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Tenere il neonato in posizione prona (da sveglio!) per circa 30 minuti al giorno aiuta il suo sviluppo motorio (e non solo). Scopriamo come funziona il tummy time.
Il cosiddetto tummy time è proprio questo: una realtà da far sperimentare e con cui coinvolgere il neonato per favorire lo sviluppo motorio (e non solo).
La traduzione letterale dell’espressione tummy time è “tempo della pancia” e fa riferimento alla posizione da far assumere al bambino nei primi mesi di vita, ovvero a pancia in giù.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle linee guida sull’attività fisica, il comportamento sedentario e il sonno nei bambini al di sotto dei 5 anni, definisce il tummy time come il tempo che un bambino trascorre sdraiato in posizione prona mentre è sveglio e senza restrizioni nel movimento degli arti”.
La posizione prona è utilissima per il neonato per sviluppare diverse abilità motorie e posturali. È doveroso fin da subito precisare che il tummy time è un’attività da praticare quando il bambino è sveglio e mentre il caregiver è lì con lui per visionarlo e controllarlo.
La posizione prona durante il riposo, specialmente quello notturno, è infatti uno dei principali fattori di rischio per la sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), che nulla ha a che vedere con il tummy time.
Ma perché tenere il bambino a pancia in giù? Il tummy time è una sorta di ginnastica e allenamento che consente di rafforzare la muscolatura della schiena, del collo e delle braccia andando a migliorare il tono e la coordinazione muscolare del neonato. Tutto questo si converte in un miglior controllo della testa che permetterà al bambino di imparare a rotolare e strisciare, gattonare e stare seduto da solo.
Vi è poi un importante beneficio legato allo sviluppo sensoriale in quanto il bambino acquisisce una prospettiva diversa tale da permettergli di interagire diversamente con il mondo circostante.
Se poi si pensa a come i neonati trascorrano la maggior parte del loro tempo in posizione supina tra culle, passeggini, sdraiette, eccetera, il tummy time aiuta a prevenire e ridurre l’incidenza della plagiocefalia. Senza sottovalutare, come riportato in questo studio, che la posizione prona da sveglio incoraggiata dal caregiver aiuta la motricità generale e lo sviluppo totale del bambino, ma anche a un miglioramento del sonno a 12 e 24 mesi d’età.
Trattandosi di un’attività che coinvolge sia il bambino che i suoi genitori, il tummy time può essere iniziato sin dai primi giorni dopo il parto. È un’attività che inizialmente non richiede molto tempo e alla quale si possono dedicare pochissimi minuti al giorno per poi aumentare con il passare delle settimane e con il progredire dello sviluppo del bambino.
L’OMS raccomanda di far trascorrere al bambino almeno 30 minuti al giorno in posizione prona. Il consiglio è, durante il tummy time, specialmente nei primi mesi, di alternare la posizione prona con quella supina in modo che il bambino non si stanchi eccessivamente e viva il tutto in maniera più naturale e graduale.
Il consiglio è quello di vivere il tummy time come un’occasione di condivisione con il bambino, senza schemi rigidi o regole da seguire, e farlo quando il bambino è sveglio e attivo. Meglio evitare, quindi, quando ha fame, è stanco, ammalato o c’è qualche fattore o condizione che lo infastidisce.
L’attività del tummy time va proposta in maniera delicata al bambino, coinvolgendolo in un contesto giocoso e affettuoso. È un’occasione anche per favorire il legame tra neonato e caregiver e va adeguato nelle varie fasi di sviluppo; le attività del primo mese, per esempio, sono diverse da quelle del quarto-quinto mese (e viceversa) proprio perché con il passare del tempo il bambino cambia e acquisisce nuove competenze e abilità.
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Nel primo mese di vita (che per il tummy time inizia già dal primo giorno utile dopo il ritorno a casa dal parto), la posizione prona può essere proposta anche usando come “superficie d’appoggio” il petto della mamma o del papà. Sedendosi sul divano o su una poltrona e inclinandosi leggermente all’indietro, si può tenere il neonato sul petto e, parlando e giocando con lui, iniziare a fargli trascorrere del tempo sulla pancia. Parallelamente, alternando le possibilità e sfruttando le varie occasioni, anche quando il piccolo è sul fasciatoio (dopo averlo pulito, lavato e cambiato) lo si può mettere in posizione prona in modo che inizi a sperimentare la capacità di sostenersi con le braccia.
Fin da subito e in modo poi sempre più predominante il tummy time si svolge sul tappeto da gioco. La superficie rigida ma morbida (e colorata) del tappeto è ideale per favorire la posizione prona e il genitore si può mettere accanto al bambino per leggergli un libro e/o frontalmente per guardarlo negli occhi e interagire con lui. Oltre alla supervisione, infatti, il tempo che il neonato passa in posizione prona durante il cosiddetto tummy time non è fine a sé stesso ma il bambino deve essere stimolato e coinvolto nelle varie attività.
Dal terzo mese il tappeto gioco (e il box) diventano l’ambiente ideale nel quale il bambino gioca, si muove ed esplora le sue abilità nel mondo circostante. Durante il tummy time si può chiamare il bambino in modo che, sentendo la voce del genitore, sia portato a voltarsi e muovere per rispondere a quello stimolo.
Con il passare del tempo è utile introdurre vari giochi e giocattoli come uno specchio, dei libri sensoriali e altri oggetti da afferrare con i quali il bambino impara a interagire muovendosi sul tappeto e imparando a contare sulle proprie abilità fisiche che non solo aumentano ma si perfezionano e rafforzano con il passare del tempo.
A partire dal quinto-sesto mese il neonato inizia a riuscire a rotolare, stiracchiarsi e muoversi sulla pancia e ha già iniziato a sollevare la testa provando ad appoggiarsi sui gomiti e sugli avambracci per sollevarsi. Le attività da fare durante il tummy time partono anche e soprattutto da quello che il bambino è in grado di fare, inserendo giochi e dinamiche che lo aiutino a perfezionare queste abilità.
Già dai mesi precedenti il bambino inizia, a suo modo, a farsi capire ed è questo un elemento importantissimo da considerare nell’interagire con lui durante il tummy time. Durante questa fase il bambino rotola e inizia a riuscire a passare autonomamente dalla posizione prona a quella supina (e poi viceversa) e tutti questi movimenti vanno favoriti durante le attività di gioco (spostarsi con il bambino, chiamarlo da diversi punti, spostargli i giochi, eccetera) del tummy time.
Tra i grandi vantaggi del tummy time c’è anche quello di seguire l’andamento dello sviluppo cognitivo e psicomotorio del bambino. Il mancato (o eccessivamente ritardato) raggiungimento delle tappe dello sviluppo può essere un campanello d’allarme per diverse condizioni da approfondire. È però importante che il tummy time venga vissuto come gioco, divertimento e libertà evitando forzature o impostazioni rigide per le quali il neonato deve rispettare delle tabelle di marcia.
Il rischio è quello di non favorire lo sviluppo psicomotorio, di non far crescere il neonato in un contesto di serenità e libertà e di stressarsi inutilmente. È sempre doveroso non lasciare mai solo il bambino, anche quando si è sicuri che non potrà cadere o farsi male; i tentativi di apprendimento di nuove abilità possono essere improvvisi e i pericoli sono sempre tanti.
La gradualità e l’attenzione a rispondere alle esigenze del bambino (che deve essere stimolato e invogliato non costretto) si rivela fondamentale per assicurare sia al neonato che ai genitori di vivere questi momenti in serenità e armonia, elementi altrettanto essenziali nella crescita di un bambino.
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