figli minori, che raggiunge il 13,9%.
Nonostante dal punto di vista teorico la legge preveda che la gravidanza non debba costituire una fonte di discriminazione per le donne, la realtà appare molto diversa. Sono tante le donne che riferiscono come l’essere incinta sia un motivo di esclusione (dichiarato o meno) dalle selezioni per un posto di lavoro o quelle alle quali non viene rinnovato il contratto proprio perché in gravidanza.
Senza dimenticare tutte le diffidenze sulle giovani donne che, essendo in età fertile, vengono viste diversamente per il potenziale rischio di abbandonare il lavoro per portare a termine la gravidanza e assistere il neonato.
La disoccupazione rappresenta un dramma per le madri single che non possono contare su altre forme di sostentamento. L’assistenza di un figlio ha un costo e la perdita del lavoro causa non poche difficoltà (tanto per usare un eufemismo). In realtà anche solo pensare di cercare un lavoro presenta non pochi problemi se si considerano i costi e l’assenza di servizi di asili nido e strutture simili cui rivolgersi.
Essere madri, per scelta, senza il supporto di un partner; ecco un approfondimento sul mondo della mamme single.
Tra le misure in sostegno delle mamme disoccupate c’è l’Assegno di maternità dei Comuni, noto come Bonus mamme disoccupate. Come spiegato dall’INPS, si tratta di una prestazione assistenziale pagata dall’INPS ma concessa dai comuni che spetta a coloro che non hanno nessuna copertura previdenziale e non beneficiano di altro assegno di maternità INPS.
Il cosiddetto assegno di maternità (l’indennità per congedo di maternità) è infatti concesso anche alle donne disoccupate, ma solamente a quelle che non sono più occupate da non più di 60 giorni dall’inizio della gestazione (come disposto dall’articolo 24 del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità).
Il cosiddetto Bonus mamme disoccupate prevede un’indennità massima (viene calcolata in base all’ISEE) di 2020,85€ versati per cinque mensilità, quindi per un massimo di 404,17€ al mese. Per richiedere tale indennità bisogna rivolgersi presso il proprio Comune di residenza entro sei mesi dalla data del parto (o dell’adozione) ed entro il 31 dicembre 2024.
Nella domanda bisogna allegare il proprio documento di identità, il codice fiscale, il certificato di nascita del bambino, il certificato ISEE e un’autodichiarazione nella quale si afferma di essere in possesso dei requisiti richiesti.
I genitori disoccupati parte di nuclei monoparentali e che hanno un figlio a carico con una disabilità (non inferiore al 60%) hanno diritto al Contributo per i genitori disoccupati o monoreddito con figli disabili erogato sempre dall’INPS. Il contributo (che non concorre alla formazione del reddito) prevede il riconoscimento di 150€ (per un figlio), 300€ (per due figli) e 500€ (per tre figli) per 12 mensilità. Rientrano in questo contributo sia il genitore disoccupato che quello con un reddito da lavoro dipendente inferiore a 8145€ annui o con un reddito da lavoro autonomo inferiore a 4800€ annui.
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