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Tra condizioni fisiologiche e anomalie scopriamo come va gestito il pene di un neonato e di un bambino e quando (e come) fare la cosiddetta ginnastica prepuziale.
Per comprendere quindi in cosa consiste la ginnastica prepuziale, quando farla e come eseguirla correttamente è necessario comprendere l’anatomia degli organi genitali esterni maschili e quali sono le condizioni che possono interessare il prepuzio, sia per una corretta gestione dell’igiene quotidiana che in vista dello sviluppo e della maturazione sessuale degli anni successivi.
L’apparato genitale maschile è composto da diversi elementi, di cui il pene è la parte principale ed evidente. La pelle che riveste il pene, come riportato dalla Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS), si ripiega alla sua estremità (nel cosiddetto solco balano-prepuziale) formando il prepuzio che ricopre il glande (la parte terminale del pene) quando è flaccido e si ritrae, essendo molto elastica, durante l’erezione. Questo in condizioni normali.
Alla nascita, più del 90% dei neonati ha il foglietto ventrale del prepuzio e il glande fusi e la loro separazione avviene lentamente nei primi anni di vita a seguito dell’accumulo di un particolare prodotto di secrezione (smegma) tra il glande e il prepuzio. Questo significa che non tutti i neonati e i bambini necessitano di un trattamento della fimosi, in quanto la maggior parte di loro, alla nascita, presenta una fimosi “fisiologica” dovuta proprio alle caratteristiche anatomiche del pene.
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) definisce la fimosi come l’impossibilità di retrarre il prepuzio al di sotto del solco balano-prepuziale e, riportando i dati della Task force on Circumcision dell’American Academy of Pediatrics, riferisce come il 96% dei neonati alla nascita abbia una condizione fisiologica di questo tipo. A 6 mesi solo il 20% dei bambini continua a presentare l’impossibilità di retrarre il prepuzio e a 5 anni solamente il 10% di essi. La scopertura del glande, quindi, procede in maniera graduale per tutta l’infanzia e si completa alla fine della pubertà.
Solo nelle forme più severe (la fimosi si classifica in tre gradi di gravità), nelle quali vi è l’impossibilità di far scorrere il prepuzio sul glande, non potendo praticare un’adeguata igiene, vi è il rischio (di per sé basso) di infezioni locali e infezioni alle vie urinarie.
Come abbiamo visto, le aderenze (l’adesione del prepuzio al glande) sono del tutto normali nel neonato e già nei primi mesi tendono a risolversi spontaneamente. Dal punto di vista medico la fimosi risulta rilevante solamente quando è di grado moderato o grave, e se associata a complicanze quali minzione difficoltosa o dolorosa, infezioni urinarie ricorrenti, balaniti o rigonfiamento della pelle del prepuzio durante la minzione.
Solamente in questi casi si valuta un trattamento specifico per la fimosi che si basa inizialmente sulla terapia medica e, laddove questa si rivelasse inefficace, sull’intervento chirurgico (circoncisione o plastica del prepuzio). La terapia medica è quella che prevede l’utilizzo del betametasone, una crema da applicare localmente per un mese due volte al giorno.
Dopo una settimana dall’inizio del trattamento bisogna prevedere la ginnastica prepuziale, ovvero delle manovre manuali per la retrazione del prepuzio. La terapia medica va eseguita per un mese e, se al termine di questo periodo il problema non è risolto ma ci sono stati significativi miglioramenti, si può proseguire per un altro mese.
Dopo 4-6 mesi dal termine del trattamento, il bambino va visitato per monitorare la situazione ed escludere il rischio di ricadute.
Il trattamento tramite l’applicazione topica di betametasone e la ginnastica prepuziale, come riportato in questo studio, si rivela una valida alternativa alla correzione chirurgica.
La ginnastica prepuziale, che si esegue sempre previa applicazione della pomata, va eseguita con la massima delicatezza per evitare di provocare dolore al bambino o, eseguendo manovre brusche, causare una fimosi secondaria.
La ginnastica consiste nel far scorrere il glande ogni giorno di qualche millimetro in più avendo cura di riportare la pelle nella posizione iniziale. Facendo scorrere il prepuzio sul glande, infatti, si riesce a dilatarlo in modo da consentire di acquisire una condizione normale. Queste manovre possono essere eseguite dai genitori dopo essere stati adeguatamente informati e istruiti da parte del pediatra o del personale sanitario.
Nella pratica della ginnastica prepuziale è fondamentale l’igiene quotidiana, tanto dei genitali del bambino quanto delle mani del genitore che la esegue. Questo per evitare casi di infiammazione acuta del glande e del prepuzio e per favorire il successo delle manovre.
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