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Può un bacio dato dalla mamma al proprio bambino ridurre problemi di emicrania e cefalea nel piccolo? Questa, la fotografia positiva derivante dallo studio condotto dalla ricercatrice Rebecca Saxe sugli effetti positivi del bacio.
La Dott.ssa Rebecca Saxe, ricercatrice del MIT, (Massachussets Institute of Technology, USA) attraverso una risonanza magnetica ha evidenziato come il bacio della mamma riduce il mal di testa nel figlio piccolo. Che i baci siano una risorsa psicologica eccezionale lo sapevamo già ma, questa volta, è stata proprio la scienza a darne conferma.
Infatti, è stata la stessa ricercatrice capo senior dello studio, Rebecca Saxe, ha rendersi partecipe dell’esperimento con il figlio di 2 anni Percy. La Dott.ssa Saxe è riuscita a rendere un’immagine tecnica, (una risonanza magnetica) in una fotografia della relazione affettiva che lega due persone, in questo caso lei (mamma) con il suo bambino (il figlio).
I risultati? Davvero fantastici.
Lo studio neuroscientifico sostenuto dalla ricercatrice del MIT ha mostrato come la condivisione di un gesto di conforto fa attivare le stesse aree nel cervello di chi mette in atto il gesto e di chi lo riceve, contribuendo a sviluppare e a rafforzare l’empatia.
La risonanza magnetica sviluppata dalla Dott.ssa Rebecca mostra proprio questa empatia tra mamma e figlio. Infatti, dall’immagine si nota proprio come l’empatia si traduca in un pattern di attivazione cerebrale parallelo tra le due persone coinvolte, nel processo che si definisce rispecchiamento emotivo. Dalla fotografia si evince come la mamma da un bacio sulla fronte al proprio bambino e il loro rispecchiamento emotivo è già presente e attivo anche se il bimbo in questione ha solo pochi mesi.
Questo studio, pubblicato su Neurology, è stato già presentato dal Prof. Vincenzo Guidetti durante il Congresso di Stresa. Così come, un altro ricercatore, il Dott. Christian Keysers dell’Università di Groningen, Olanda, aveva studiato attraverso un’altra risonanza funzionale il comportamento celebrare tra due innamorati che si baciavano.
Quest’ultima ricerca ha portato lo stesso ricercatore olandese, successivamente, a scriverne un libro (ancora non uscito in Italia), dal titolo “The Emphatic Brain“, e la particolarità è proprio la copertina del libro che raffigura la risonanza funzionale della coppia che si bacia.
In ambedue i casi, sia per la coppia di innamorati sia per il bacio tra mamma e figlio, ciò che viene fuori è un identico risultato: ovvero il bacio funge da ponte emotivo fra i cervelli di entrambe le coppie e, le emozioni provate in quel momento, sono identiche tra loro.
Quante volte la mamma è venuta in soccorso al bimbo caduto dalla bici o con dei graffi dicendo: “un bacio e passa tutto”? Pensavamo fosse una sciocchezza, una frase tenera da dire al proprio bambino per consolarlo ma mai ci saremmo aspettati che quel bacio davvero potesse portare a dei miglioramenti fisici.
Certo, la “bua” al ginocchio sbucciato non passerà di certo con un semplice bacio, anche se allevia di molto il dolore a livello psicologico del bimbo ma, un bacio dato dalla mamma al proprio figlio può ridurre problemi legati al mal di testa di quest’ultimo.
La ricerca condotta dalla Dott.ssa Saxe parla proprio di questo: grazie a tale scoperta sarà possibile avere nello studio della cefalea del bambino più precisione rispetto alle ricerche precedenti che non davano, in realtà, una concreta risposta al disturbo.
Il Prof. Vincenzo Guidetti, neuropsichiatra della Sapienza di Roma, al Congresso Internazionale sulle Cefalee di Stresa elenca il mal di testa tra i disturbi di internalizzazione derivati da carenze affettive nell’infanzia. In merito a ciò ha affermato:
Possiamo dire che, a differenza dei precedenti studi solo clinici cominciamo a vedere anche quali strutture neurofisiologiche sono implicate nel rispecchiamento emotivo, che è alla base del corretto accudimento.
Lo sviluppo emotivo nel bambino inizia sin da piccolissimi. Già intorno ai 2 anni e sino ai 5, il bimbo è in quella fase in cui la propria struttura emotiva inizia a consolidarsi. In questi anni, quando il bambino inizia a rapportarsi con coetanei all’asilo, con i familiari, la propria Theory of Mind, vale a dire la capacità di capire cosa pensano gli altri e agire di conseguenza si sviluppa a pieno.
Ed è in questa fase delicata che una relazione affettuosa con almeno uno dei genitori è fondamentale perché il rapporto con persone esterne possa svilupparsi in maniera sana e positiva. In caso contrario, se vi è una carenza affettiva da parte dei genitori, il bimbo potrebbe sviluppare problemi neuropsichici come, per appunto, cefalee e mal di testa costanti.
I gesti di affetto dei genitori attivano specifiche aree del cervello legate allo sviluppo della coscienza. Quindi, in conclusione, la ricerca ha evidenziato che nei bambini che soffrono di mal di testa la capacità di gestire le emozioni è alterata o carente.
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