
I pannolini sono necessari, gli assorbenti post partum anche. Il loro impatto sul pianeta, però, è enorme e pericoloso. Per fortuna, ridurlo è p...
Dalla nascita, e fino allo spannolinamento, i bambini hanno bisogno di pannolini. Ma non esistono solo i classici usa e getta: ecco i modelli fra cui si può scegliere e come orientarsi per trovare il più adatto ai nostri piccoli.
Ci sono tantissimi tipi di pannolino, non solo quelli classici, anzi negli ultimi anni, complice anche un rinnovato interesse per la salvaguardia dell’ambiente, stanno prendendo sempre più campo le soluzioni ecologiche e biodegradabili, senz’altro più green, visto anche il grande impatto che i pannolini tradizionali hanno sotto il profilo dell’inquinamento (impiegano infatti tra i 300 e i 500 anni per degradarsi completamente).
Non solo i classici a strappo e mutandina, che comunque restano senza dubbio i più reclamizzati; le tipologie di pannolino in commercio sono diverse e adatte alle varie esigenze. Vediamole.
Occupano poco spazio, sono realizzati con materiali diversi in grado di assorbire perdite anche importanti e di non provocare reazioni allergiche. Dovrebbero, infatti, arginare vari problemi, ammesso che si effettui il cambio pannolino in tempi ragionevoli, così da evitare spiacevoli irritazioni, come la dermatite da pannolino.
Sono piatti, dunque vanno allargati e posizionati sotto il sedere del neonato, e vanno ancorati al bimbo attraverso gli adesivi laterali. È necessario che aderiscano bene, per evitare eventuali perdite, ma non è opportuno stringere troppo, perché potrebbero irritare o creare fastidi.
A ogni cambio vanno gettati via: si può usare il mangiapannolini oppure basta metterli nel bidone dell’indifferenziato o quello apposito per la raccolta dei pannolini.
Presentano le stesse caratteristiche dei modelli precedenti, in quanto sono realizzati in materiali ecologici e biodegradabili ma sono comunque usa e getta. Per quanto riguarda lo smaltimento, non vanno gettati né nel wc e nemmeno nell’organico, ma sempre nell’indifferenziato.
Fra i modelli classici e biodegradabili troviamo anche la versione a mutandina, che sono comunque usa e getta ma presentano la classica forma dello slip degli adulti. Sono utili per effettuare lo spannolinamento permettendo al bimbo di usare autonomamente il vasino. Quindi, se non sporchi, non vanno gettati via ogni volta che il piccolo proverà ad andare in bagno. Alcuni modelli possono essere tolti come i classici, grazie ai due adesivi laterali.
A differenza dei classici, i pannolini acquatici utili in piscina e al mare sono assorbenti ma non si gonfiano in acqua. Molti presentano delle grafiche marine, tanto che somigliano a dei veri e propri costumi da bagno per neonati.
Infine, la proposta più ecologica e salva-ambiente di tutte, ovvero i pannolini lavabili. Sono realizzati in cotone e in genere presentano uno strato esterno impermeabile e una parte assorbente centrale in tessuto. Il costo inizialmente è più alto degli usa e getta ma rappresentano un investimento a lungo termine, considerando che, soprattutto il primo anno, i bambini sporcano numerosi pannolini.
I pannolini sono necessari, gli assorbenti post partum anche. Il loro impatto sul pianeta, però, è enorme e pericoloso. Per fortuna, ridurlo è p...
Come detto, spesso occorre provare diverse marche di pannolini per trovare quello che fa al caso nostro, che non irriti la pelle del nostro bambino e si adatti meglio alla sua fisicità.
Ci sono poi variabili diverse nella scelta di un pannolino: bisogna tenere conto se ci interessa rispettare l’ambiente, scegliendo quindi pannolini ecologici, del denaro – visto che la spesa per i pannolini rappresenta una delle più ingenti nel primo anno di vita del bebè – o di altri fattori soggettivi.
Rispetto al fattore economico, i pannolini lavabili rappresentano una spesa maggiore inizialmente, ma si rivelano poi più economici proprio perché possono essere riutilizzati per diverso tempo.
Altra questione importantissima riguarda le taglie: ogni marca di pannolini ha la propria taglia e il range di peso entro cui si può utilizzare, a partire dalla 1, adatta ai bambini appena nati. Naturalmente si tratta sempre di indicazioni relative, perché ogni genitore dovrà poi valutare in base alla corporatura del bambino quale taglia meglio si adatta; in generale, si suggerisce di utilizzare i pannolini con strappi nei primi mesi, per poi eventualmente passare ai modelli a mutandina solo in un secondo momento, tendenzialmente dopo i 6 mesi, visto che prima quest’ultima tipologia potrebbe risultare larga e quindi non in grado di contenere perfettamente i bisogni.
Tra le altre questioni da prendere in considerazione ci sono anche il grado di assorbenza, la vestibilità, che come detto cambia in base al bimbo, e il prezzo. Su quest’ultimo punto vi consigliamo sempre di prendere in considerazione il prezzo per singolo pannolino, e non per confezione; così saprete sempre quanto spenderete.
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