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Come proteggere in modo adeguato il neonato al mare o in montagna? La guida per i neogenitori in viaggio, per momenti sicuri e in totale relax.
Le tanto attese vacanze estive sono alle porte e quest’anno la famiglia si è allargata con l’arrivo di un neonato. Il modo di percepire e vivere le vacanze non sarà più come prima, i ritmi saranno diversi e così l’equilibrio dell’intero nucleo familiare sarà tutto concentrato sul bimbo (o i bimbi).
Con le scuole e gli asili ormai chiusi partire in viaggio è davvero dietro l’angolo ma come comportarsi se si hanno dei bambini piccoli? Come proteggere il neonato dal sole estivo al mare o in montagna? Insomma, come organizzarsi al meglio e godersi in totale sicurezza le ferie insieme al bebè? Scopriamolo, attraverso la nostra guida e i consigli degli specialisti.
Le questioni che maggiormente preoccupano i neogenitori durante la prima vacanza estiva con il neonato sono legate alla protezione e al benessere del piccolo: come proteggerlo dall’esposizione ai raggi UV, dalle punture degli insetti e, in generale, dal cambiamento climatico a cui sono abituati.
Ecco alcuni consigli pratici da considerare quando si è in viaggio verso mete turistiche calde come il mare.
Partiamo dal principio: il viaggio in auto. Come comportarsi? La prima regola, così come sottolineato dai pediatri del SIN (Società Italiana Neonatologia) è legata alle condizioni climatiche ideali per il neonato in viaggio e alla sua sicurezza.
La regola base è quella di non esporre l’infante ai raggi diretti del sole nelle ore più calde della giornata. È indispensabile per la pelle delicata del bebè e per il rischio di disidratazione, portare il neonato al mare nelle prime ore della giornata (7:00 – 10:30) o nel tardo pomeriggio/sera (dopo le 17:30).
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Il neonato, specie nelle prime settimane di vita e se ancora è presente il residuo del moncone ombelicale o una piccola area non ancora cicatrizzata, è sconsigliato immergerlo nell’acqua sia essa di piscina o di mare.
Raramente poi, la temperatura dell’acqua delle piscine e del mare sono idonee al bagno del neonato.
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Se l’idea delle vacanze estive verte, invece, verso una località di montagna, come proteggere i neonati da insetti o sbalzi termici eccessivi? Iniziamo con il dire che le temperature presenti in montagna nella stagione estive sono assolutamente più idonee ad una vacanza con un bebè di poche settimane rispetto alla città.
Ma per i genitori che hanno come obiettivo rimanere solo un fine settimana o un tempo limitato al fresco portando il neonato con sé, questo tempo limitato è altamente sconsigliato.
Questo perché periodi di tempo così brevi (come un weekend) non permettono quei fisiologici adattamenti richiesti dal cambio di altitudine e dunque di pressione atmosferica di cui il bimbo ha bisogno per adattarsi.
È sconsigliato portare il neonato su altezze elevate (ovvero, che superano i 2000 mt di altitudine). Se la vacanza prefissata, invece, è proprio su altezze così elevate è opportuno fermarsi e fare una tappa intermedia di “acclimatamento” in modo che il piccolo si adatti al clima gradualmente.
Così come al mare anche in montagna i raggi solari possono bruciare la pelle e infiammare gli occhi se non accuratamente protetti. Anzi, al contrario di come si possa pensare, è proprio sui monti che bisogna prestare maggiormente attenzione ai raggi UV raddoppiando il filtro solare.
Questo perché i raggi del sole ad alta quota sono più vicini e diretti e, inoltre, più si sale in altitudine più diminuisce la pressione atmosferica e l’aria è più rarefatta e tersa. Quindi:
L’abbigliamento del piccolo sarà conseguente alle temperature presenti. Nella valigia mamma e papà non dovranno far mancare:
Sia che si è al mare sia in montagna proteggere il proprio bambino dagli insetti e dalle punture di zanzare o api è fondamentale per la salute e il benessere del piccolo.
Quindi, si consiglia di evitare luoghi o posti in cui è presente una concentrazione maggiore di zanzare o altri insetti. Le zanzare e gli insetti saranno maggiormente prevalenti nelle ore crepuscolari e serali, specie in zone in prossimità di sorgenti di acqua (laghi, mare o fiumi) dove la percentuale di umidità è elevata.
Se non si può farne a meno, la miglior prevenzione delle punture si può effettuare con metodi di barriera, quali zanzariere per passeggini o culle, e negli ambienti domestici è consigliato l’uso delle zanzariere alle finestre.
Mentre, se si usano prodotti con fornelletti emanatori di sostanze potenzialmente tossiche antizanzare (sconsigliati) si deve avere un’ottima ventilazione dell’ambiente prima della nanna del neonato.
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