
Avere figli dopo i 30-35 anni è sempre più comune, ma ci sono recenti studi che individuano una serie di rischi per la salute dei bambini anche q...
Da 250mila anni la scienza ci dice che i padri sono più vecchi delle madri al momento del concepimento. Negli ultimi 5mila anni, però, la differenza di età tra i due genitori è in diminuzione.
Da 250mila anni i papà sono più vecchi delle mamme al momento del concepimento, ma a quanto pare questo trend sta cambiando, Negli ultimi 5mila anni, infatti, la differenza di età tra i due genitori è in diminuzione.
Lo dimostrano le mutazioni nel Dna dei figli, capaci di registrare quanto avevano padri e madri al momento in cui il figlio è stato concepito. Stando a quanto scoperto dai biologi dell’Università dell’Indiana, questi dati aiuteranno a ricostruire la distanza temporale tra le generazioni del passato, per capire le condizioni biologiche e sociali dei nostri antenati, e per prevedere ciò che accadrà a chi verrà dopo di noi a causa dei cambiamenti climatici e ambientali.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, mette in evidenza che l’età in cui si è procreato negli ultimi 250mila anni è pari a 26,9 anni. I padri sono quelli più anziani, con una media di 30,7 anni, mentre le madri avevano circa 23,2 anni. Negli ultimi 5mila anni, però, questo gap si è ridotto grazie all’aumento dell’età media materna, passata a 26,4 anni.
Avere figli dopo i 30-35 anni è sempre più comune, ma ci sono recenti studi che individuano una serie di rischi per la salute dei bambini anche q...
“Durante le nostre ricerche sugli umani moderni – spiega il genetista Matthew Hahn – abbiamo notato che potevamo predire l’età alla quale le persone hanno avuto figli in base ai tipi di mutazioni del Dna che hanno lasciato ai loro figli. Abbiamo dunque applicato questo modello ai nostri antenati per determinare l’età a cui hanno procreato”.
I ricercatori si sono concentrati sulle cosiddette ‘mutazioni de novo’, quelle che compaiono per la prima volta in una famiglia come risultato di un’alterazione comparsa in una cellula germinale di uno dei genitori, o nell’ovulo fecondato durante le primissime fasi dello sviluppo embrionale.
Come sottolinea il ricercatore Richard Wang: “Queste mutazioni del passato si accumulano a ogni generazione ed esistono ancora oggi negli esseri umani. Ora possiamo identificare queste mutazioni, vedere come differiscono tra i genitori dei due sessi e come cambiano in funzione della loro età”.
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