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La nuova ricerca scientifica effettuata su un campione di 9.000 bambini ha evidenziato come l'allattamento al seno abbia un impatto (positivo) sullo sviluppo cognitivo del neonato anche a distanza di pochi mesi.
Un team di ricercatori del Del Monte Institute for Neuroscience presso l’Università di Rochester Medical Center (URMC), attraverso una nuova ricerca scientifica ha analizzato l’allattamento al seno e l’impatto cognitivo che questo ha sul bebè anche a distanza di poco tempo.
Dai test valutativi sembrerebbe essere emerso come, l’allattamento al seno apporti sul sistema neurocognitivo del neonato grandi effetti positivi sin dai primi mesi di vita. Scopriamo i risultati scientifici dei test analizzati su 9.000 bambini partecipanti.
Durante lo studio i ricercatori hanno rilevato che i bambini allattati al seno avevano ottenuto punteggi più alti nei test neurocognitivi. Questo risultato evidenzia come a livello cognitivo il latte materno possa trasmettere al neonato maggiori benefici nel breve-lungo periodo.
Uno degli autori della ricerca, il Dott. Daniel Adan Lopez, candidato nel programma di epidemiologia, ha sottolineato:
I nostri risultati suggeriscono che qualsiasi quantità di allattamento al seno ha un impatto cognitivo positivo, anche dopo pochi mesi. Questo è l’aspetto entusiasmante di questi risultati. Si spera che da un punto di vista politico, questo possa aiutare a migliorare la motivazione all’allattamento al seno.
Lo studio, che è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Public Health, ha analizzato migliaia di test cognitivi effettuati da bambini di 9 e 10 anni le cui madri hanno riferito di essere stati allattati al seno e hanno confrontato quei risultati con decine di bambini che, invece, non erano stati allattati al seno.
Nello studio, denominato Adolescent Brain Cognitive Development (ABCD),il team di ricerca ha esaminato i risultati dei test di oltre 9.000 bambini di età compresa tra i nove e i dieci anni. I partecipanti sono stati divisi tra coloro che avevano ricevuto l’allattamento al seno e gli altri che, invece, non erano stati allattati dalla mamma al seno.
I risultati hanno suggerito delle variazioni nei punteggi cumulativi dei test cognitivi dei bambini allattati e non allattati al seno. Inoltre, comparivano ulteriori prove: ovvero, più a lungo un bambino veniva allattato, più alto era il punteggio ottenuto.
Il Dott. Lopez, dai dati ottenuti dai test dei 9mila bambini analizzati, ha evidenziato come l’associazione più elevata si presentava nei bambini allattati al seno per un periodo di più di un anno (12 mesi).
Mentre, i bambini allattati al seno dalla mamma dai 7 ai 12 mesi presentavano punteggi lievemente inferiori.
Infine, i bambini allattati al seno da 1 a 6 mesi avevano un punteggio ancora più basso dei precedenti due gruppi.
Ma, confrontando i punteggi ottenuti nei tre gruppi, tutti risultavano più alti rispetto ai bambini che non erano stati mai allattati al seno. In conclusione, i risultati dello studio in questione hanno prodotto gli stessi risultati (o simili) di altri studi precedenti i quali avevano già evidenziato come l’allattamento al seno non influisse sulla funzione esecutiva o sulla memoria.
Il Dott. Ed Freedman, ricercatore dello studio ABCD a Rochester e autore principale dello studio, ha riferito:
Questo supporta le basi del lavoro già svolto intorno alla lattazione e allattamento al seno e il suo impatto sulla salute di un bambino. Questi sono risultati che non sarebbero stati possibili senza lo studio ABCD e l’ampio set di dati che fornisce.
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Una delle coautrici dello studio, Hayley Martin, studentessa di medicina del quarto anno nel programma di formazione per scienziati medici, spiega l‘obiettivo dello studio sull’allattamento al seno:
C’è già una ricerca consolidata che mostra i numerosi benefici che l’allattamento al seno ha sia per la madre che per il bambino. I risultati di questo studio sono importanti per le famiglie, in particolare prima e subito dopo la nascita, quando vengono prese le decisioni sull’allattamento al seno.
Può incoraggiare gli obiettivi di allattamento sino ad un anno o anche di più. Evidenzia anche l’importanza fondamentale di continuare a lavorare per fornire un accesso incentrato sull’equità al sostegno all’allattamento al seno, all’istruzione prenatale e alle pratiche per eliminare le barriere strutturali all’allattamento al seno.
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