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Il post su Instagram dell'influencer Valentina Ferragni racconta della forza dei bambini nati prematuramente. La sua stessa storia, quella di una vita iniziata da guerriera.
Valentina Ferragni, l’influencer, sorella della più nota Chiara, in occasione della Giornata Mondiale dei Bambini Nati Prematuri, ha dedicato un post sulla sua pagina Instagram inerente la sua storia di bimba nata prematuramente.
“Sono dei guerrieri” – ha dichiarato la Ferragni – riferendosi ai neonati che nascendo pre termine lottano costantemente per vivere. Un appello, quello di Valentina che come ogni anno in occasione del World Prematurity day non manca di ricordare ai suoi follower.
Il post dedicato a questi piccoli guerrieri parte proprio da una donna che ha lottato con tutte le sue forze per la vita. Valentina Ferragni, si ritiene fortunata perché lei ce l’ha fatta con l’amore della sua famiglia accanto ma, soprattutto, perché, dice:
A noi è stato richiesto di iniziare a lottare dal primo giorno per poter dimostrare a noi stessi e a tutti che siamo invincibili! E non smetteremo di combattere perché questa vita ce la teniamo stretta.
Una forza da veri combattenti, il monito dell’influencer che con il suo racconto, ha spiazzato i suoi fan con i quali ha deciso di condividere un momento cruciale della sua vita.
L’attimo primordiale quando la vita è ancora sospesa e per vincere bisogna lottare con le unghie e con i denti, anche se pesi 890 grammi e sei nata al sesto mese di gravidanza.
Nel post dedicato alla sua vita, Valentina Ferragni mette a nudo i suoi sentimenti, quelli più intimi, legati alla sua personale esperienza di bambina nata prematuramente. Dal suo account Instagram si legge una Valentina forte e decisa a combattere per questi neonati che, all’apparenza, sono troppo fragili per farcela da soli.
Per chi non lo sapesse, io sono una di quei piccoli guerrieri che è nata prematura: sono nata a Bolzano il 29/12/1992 ma sarei dovuta nascere a fine Marzo 1993 a Cremona.
Sono nata prematura di tre mesi e alla mia nascita pesavo 890 grammi. Sono stata in incubatrice per tre mesi nel reparto di terapia intensiva neonatale a Bolzano, perché troppo piccola, troppo fragile e con i miei organi ancora non completamente formati.
Sono stati mesi durissimi per la mia famiglia. Dopo mesi di incertezze e paure sono tornata a casa a Cremona, sana e salva e oggi sono qui per raccontare questa storia, la mia storia. Lo racconto perché vorrei che queste mie parole arrivassero a tanti piccoli e piccole guerriere, alle loro coraggiose mamme ed ai loro meravigliosi papà che ora stanno vivendo un momento così delicato.
La scelta di pubblicare questo post sui social è partita, secondo la romantica influencer, per sensibilizzare l’importanza dei reparti neonatali. Il reparto di terapia intensiva neonatale di Cremona rischia di chiudere e Valentina Ferragni ha deciso di sostenere la causa per salvare questo reparto e i loro piccoli bambini.
In Italia nascono ogni anno oltre 30.000 prematuri (il 7% del totale), cioè bambini che vengono al mondo prima della 37esima settimana di gestazione.
Questo dato, come specificato sul sito del Ministero della Salute, non sembra essersi modificato molto ad eccezione delle donne in gravidanza che hanno contratto il Coronavirus, in cui la prematurità ha avuto un’impennata: ben il 14% di nascite pretermine, come è emerso dal Registro nazionale Covid-19 istituito dal SIN – Società Italiana di Neonatologia.
I neonati sono considerati prematuri in base all’età gestazionale se sono partoriti prima di 37 settimane di gravidanza. I neonati prematuri vengono classificati anche come:
Il neonato prematuro possiede organi immaturi, non perfettamente formati e in grado di funzionare in completa autonomia fuori dall’utero materno.
Dal momento che molti organi sono immaturi, i neonati possono avere difficoltà respiratorie e di alimentazione e sono soggetti a emorragie cerebrali. Hanno bassi livelli di anticorpi e quindi, impossibilità a difendersi dalle infezioni e altri problemi legati al tratto gastrointestinale.
In più, questi bimbi prematuri sono soggetti a un rischio maggiore di problemi, inclusi problemi di sviluppo neurologici e fisici.
Bisogna, però, fare chiarezza su un punto fondamentale: anche se alcuni neonati prematuri possono sviluppare problemi permanenti, la maggioranza di loro ha uno sviluppo totalmente normale.
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