
A che età iniziano a gattonare i bambini? Come aiutarli, facilitarli e farli muovere autonomamente in sicurezza? Ecco tutto ciò che c’è da sap...
Uno studio sviluppato dall'Università di Otago ha evidenziato come il gattonare può rafforzare, nel bambino, la sua capacità di percezione del rischio e del pericolo.
I bambini tra i 7-10 mesi di vita iniziano a gattonare. Questo è un modo per il piccolo di esplorare il mondo che lo circonda ed è la prima conquista indipendente nel movimento del bimbo.
Uno studio, sviluppato da un team di ricercatori dell’Università di Otago e pubblicato su Infancy, ha esaminato la correlazione tra il gattonare e la percezione del rischio scoprendo che i bambini più esperti nel gattonamento hanno meno probabilità di cadere in acque libere.
Gattonare apporta notevoli benefici nel bambino. Tra questi:
A questi benefici, una nuova ricerca sviluppata dall’Università dell’Otago, è giunta alla conclusione che gattonare può anche rafforzare, nel bambino, la sua percezione del rischio. Lo studio, guidato dalla Dott.ssa Carolina Buray, della School of Physical Education, Sport and Exercise Sciences, ha testato il comportamento dei bambini intorno a una vasca piena d’acqua, nota come drop-off.
L’obiettivo del team di studiosi era esaminare l’effetto dell’esperienza locomotoria nei bimbi, (ovvero l’esperienza di diversi metodi di movimento), sull’evitamento da parte di questi ultimi di cadute in acqua improvvise.
La Dott.ssa Buray, spiega in merito alla caduta in acqua dei piccoli:
I risultati mostrano che la quantità di esperienza di gattonare informa il comportamento adattivo dei bambini. Non appena i bambini iniziano a gattonare, tendono a cadere in acqua. Ma dopo alcune settimane di esperienza di gattonare, iniziano a evitare la caduta.
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Dallo studio viene suggerito che è utile per i bambini gattonare ed esplorare il loro ambiente. Ma la percezione del rischio nel bambino avviene quando si trova a contatto diretto con il pavimento e, avendo una visione diversa del mondo che li circonda, impara a identificare le superfici non sicure.
La Dott.ssa Buray afferma:
Questo risultato suggerisce che sebbene l’esperienza auto-locomotoria insegni ai bambini a percepire il rischio di cadute, in acqua o meno, non ha alcun impatto sulla loro percezione dei corpi idrici come ambienti rischiosi che dovrebbero essere evitati.
Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che i bambini piccoli sono i più rappresentati nelle statistiche sugli annegamenti. Questo è perché diventano in grado di muoversi ma rimangono incapaci di riconoscere i rischi del loro ambiente.
Lo studio è stato effettuato proprio per spiegare le cause di questi annegamenti, arrivando alla conclusione che i bambini che hanno maggiore dimestichezza con il gattonamento, riescono a percepire – seppur lievemente – maggiormente il pericolo.
Questo, però, non significa lasciare il bambino da solo in prossimità di fonti di acqua come vasche, piscine o mare. La supervisione di un adulto è raccomandata sempre, anche in età più avanzata.
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Se un bambino non mostra interesse a gattonare, non è motivo di preoccupazione. Alcuni bambini saltano del tutto l’intera fase del gattonamento trovandosi direttamente in piedi, inizialmente tenendosi a mobili e appigli vari. Questo è del tutto normale e non deve destare alcuna apprensione nei genitori.
La pediatra Corey Fish, fondatore e direttore medico di Brave Care a Portland , Oregon, ha spiegato:
Non c’è assolutamente nulla che un genitore possa fare per influenzare la durata della scansione dei loro bambini, né i genitori dovrebbero tentare di intervenire sulla normale progressione dello sviluppo fisico. La cosa più importante è esporre i bambini a una varietà di nuove esperienze, interagire con loro e lasciarli interagire (in sicurezza) con il mondo che li circonda.
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