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È vero che i bambini possono stare al sole solo nelle ore meno calde della giornata? E che la crema solare va messa solo quando si è al mare? Ne abbiamo parlato con la pediatra per capire come prevenire e gestire gli eritemi solari.
Per comprendere e saper gestire correttamente un eritema solare nei bambini abbiamo intervistato la Dottoressa Pilar Nannini, specialista in pediatria. Grazie al suo aiuto possiamo capire meglio cos’è, come prevenire, trattare e gestire un eritema solare nei bambini. La cura della salute dei propri bambini passa anche dall’attenzione per la loro pelle, soprattutto in vista del ritorno della bella stagione.
Dottoressa Nannini, una piccola premessa: cosa si intende per eritema solare?
L’eritema solare è un arrossamento della pelle dovuto all’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti. L’eritema solare vero e proprio è un’ustione di primo grado che può manifestarsi già dopo alcune ore dall’esposizione al sole e può durare variabilmente per alcuni giorni.
Perché è importante che i genitori stiano attenti all’esposizione al sole dei propri bambini?
Perché, soprattutto in età pediatrica, la ricorrenza di eritemi solari multipli nei primi anni di vita è associata alla comparsa di melanoma. Il bambino deve essere quindi particolarmente protetto dai raggi del sole, soprattutto quelli UV la cui componente è tra le responsabili della comparsa della scottatura e dell’ustione di primo grado.
La causa dell’eritema solare nei bambini, ovviamente, è l’esposizione al sole, ma perché questa è dannosa per la salute?
La causa è la sovraesposizione ai raggi solari. È più pericolosa nei bambini rispetto agli adulti perché la produzione di melanina, che è il pigmento che serve per proteggere la pelle da questo tipo di ustioni, è ridotta. Inoltre perché hanno uno strato superficiale più ridotto rispetto a quello degli adulti, per questo l’attenzione verso la protezione dei bambini deve essere maggiore nel primo anno di vita, ma altrettanto alta anche negli anni successivi.
Prima di occuparci e preoccuparci di come affrontare un eritema solare, è utile capire cosa fare per evitare che questo si verifichi. Spesso i genitori adottano le precauzioni solamente d’estate quando si recano in qualche località turistica, specie se al mare; è corretto questo approccio?
La prevenzione è sempre fondamentale, sia in città sia nei luoghi di villeggiatura, e bisogna tenere sempre i bambini lontani dal sole nelle ore centrali della giornata e utilizzare le creme solari.
Ci sono differenze per quel che riguarda l’età dei bambini?
Al di sotto dei sei mesi di vita i bambini non devono mai essere esposti ai raggi solari. Successivamente si può valutare, in base alla pelle del bambino, un’adeguata esposizione, purché non sia eccessiva e utilizzando tutte le protezioni del caso.
Quali sono, quindi, i metodi che permettono di evitare la formazione di un eritema solare nei bambini?
La protezione nei confronti delle scottature è di tre tipi, La prima consiste nell’evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, quindi dalle 10 del mattino fino alle 17 dove la concentrazione di raggi ultravioletti è maggiore.
Ci sono poi degli schermi, sia fisici che chimici. Quelli fisici sono gli indumenti che devono essere prevalentemente a trama fitta per evitare, ovviamente, il passaggio dei raggi solari e, visto che sono a contatto con la pelle che è particolarmente sensibile, devono essere preferibilmente di fibra organica ed evitare il più possibile le fibre sintetiche che potrebbero irritare ulteriormente la pelle.
Gli schermi chimici, invece, sono le creme solari e ne esistono tantissime versioni, ma per i bambini lo schermo deve essere totale, quindi quello raccomandato è quello con fattore di protezione 50 o più. Questo tipo di crema va utilizzata sia in città che ovviamente nei soggiorni marini, in campagna, ma anche quelli in montagna.
A proposito di creme solari, cosa possiamo consigliare ai genitori per la scelta di quella più adatta per i propri bambini?
Per le creme, visto che in città il bambino tende a sudare meno, è preferibile utilizzare creme solari più liquide con una texture più sottile, ma sempre con fattore di protezione 50 o superiore; invece quelle più grasse con consistenza più viscosa sono da preferire per i soggiorni marini perché l’applicazione deve essere più tenace e duratura, soprattutto devono essere resistenti all’acqua oltre che al sudore.
Allo stesso modo bisogna utilizzare sempre i capi d’abbigliamento adeguati e far indossare il cappellino con visiera e gli occhialini da sole per evitare l’esposizione diretta e l’ombrellino o l’apposita copertura quando si utilizza il passeggino. L’altra cosa molto importante riguarda l’applicazione della crema ogni due ore perché non è garantita una persistenza duratura.
Dottoressa Nannini, nel caso in cui si verifichi una scottatura, cosa bisogna fare tempestivamente per evitare che il danno peggiori?
In caso di ustione è importante che il bambino si idrati adeguatamente perché con l’eritema solare la pelle ha una perdita di acqua transepidermica maggiore.
Cosa devono fare i genitori?
Dipende molto dall’età del bambino. Sotto ai sei mesi di vita se l’eritema è particolarmente esteso è bene farlo valutare da uno specialista. Soprattutto bisogna contattare con urgenza il pediatra oppure il pronto soccorso se il bambino risulta con la febbre, se compaiono delle bolle, delle vescicole o delle ulcere oppure in caso di alterazioni del colore cutaneo, in caso di dolore intenso, se il bambino è un po’ sonnolento, confuso, sofferente, ha un pianto non particolarmente vigoroso ma flebile e persistente.
Nei bambini più grandi dipende dall’estensione dell’eritema solare; generalmente viene indicata l’applicazione di un cortisonico, quindi una crema cortisonica, sulla cute nelle aree interessate per un periodo di tempo di due o tre giorni durante i quali il bambino deve astenersi dall’esposizione al sole.
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Come curare un eritema solare?
Dipende dalla gravità dell’eritema, ci sono dei casi in cui il bambino è molto piccolo e la scottatura è piuttosto estesa e in quel caso bisogna intervenire con una gestione ospedaliera e a volte c’è bisogno della flebo perché il bambino non è adeguatamente idratato. Se invece l’eritema solare ha un’estensione più limitata allora in quel caso si può ricorrere soltanto al cortisonico, ma in questi casi non bisogna mai praticare il “fai da te”, ma sempre far valutare la situazione da uno specialista in pediatria.
È importante non sottovalutare mai questo fenomeno, non solo quando si è al mare.
Esatto. Anche nei bambini più grandi, anche se l’ustione vera e propria sembra asintomatica, si possono comunque manifestare febbre, brividi, debolezza o i bambini possono essere più soggetti allo svenimento e quindi proprio per questo è importante somministrare liquidi per evitare la disidratazione e tenere il bambino al fresco e al riparo da sorgenti di calore. Questa è una situazione che può durare anche alcuni giorni e il bambino non deve essere esposto al sole repentinamente.
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