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Le donne esposte ad agenti atmosferici inquinanti hanno il 30 per cento di possibilità in più di parto prematuro.
Uno studio condotto in California ha rivelato che gli inquinanti atmosferici derivanti da diverse fonti, possono risultare dannosi per le donne in gravidanza, in maniera particolare lo smog presente nei fumi di scarico delle auto legato al traffico, ha determinato un aumento del rischio di parto prematuro pari al 30 per cento.
I ricercatori, a partire dal 2004, hanno esaminato 100.000 nascite avvenute in oltre 22 mesi, entro un raggio di 7 km dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria nella Contea di Los Angeles, confrontando le informazioni sanitarie sulle nascite con quella dei livelli di inquinamento atmosferico a partire dallo stesso periodo.
Nel complesso, lo studio ha rilevato che nei periodi in cui si riscontrava il più alto tasso di idrocarburi policiclici aromatici (PAH) nell’aria, ciò aumentava del 30 per cento il rischio per le gestanti di partorire prematuramente.
Altri inquinanti atmosferici, come il benzene e le polveri sottili dai fumi di gasolio sono stati associati a un incremento del 10 per cento di parti prematuri, mentre le particelle fini di nitrato di ammonio – un fertilizzante utilizzato in agricoltura – sono stati associati ad un 21 per cento di aumento del rischio.
Lo studio, pubblicato sulla rivista americana Environmental Health, ha anche rivelato che i livelli di inquinamento, e quindi il numero dei parti prematuri, erano più alti nel periodo invernale e più bassi nelle zone costiere.
La ricercatrice Beate Ritz (nella foto), responsabile dello studio, ha affermato: “È noto che l‘inquinamento atmosferico può essere associato al basso peso alla nascita e al parto prematuro. Ma i nostri risultati mostrano che il traffico, legato agli idrocarburi policiclici aromatici, incide particolarmente sui risultati dello studio, e che oltre al traffico, anche i nitrati di ammonio hanno contribuito alla nascita prematura, determinando anche un non trascurabile impatto negativo sulla salute dei nascituri“.
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