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Una condizione (molto rara) che si può manifestare dopo una gravidanza e un parto normale, ma dalle gravissime conseguenze sul bambino; scopriamo la Sindrome di Aicardi-Goutières.
Parliamo di una malattia che colpisce principalmente il cervello, il midollo spinale e il sistema immunitario del neonato, ma ha la particolarità che, nella maggior parte dei casi, essa si manifesta entro l’anno di vita, in modo particolare entro i primi tre mesi, dopo una gravidanza e un parto che hanno avuto un decorso normale e regolare, e inizialmente i suoi sintomi possono essere confusi con una infezione virale durante il parto.
La cosiddetta sindrome di Aicardi-Goutières, nota anche con l’acronimo AGS, è una malattia genetica eterogenea (cioè causata da mutazioni in più di un gene) molto rara appartenente al gruppo delle interferonopatie.
Esistono due forme di sindrome di Aicardi-Goutières, una a esordio precoce e una a esordio tardivo. Nel primo caso solitamente la forma è più grave, mentre in quella che si manifesta più tardi l’impatto sulle funzioni neurologiche è minore e per questo la prognosi è considerata migliore, sebbene le conseguenze sono permanenti e di una certa gravità.
Solo in rari casi vi è una forma e esordio atipica, dopo i primi dodici mesi di vita, il cui decorso risulta meno grave.
Come anticipato la sindrome di Aicardi-Goutières è l’effetto di una mutazione genetica che, nel caso specifico, colpisce (a oggi) nove differenti geni (i principali sono i geni ADAR, TREX1, RNASEH2A, RNASEH2B, RNASEH2C e SAMHD1).
Nella maggior parte dei casi la sindrome di AGS è ereditata in maniera autosomica recessiva; questo significa che entrambi i genitori sono portatori sani di una singola copia del gene difettoso, e quindi non manifestano sintomi della malattia. C’è il 25% di possibilità, però, che i figli nati da genitori con copia del gene difettoso ricevano due copie di questo gene e sviluppino quindi la sindrome di Aicardi-Goutières.
In maniera molto sintetica si può dire che l’alterazione di uno di questi geni provoca un difetto nel corretto metabolismo degli acidi prodotti dall’organismo (acidi nucleici, DNA e RNA), tanto che questi si accumulano e vengono attaccati dal sistema immunitario che li scambia per virus. L’azione del sistema immunitario determina quell’eccessiva produzione di interferone che, come abbiamo visto, è alla base della sindrome di Aicardi-Goutières. Altre gravi conseguenze di questa eccessiva risposta infiammatoria sono la calcificazione intracraniale e la leucodistrofia, ossia il deterioramento della mielina.
L’aspetto ulteriormente grave e complesso di questa condizione è che l’eccessiva produzione di interferone determina una reazione infiammatoria tale che vi è un ulteriore rilascio di acidi nucleici determinando un meccanismo vizioso dal quale l’organismo non riesce a liberarsi.
La principale differenza nella sintomatologia della sindrome di Aicardi-Goutières è legata al periodo nel quale si manifesta. Se a esordio precoce, infatti, sono evidenti fin da subito (spesso già in utero) delle calcificazioni delle aree della base del cervello, un aumento delle transaminasi, anemia e riduzione delle piastrine. Nei casi a esordio tardivo, invece, i primi sintomi che possono far sospettare questa sindrome sono:
Nella forma a manifestazione tardiva l’esordio clinico della sindrome di Aicardi-Goutières è spesso associato all’aumento della temperatura corporea (tra i 38 e 38.5°C) non associati alla presenza di un’infezione.
Questi sintomi in realtà sono solamente l’indicazione della presenza di una disfunzione cerebrale (encefalopatia) ad andamento subacuto che rende evidenti gli altri segnali tipici della sindrome di AGS. Ovvero progressiva riduzione della crescita della circonferenza cranica, perdita delle prime acquisizioni, ritardo psicomotorio sempre più evidenti legate alla compromissione delle funzioni neurologiche. Queste manifestazioni cliniche, dopo un iniziale peggioramento, tendono poi nella maggioranza dei casi a stabilizzarsi.
Dal punto di vista neurologico i sintomi tipici della sindrome di Aicardi-Goutières, che si manifestano dopo la prima fase, sono:
Sono inoltre da ascrivere tra i sintomi di questa sindrome anche i geloni alle dita dei piedi e delle mani, ridotto controllo della testa, perdita del tono muscolare del tronco, movimenti distonici, movimenti oculari anomali, risposte esagerate a stimoli sensoriali, glaucoma congenito, diabete mellito, anemia emolitica, ipotiroidismo e una grave compromissione dello sviluppo intellettivo, del linguaggio e motorio
Questo è un elenco della maggior parte dei principali sintomi, ma è bene ricordare come questi possano manifestarsi con una certa varietà e gravità, tanto che è possibile in alcuni casi il quadro clinico può risultare meno severo.
La sindrome di Aicardi-Goutières è difficile da diagnosticare perché i sintomi sono simili a quelli di altri disturbi. È possibile individuarla anche con una diagnosi prenatale, ma solamente nei casi in cui la mutazione responsabile della malattia è stata individuata.
Per eseguire la diagnosi prenatale si procede con l’analisi dei villi coriali o con l’amniocentesi per analizzare il DNA delle cellule fetali. Nei neonati in cui si manifestano i sintomi tipici della sindrome si procede con l’analisi genetica, che è l’unica che può confermare la presenza di questa sindrome.
Data la gravità e la permanenza dei sintomi c’è una buona probabilità che, specialmente nelle forme a esordio precoce, l’aspettativa di vita non vada oltre i dieci anni. Nell’80% dei casi, infatti, i bambini affetti dalla sindrome di AGS non sopravvivono per più di dieci anni, mentre nelle forme più lievi l’aspettativa di vita è maggiore.
Non esiste una cura per la Aicardi-Goutières, motivo per cui la terapia e il trattamento sono sintomatici. Si procede ovviamente caso per caso valutando la gravità dei sintomi e prevedendo l’uso di farmaci per la gestione delle crisi epilettiche, un costante controllo dell’alimentazione e tramite fisioterapia per la prevenzione delle complicazioni posturali.
Nel corso degli anni sono state proposte diverse terapie farmacologiche, ma l’esito non è mai stato completamente soddisfacente. Sono in corso ulteriori studi e trial clinici per valutare l’efficacia di altre terapie, in quanto nessuna di quelle al momento disponibili è completamente efficace.
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