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Ogni neonato alla nascita ha una serie di comportamenti innati che gli consentono di sopravvivere. Sono i cosiddetti riflessi arcaici primari. Scopriamo quali sono, quanto durano e a cosa servono.
Non tutto ciò che facciamo lo abbiamo imparato: alcuni “comportamenti”, infatti, sono innati. È il caso dei cosiddetti riflessi del neonato, noti anche come riflessi arcaici primari. Si tratta di comportamenti innati, sviluppati durante la fase uterina, e che sono essenziali per la sopravvivenza. Senza di essi, infatti, si può sospettare un malfunzionamento del sistema nervoso.
I riflessi sono sia dei comportamenti involontari che delle reazioni a uno stimolo e rappresentano un indicatore del normale funzionamento dell’organismo. Come vedremo, infatti, sono comportamenti che diamo per scontato e che facciamo, appunto, involontariamente, ma che nessuno ci ha spiegato come si fanno, semplicemente perché è normale che lo facciamo e se non lo facessimo sarebbe un problema.
Non tutti i riflessi del neonato sono uguali e alcuni si sviluppano subito, mentre altri solamente con il passare delle settimane. I riflessi del neonato hanno una durata, la persistenza oltre questo tempo può indicare la presenza di un danno al cervello che va ovviamente verificato e diagnosticato.
I principali riflessi del neonato, alcuni dei quali scompaiono nel giro dei primi mesi, altri invece rimangono permanenti tanto che sono riscontrabili anche negli adulti, sono:
Questo riflesso neonatale, noto anche con il nome di riflesso di Epstein, riguarda il movimento della testa del bambino e l’apertura della bocca. Il neonato, infatti, se viene toccato o accarezzato a un angolo della bocca, tende ad aprirla e voltarsi verso questa direzione. È un riflesso che dura circa quattro mesi e che è fondamentale per permettere al bambino di mangiare, quando percepisce la presenza del biberon, del ciuccio o del seno materno.
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A un bambino in posizione supina se gli viene spostata la testa da un lato, allontana il braccio del lato verso cui è rivolta la testa, solitamente con la mano chiusa a pugno. Ruotando la testa nella direzione opposta il riflesso si verifica nell’altro braccio. Questo riflesso si manifesta nelle prime settimane di vita e poi scompare.
Questo riflesso si verifica nel neonato in presenza di un rumore improvviso o un movimento brusco che porta il bambino ad allargare sia le braccia che le dita delle mani e, solitamente, anche a piangere. Questo riflesso scompare nel giro di 6 mesi. La sua assenza, invece, è un segnale della presenza della Sindrome di Down (Trisomia 21).
Noto anche con il nome di riflesso spinale o della colonna vertebrale, questo si manifesta con il bambino in posizione sdraiata sulla schiena. Se viene accarezzata la colonna vertebrale si verifica una curvatura della schiena in direzione del lato dove lo si sta toccando.
Questo riflesso si verifica mettendo un dito sul palmo della mano del bambino. Il neonato reagirà chiudendo la mano e, provando a togliere il dito, il bambino stringerà la presa. Il riflesso di Grasp si attenua nei primi tre mesi e sparisce dopo un anno.
Quando il neonato è sdraiato se si stimola la pianta del piede l’alluce si alza e le altre dita si distendono. È un riflesso che scompare tra il nono e il dodicesimo mese.
Se si tiene il bambino in posizione verticale e si ruota il corpo in avanti, il bambino, soprattutto quando è più grande, ha il riflesso di allungare le braccia in avanti, come a volersi proteggere dall’impatto.
Tenendo il bambino sollevato sotto le ascelle, con la testa rivolta in avanti, si avrà una contrazione degli arti inferiori. Successivamente, muovendo il tronco in avanti, gli arti inferiori si muoveranno in maniera rapida e alternata simulando la camminata, una marcia appunto. Anche questo riflesso dopo 3-4 mesi scompare.
Se si toccano gli occhi di un bambino o incontra con lo sguardo un lampo di luce o un colpo d’aria, il riflesso è quello di chiudere gli occhi. Questo è un riflesso permanente, tanto che rimane anche in età adulta.
Un bimbo che si trova in acqua sembra che sappia già nuotare; il riflesso del nuoto, infatti, è quel comportamento istintivo che porta il bambino ad avere movimenti coordinati simili a quelli dei nuotatori. È un riflesso che scompare intorno al sesto-settimo mese.
Anche i colpi di tosse sono dei riflessi del neonato che si attivano quando c’è una stimolazione delle vie respiratorie.
Similmente a quello della tosse il riflesso che porta allo starnuto è quello causato da un’irritazione delle vie nasali.
I neonati sbadigliano quando il corpo ha bisogno di più ossigeno e anche in questo caso si tratta di un riflesso che rimane anche in età adulta.
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