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Una ricerca psicologica sviluppata dalla Duke University spiega come anche i bambini di 3 anni cerchino il proprio gruppo di coetanei per affermare la loro identità condivisa.
Quanto contano le cerchie sociali in età adulta? Molto, attraverso i gruppi ci si sente parte attiva della comunità ma, questo sentimento di appartenenza è molto importante anche per i bambini di 3 anni che, attraverso il proprio gruppo dei pari, costruiscono la propria identità.
Una ricerca sviluppata da un team di studiosi della Duke University, ha mostrato che, entro il loro terzo compleanno, i bambini hanno maggiori probabilità di seguire ciò che gli altri coetanei dicono o fanno, piuttosto che agire perché un’autorità (i genitori) impone loro di farlo.
È molto più plausibile che un bambino all’età di tre anni assecondi ciò che dicono i coetanei per seguire la massa, piuttosto che agire per il desiderio di seguire l’autorità genitoriale.
A quale genitore non è mai capitato di vedere il proprio bimbo seguire le gesta dei suoi coetanei con facilità, come, per esempio, mangiare quel particolare cibo che a casa avrebbe rifiutato, solo perché all’amichetto piaceva?
Inoltre, cosa spinge i bambini in età prescolare a mangiare le verdure? Alzare la mano rispettando il proprio turno? No, non è sempre l’autorità dei genitori a farla da padrone. Quando si tratta di convincere i bambini a comportarsi bene, recenti ricerche suggeriscono che la voce dell’autorità degli adulti non è l’unica cosa che conta. Intorno ai tre anni, anche l’inserimento nel gruppo inizia a contare molto.
La nuova ricerca attuata dalla Duke University si poggia su alcune domande che spiegherebbero alcuni comportamenti adottati dai bambini e come queste azioni siano diverse se espresse in un contesto sociale rappresentato da coetanei.
L’autore senior dello studio, Leon Li, studente di dottorato in psicologia e neuroscienze alla Duke, ha detto:
Ogni cultura ha le sue cose da fare e da non fare. Non nasciamo sapendo cosa dire quando qualcuno starnutisce, il momento giusto e quello sbagliato per indossare un cappello, o che dovremmo mangiare con la forchetta e non con le mani.
Ma la maggior parte della gente inizia a cogliere queste regole sociali non scritte quando è molto giovane e capisce rapidamente quando e come seguirle. La domanda è cosa fa “comportare” i bambini piccoli? Cosa spinge un bambino di 3 anni a usare la sua voce tranquilla quando preferisce cantare e urlare?
Alcuni potrebbero pensare che tali comportamenti siano dovuti a una buona educazione, al modo di conformarsi alle “regole” imposte dalla società per sentirsi accolti. Altri, invece, attribuiscono questo modo di imitazione dei bambini come un desiderio di sentirsi legato a una persona in particolare.
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Per capire meglio cosa motiva i bambini in età prescolare a seguire alcune regole pre-imposte come, per esempio, il mettersi in fila, un team di ricercatori ha condotto uno studio nel laboratorio della Duke University del Porf. Michael Tomasello, invitando un campione di 104 bambini dai 3 ai 5 anni con la scusa di aiutare gli adulti a organizzare una (finta) festa.
All’inizio dello studio è stato dato a ciascuno bambino un adesivo blu da indossare dicendo loro che ogni bimbo con quello stesso colore di adesivo faceva parte della stessa squadra.
In un secondo momento i ricercatori hanno osservato i bambini decidere tra diversi tipi di bevande, snack, tazze e piatti da usare per la festa. La scelta del cibo, delle bevande e degli accessori per il party avvenne inizialmente singolarmente, ogni bambino decise da sé, successivamente, invece, i bimbi hanno ascoltato anche le scelte degli altri membri del team, arrivando alla fine a una scelta condivisa e univoca.
Il più delle volte, dopo aver ascoltato le scelte degli altri, alcuni bambini hanno deciso comunque di portare avanti con fermezza la loro prima scelta indipendentemente da ciò che l’altra persona diceva di voler usare.
Mentre, il 23% delle volte i bambini hanno cambiato la loro scelta per accontentare un altro bimbo della squadra. Quando questo accadeva e l’opzione veniva presentata come una norma di gruppo piuttosto che una preferenza personale, i bambini erano più propensi ad andare d’accordo con l’altra persona.
I risultati sottolineano come i bambini sviluppano una capacità di ragionamento morale che distingue gli umani dagli altri animali. Il Dott. Li ha specificato:
Quando un adulto dice a un neonato o a un bambino piccolo “non facciamo quella cosa”, il bambino generalmente fa come gli viene detto per deferenza verso quella persona.
Ma dai 3 anni in poi, i bambini iniziano a pensare in modo diverso. Cominciano a capire segnali come “non agiamo” come qualcosa di più grande, proveniente dal gruppo, e agiscono per un senso di connessione e identità condivisa.
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