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Molti genitori sperimentano come a fine giornata improvvisamente il proprio bambino diventa irrequieto e inconsolabile. È quella che comunemente viene chiamata 'ora delle streghe'. Ecco cosa c'è di vero e come comportarsi.
Un fenomeno in realtà innocuo e non legato ad alcun tipo di disturbo o patologia ma che, certamente, risulta essere molto faticoso per i genitori anche perché tende a verificarsi a fine giornata, quando anche gli adulti sono più stanchi.
La fascia oraria che va dalle 17 alle 23 è quella considerata dell’ora delle streghe. Il neonato inizia ad agitarsi e piangere in continuazione (anche per ore) senza una motivazione diretta che possa spiegare quella reazione.
È un fenomeno che può iniziare a manifestarsi dopo le prime 2-3 settimane di vita, per raggiungere la fase più intensa intorno alle 6 settimane e poi risolversi spontaneamente entro i 3-4 mesi.
L’espressione ora delle streghe ha origini antiche ed è legata, da una parte, alle credenze in materia di stregoneria, e dall’altra alle abitudini sociali diverse rispetto a quelle di oggi. Nel XVI secolo (il periodo in cui è possibile rintracciare le origini sull’”ora delle streghe”) si andava a dormire presto, sia per evidenti motivi meteorologici di disponibilità della luce solare, sia per i ritmi di lavoro che, soprattutto nelle campagne, portava le persone a svegliarsi presto la mattina.
L’associazione con le streghe ha poi diverse possibili spiegazioni. C’è chi ne parla come di ora del diavolo in riferimento all’ora (le 15:00) in cui è morto Gesù. Un’altra possibile spiegazione è quella secondo cui, per arginare i timori legati agli episodi di stregoneria, dalle 3 alle 4 del mattino venivano proibite ogni tipo di attività.
Comunemente, anche la tradizione letteraria e cinematografica moderna ha mantenuto molti di questi elementi, la notte o comunque il momento successivo al tramonto è sempre stato accompagnato da idee esoteriche. La sera e la notte sono i momenti in cui si pensa che mostri, demoni, fantasmi e streghe agiscano e si muovano indisturbati per i loro interessi.
Da qui l’associazione con l’inspiegabile comportamento del neonato che al termine della sua giornata inizia a manifestare segni di irrequietezza, pianto e urla “come” se fosse coinvolto dall’azione oscura di questi personaggi esoterici.
Non ci sono, ovviamente, motivazioni di questo tipo alla base del comportamento dei bambini. Le ragioni sono da ricercare piuttosto nel particolare, fragile e delicato mondo delle prime settimane di vita di un neonato. Questo significa che non necessariamente c’è una causa diretta responsabile della reazione che i neonati hanno durante la cosiddetta ora delle streghe, quanto invece un insieme di fattori che possono provocare quella reazione nel bambino.
Spesso si tratta di comportamenti ed elementi apparentemente innocui che risultano disturbanti solamente per un neonato con poche settimane di vita che si sta abituando a un modo fatto di stimoli e ritmi completamente diversi rispetto a quelli nei quali è sempre stato abituato a vivere.
Tra le cause principali che gli specialisti hanno individuato che possono spiegare l’irrequietezza dei neonati durante l’ora delle streghe ci sono innanzitutto la sovrastimolazione e la stanchezza.
Se per gli adulti le ore del tardo pomeriggio sono quelle dell’inizio del relax post lavoro, per i bambini piccoli potrebbero invece rappresentare una grande eccitazione. I genitori che tornano a casa, eventuali fratelli che rientrano dalla scuola, la casa che si anima e diventa più caotica e rumorosa, i preparativi per la cena, sono tutte situazioni che possono portare il bambino a essere suo malgrado sovrastimolato.
Bisogna poi considerare come a fine giornata i bambini sono più stanchi (anche se hanno dormito e fatto tutti i pisolini del caso) e i più piccoli per la loro incapacità di autoregolarsi non hanno altre possibilità di esternare il loro disagio se non piangendo, urlando e dimenandosi.
I bambini non sono tutti uguali e le reazioni che mettono in atto di fronte a determinate situazioni può essere diversa. Questo vale anche per l’ora delle streghe, che non necessariamente riguarda tutti i bambini e non sempre li coinvolge allo stesso modo. Come abbiamo visto è più un’espressione popolare utilizzata per spiegare l’apparente reazione di pianti e urla inconsolabili che il neonato ha a fine giornata.
Conoscendo il bambino e riuscendo (non sempre è possibile) a ridurre il più possibile quelle che sono le cause che possono innervosire e irritare il piccolo, si migliorerà la situazione. Con un po’ di pazienza, anche se è ciò di cui gli stessi genitori hanno bisogno, anche questa fase critica passerà e rimarrà solamente un lontano ricordo.
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