
Una ricerca scientifica condotta dalla New York University School of Medicine ha rilevato microplastiche nelle feci dei neonati. Come proteggere i ...
"Se la colestasi neonatale viene identificata precocemente, quasi il 100% dei neonati può essere curato: è questo l’obiettivo dell’app", le parole di Marco Spada, il coordinatore dei ricercatori che hanno lanciato il software per identificare la presenza di feci ipo-acoliche nei bambini.
I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’Associazione Nazionale Italiana Bambini Epatopatici Cronici (ANIBEC), hanno sviluppato PopòApp, un software in grado di identificare in via preventiva le colestasi neonatali, un accumulo di bile nel fegato che può avere delle conseguenze molto gravi. Il software, una volta installato sul telefonino, permette ai genitori di scattare delle fotografie alle feci dei bambini e accertare la presenza di eventuali patologie.
L’applicazione è stata creata a partire da un algoritmo che sfrutta l’intelligenza artificiale ed è in grado di confrontare il colore della popò fotografata dai genitori con una scala colorimetrica che permette di identificare la presenza di feci ipo–acoliche, uno dei sintomi principali della colestasi neonatale. Questa malattia colpisce i bambini in età pediatrica, provocando la riduzione o l’arresto del normale flusso biliare verso l’intestino, causando infezioni, difetti metabolici e genetici. I pazienti, nella maggior parte dei casi, devono ricorrere al trapianto di fegato.
Per i neo-genitori arriva la #Popoapp per lo screening delle #colestasi. Su @ilmessaggeroit il racconto dell'App per aiutare a individuare malattie del fegato con una foto: https://t.co/1plotrjGzg pic.twitter.com/e9Sd2BjeRG
— Bambino Gesù (@bambinogesu) May 31, 2023
I ricercatori delle unità di chirurgia epato–bilio–pancreatica e dei trapianti di fegato–rene del Bambino Gesù hanno dimostrato che PopòApp è stata sviluppata con un grado di precisione prossimo al 100%. Nel corso degli studi clinici, infatti, sono state analizzate 160 immagini campione che hanno garantito il corretto funzionamento del software, senza registrare falsi negativi.
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Il dottor Marco Spada, coordinatore del progetto, come riportato dall’AGI, ha voluto sottolineare il ruolo centrale ricoperto dall’app nel prevenire e curare la colestasi: “Considerata la gravità delle sue conseguenze, la colestasi, in particolare se causata dall’atresia delle vie biliari, dev’essere riconosciuta nel neonato il prima possibile”.
Se la malattia viene individuata e trattata precocemente da specialisti epatologi e di chirurgia epatobiliopancreatica, quasi il 100% dei neonati può essere efficacemente curato e avere normali prospettive di vita. È questo l’obiettivo dell’app mobile che abbiamo sviluppato, che rappresenta uno strumento preciso e intuitivo al servizio della salute dei bambini e della ricerca medica.