
Quando nei neonati il reflusso è fisiologico e quando, invece, patologico? Ecco i sintomi e i segni da attenzionare e come gestire entrambe le con...
Nei primi mesi di vita è normale e fisiologico che il bambino rigurgiti il latte ingerito. Scopriamo perché questo avviene e come fare per evitarlo.
Il fenomeno del rigurgito va distinto dal reflusso gastroesofageo. Nel primo caso si ha una semplice espulsione di saliva e latte non digerito (sia esso materno che artificiale), mentre nel reflusso si ha il passaggio di contenuto gastrico dallo stomaco all’esofago. Il reflusso, quindi, non è necessariamente visibile (anche se può contemplare la presenza del rigurgito); il rigurgito invece è sempre evidente in quanto c’è la fuoriuscita di latte e saliva dalla bocca.
Sebbene sia frequente, motivato dall’immaturità dell’apparato digerente (e in modo particolare dalla da quella della valvola gastroesofagea), è una condizione innocua e passeggera che non incide sulla crescita del bambino ed è spiegabile con l’eccessiva voracità che caratterizza alcuni bambini. Con il passare dei mesi, infatti, tenderà a ridursi fino a scomparire completamente.
Il rigurgito solitamente si verifica subito dopo la fine della poppata, ma in alcuni casi si può verificare anche diverse ore dopo. Nel primo caso il latte è più liquido in quanto non ancora digerito, mentre a distanza di ore appare più solido. La preoccupazione intorno al fenomeno del rigurgito dovrebbe sorgere solamente quando si assiste a una perdita di peso del neonato, a un suo scarso accrescimento o, ancora, in presenza di vomito, irritabilità e rifiuto del latte.
Per prevenire e ridurre questo fenomeno è importante tenere il bambino in posizione antirigurgito. Si tratta di una realtà da conoscere con attenzione non solo per evitare un fastidio comunque leggero e innocuo, ma anche e soprattutto per evitare pratiche abitudinarie che potrebbero rivelarsi particolarmente pericolose. Scopriamo quali sono e a cosa fare attenzione.
Per evitare il rigurgito esistono diverse posizioni con le quali sistemare il neonato, sia durante l’allattamento che quando dorme. Per allattare è consigliato tenere il bambino in posizione verticale (posizione detta “a Koala”) collocandolo a cavalcioni sulla gamba della mamma (o della persona che lo allatta con il biberon) in modo che la schiena e la testa restino allineati in verticale e per effetto della gravità il latte non possa risalire e fuoriuscire.
Una volta terminato l’allattamento è consigliato tenere il bambini per circa un quarto d’ora in posizione verticale in modo da facilitare il completo ingerimento del latte. Il consiglio è anche quello di provare a nutrire lentamente il bambino, facendo delle piccole pause durante la poppata così da evitare che, per la foga, ingerisca troppo latte.
Discorso leggermente diverso per quel che riguarda la notte. È fondamentale che il bambino venga messo nel suo lettino (o culla) sempre in posizione supina, anche dopo ogni singola poppata. Nei primi mesi di vita è sconsigliato far dormire il neonato nello stesso letto dei genitori, preferendo l’impiego delle cullette next2me (o culle per il co-sleeping) nelle quali il neonato dorme in un ambiente sicuro, ma adiacente e per questo comodo alla mamma che allatta.
Durante il sonno l’unica posizione raccomandata è quella supina; mettere il bambino a pancia in giù (posizione prona), infatti, è pericolosissimo per la sopravvivenza del neonato. È infatti l’elemento principale che causa il terribile fenomeno della SIDS, la morte in culla improvvisa e inspiegabile del lattante.
Per lo stesso motivo è consigliato evitare l’utilizzo del cuscino antireflusso (da rimandare dopo i 2 anni) in quanto potrebbe provocare lo scivolamento del bambino in una posizione prona o comunque pericolosa.
L’utilizzo della posizione anirigurgito è utile per assicurare al bambino un allattamento sano, ma soprattutto per ridurre il rischio della morte in culla. Per il bambino è una posizione assolutamente benefica in assicura una corretta assunzione di latte, favorendo la digestione e tutelando il riposo.
Sebbene ci siano dei vantaggi, non sono da ignorare alcune controindicazioni. Per quel che riguarda la posizione antirigurgito, durante l’allattamento si tratta di una posizione faticosa, soprattutto nei primi mesi di vita, in quanto il neonato non è ancora in grado di stare seduto da solo e quindi il suo peso grava tutto sul braccio della madre.
Per il riposo notturno, invece, tenere il neonato in posizione supina (quindi antirigurgito) può aumentare il rischio di plagiocefalia posizionale. Parliamo di una condizione non grave, ma che comporta uno schiacciamento con relativa deformazione della parte posteriore e laterale del cranio. Questa si ha per effetto della prolungata posizione assunta dalla testa durante la notte (e spesso anche durante il giorno per i neonati che trascorrono molto tempo su seggiolini e seggioloni). Il consiglio è quello, durante la notte, di ruotare la testa del bambino se assume sempre la medesima posizione, mentre di giorno di ridurre al minimo il tempo che trascorre sdraiato favorendone i movimenti.
Il problema del reflusso scompare dopo pochi mesi e anche le preoccupazioni sulle posizioni da adottare sono transitorie e terminano con la fine dell’allattamento esclusivo (e quindi l’inizio dello svezzamento) e la sua crescita che gli consentiranno di stare autonomamente nel lettino, in qualsiasi posizione desidera.
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