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La cura dell'ombelico del neonato è per molti genitori fonte di ansia e preoccupazione. Tuttavia, in condizioni igieniche normali, questa zona ha bisogno di poche e semplici attenzioni. Vediamo di cosa si tratta e cosa fare.
Si tratta di una parte del corpo del bambino molto delicata che deve essere mantenuta sempre pulita e asciutta per evitare l’insorgere di infezioni e arrossamenti. Vediamo come prendersene cura al meglio e cosa fare in caso di complicazioni.
Dopo la nascita, una delle cure più raccomandate da ostetriche e pediatri riguarda proprio il cordone ombelicale del neonato, o per meglio dire del tralcio del cordone che resta attaccato alla fossetta ombelicale del bambino. Il moncone, infatti, deve essere accuratamente deterso e mantenuto il più possibile asciutto e protetto fino a quando non cadrà spontaneamente.
Ciò avviene solitamente entro i primi 15 giorni dalla parto, più precisamente dopo 8-15 giorni. Tanto più rapido sarà l’essiccamento del moncone quanto più velocemente dovrebbe avvenire il suo distacco.
I tempi di essiccamento (e quindi di caduta) del tralcio ombelicale variano in base a diversi fattori, sia ambientali che fisiologici. Ciò che influisce maggiormente su questo processo, generalmente, può esser riferito a:
Durante i giorni che precedono la caduta del moncone, occorre evitare il bagnetto per immersione e proteggere il tralcio da attriti e sfregamenti con garze sterili.
Solitamente l’uso di antisettici, antibatterici, disinfettanti e altre soluzioni per l’ombelico del neonato non sono necessarie, perché possono ritardare l’essiccatura del tralcio. Ma talvolta possono essere richieste e consigliate dal pediatra quando sussistano potenziali rischi di infezione.
In condizioni igienico-sanitarie ottimali, in realtà, non occorrono accortezze particolari per quanto concerne la cura dell’ombelico del neonato, né medicamenti. Se non esistono motivi particolari legati a situazioni cliniche contingenti, il moncone cadrà spontaneamente entro 15 giorni dalla nascita.
L’unica raccomandazione, come accennato, è di mantenere il tralcio ombelicale deterso e asciutto per favorirne l’essiccatura e di sottoporre il neonato ai controlli pediatrici periodici fino alla completa cicatrizzazione della zona ombelicale. A tal proposito, il consiglio è di controllare spesso la garza e cambiare frequentemente il pannolino.
L’altra raccomandazione più importante in tema di cura dell’ombelico del neonato, consiste nel monitorare (prima e dopo la caduta del moncone) l’andamento del processo di cicatrizzazione. Se si notano arrossamenti, rigonfiamenti o secrezioni sospette (mucose, ematiche prolungate o giallo-verdastre), è opportuno contattare immediatamente il pediatra, in particolare in presenza dei seguenti sintomi:
Se non adeguatamente e tempestivamente curata, un’infezione del moncone potrebbe dar vita a un processo infettivo generalizzato, condizione ad alto rischio e potenzialmente mortale.
Una situazione del tutto normale, invece, è la presenza di sangue a 3-4 giorni dalla caduta del moncone. La ferita ombelicale, infatti, continuerà a sanguinare fino al completo riassorbimento. Se il sangue è particolarmente abbondante e persistente, meglio affidarsi al parere del pediatra.
In questo caso, infatti, si potrebbe formare un piccolo granuloma, una piccola lesione rotondeggiante e rossastra di dimensioni di circa 0.5- 1 cm, situata fra le pieghe cutanee dell’ombelico che può favorire infezioni locali e impone di essere trattata tempestivamente.
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