Kourtney Kardashian sul co-sleeping: "Non dormirei se il bimbo fosse in un'altra stanza"

L'influencer e imprenditrice ha confessato che non riuscirebbe a dormire al pensiero di avere il figlio Rocky in un'altra stanza.

Room sharing sì o no; l’argomento, così come il co-sleeping, è assolutamente divisivo e, per quanto gli esperti internazionali suggeriscano le proprie linee guida, la verità è che ogni genitore si comporta come meglio crede.

Kourtney Kardashian, ad esempio, ha parlato apertamente della sua scelta di dormire insieme al suo bambino nell’ultimo episodio di The Kardashians, in cui, parlando con l’amico e socio in affari Simon Huck, ha raccontato le difficoltà di barcamenarsi tra la maternità e il suo brand Lemme, spiegando “Mentre il bambino dorme, ultimamente sono molto efficiente e mi impegno a portare a termine le cose, così posso rientrare nella bolla”.

Madre di quattro figli, l’ultimo dei quali, avuto con il marito Travis Barker, è Rocky, di 15 mesi, Kardashian ha poi rivelato di dormire assieme al figlio, aggiungendo anche di avere, in questo, un parere diverso rispetto alla madre Kris Kardashian. “Non dormivamo insieme negli anni ’80! No, non lo facevamo. Avevamo una struttura. Avevamo degli orari. Avevamo l’ora dei pasti. Mettevamo a letto i nostri figli alle 7 e poi andavamo a cena e ci prendevamo un po’ di tempo da adulti. Ed era una vita meravigliosa”.

“Non riuscirei a dormire se il mio bambino fosse da solo in una culla in un’altra stanza” ha chiosato Kourtney Kardashian, facendo così capire di essere assolutamente convinta della propria scelta. Che, come detto, è quantomai divisiva anche se, va specificato, sia l’American Academy of Pediatrics (AAP) che l’agenzia Australiana raccomandano di far dornire il bimbo nella stessa stanza con i genitori, riducendo in questo modo del 50% il rischio di morte improvvisa del neonato (Sudden Infant Death Syndrome-SIDS).

Seguici anche su Google News!
Ti è stato utile?
Non ci sono ancora voti.
Attendere prego...