
Conciliare l'impegno di crescere dei bambini piccoli con il rispetto della natura non è impossibile: ecco qualche consiglio per una vita più green.
Sempre più famiglie si chiedono come ridurre il proprio impatto e diventare "amiche dell'ambiente", senza per questo stravolgere le proprie abitudini quotidiane né fare troppe rinunce: ecco qualche consiglio green!
Da un’istanza alternativa e anche vagamente naïf, l’esigenza di ridurre il proprio impatto ambientale e inquinare meno sta diventando sempre più comune e diffusa.
E soprattutto quando si diventa genitori, viene naturale cercare di acquisire uno stile di vita più sostenibile, preservando meglio il Pianeta che i nostri figli riceveranno in eredità.
Come fare, però, per ridurre il proprio impatto senza cambiare radicalmente le abitudini familiari?
La prima cosa da fare se si desidera diventare una famiglia “a impatto zero”, è abituarsi in generale a consumare meno (e meglio, ma soprattutto meno). Vale per tutti i consumi di una famiglia: elettricità, cibo, benzina, detersivi, metano e tutti i beni di consumo, dagli indumenti all’elettronica, dai cosmetici ai giocattoli.
Questo non vuol dire che si debba vivere come asceti, vestire con abiti rattoppati o battere i denti per il freddo. Il concetto chiave, semplicemente, è prevenire gli sprechi: prima di un acquisto qualsiasi sarebbe bene fermarsi un momento a riflettere, evitando in questo modo decisioni impulsive e consumistiche.
Può funzionare, per esempio, l’idea di istituire una “giornata senza acquisti” da celebrare una volta a settimana.
L’obiettivo è di non rinunciare al proprio benessere e al comfort familiare, ma limitare i consumi inutili e gli sprechi, assumendo semplici abitudini quotidiane che alla lunga possono fare la differenza in termini di impatto ambientale: abbassare di un grado il termostato dei caloriferi, mettere i coperchi sulle pentole mentre si fa bollire l’acqua, cucinare con gli avanzi, andare a piedi etc.
Conciliare l'impegno di crescere dei bambini piccoli con il rispetto della natura non è impossibile: ecco qualche consiglio per una vita più green.
Oltre a comprare e consumare meno, per diventare una famiglia a impatto zero è importante anche scegliere bene cosa comprare, prestando una particolare attenzione nel fare la spesa quotidiana. Nel riempire il carrello, sarebbe preferibile privilegiare prodotti di stagione e locali (o comunque provenienti da zone non troppo lontane).
Un altro aspetto cruciale è quello della produzione dei rifiuti, che andrebbe limitata e prevenuta il più possibile: meglio evitare i prodotti confezionati con un imballaggio troppo voluminoso, complesso o non riciclabile, puntando invece ad articoli sfusi o con un packaging più sostenibile (carta, vetro, metallo o plastica che siano riciclabili).
Utilizzare i pannolini lavabili, anche se in alternanza con quelli usa e getta, rappresenta un gesto davvero ecofriendly, che può dare il via a tutta una serie di piccole rivoluzioni domestiche in chiave rifiuti zeri, dalla coppetta mestruale ai dischetti levatrucco lavabili.
Fare la spesa al mercato, presso un orto conviviale o ancora mediante un gruppo di acquisto locale, possibilmente utilizzando i propri sacchetti riutilizzabili, è un altro sistema per ridurre l’impatto ambientale, senza dimenticare in ogni caso la raccolta differenziata, che rappresenta un tassello importantissimo nell’ottica della sostenibilità, oltre che un preciso obbligo di legge.
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Le abitudini alimentari della famiglia sono un altro elemento cardine nella riduzione dell’impatto ambientale. Ridurre il consumo di carne, pur mantenendo una dieta onnivora, è un primo passo importante per diventare più “green” (personalmente, ho scelto per il momento di continuare a mangiare carne, anche se cerco di limitarne il consumo a una volta la settimana).
Anche i prodotti biologici sono “amici dell’ambiente”, perché basati su una filiera produttiva che non prevede sostanze sintetiche inquinanti per il suolo, le falde acquifere e l’aria.
Autoprodurre il più possibile il cibo (ma non solo!), a cominciare per esempio dagli omogeneizzati, è davvero il massimo in termini di sostenibilità ambientale, perché permette di evitare sprechi, ridurre l’inquinamento legato ai trasporti e al confezionamento e limitare la produzione di rifiuti.
Io confesso di essere molto indietro, da questo punto di vista, perché non sono molto brava in cucina, oltre ad avere poco tempo a disposizione.
Una parte significativa dell’impatto ambientale di una famiglia è legata senz’altro agli spostamenti quotidiani e a quelli straordinari. Un’idea per cominciare la rivoluzione a impatto zero può essere quella di rinunciare del tutto all’automobile per uno o due giorni a settimana, cercando comunque di limitarne l’impiego tutti i giorni.
Condividere il tragitto in auto con colleghi, amici e familiari è un’altra soluzione vincente e conveniente, ma anche quando si viaggia con i bambini si possono preferire mezzi di trasporto più sostenibili, a cominciare dai propri piedi (e per quanto mi riguarda, probabilmente, i viaggi in aereo rappresentano il maggiore dei miei peccati “green”!)
La cosa fondamentale da tener presente è che non occorre puntare a una improbabile perfezione o alla coerenza a tutti costi: ciascun contributo è prezioso e decisivo, e un piccolo sforzo quotidiano da parte di tutti potrebbe fare una enorme differenza.
L’importante, in definitiva, è abituarsi a porsi delle domande, mettere in discussione le vecchie abitudini e rendersi disponibili a qualche piccolo cambiamento, dando il buon esempio a quelli che saranno adulti tra qualche anno. Tutti insieme, per il bene della Terra e dei nostri figli.
Per saperne di più, specie se avete un figlio appena nato o state per diventare genitori, potete leggere il mio libro “Una mamma green”, dedicato appunto alla maternità sostenibile. Lo trovate nelle principali librerie fisiche e online (anche su Amazon).
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