
Il dolore, le secrezioni maleodoranti e il prurito nella zona genitale sono tra i principali sintomi dell'infezione da ureaplasma parvum. In gravid...
Cosa comporta la presenza dell'antigene dell'epatite B in gravidanza, a seconda del trimestre di gestazione, e come si previene l'infezione.
I fattori che aumentano il rischio di trasmissione verticale sono la comparsa di epatite acuta nel corso del terzo trimestre di gravidanza, il parto durante il periodo di incubazione materna del virus e la presenza dell’antigene HBe nelle madri portatrici croniche.
Il rischio di trasmissione perinatale aumenta dal 10-20% al 70-90% in caso di positività materna per l’antigene e, in quest’ultimo caso, il bambino svilupperà un’epatite cronica o lo stato di portatore cronico entro il primo anno di vita in una elevata percentuale di casi (70-90%). La trasmissione del virus è più frequente al momento del parto o nell’immediato postpartum.
=> HBsAg (Epatite B) in Gravidanza
Il rischio di trasmissione è molto basso in caso di infezione materna al I o II trimestre di gravidanza, ma aumenta al 50-70% se l’epatite insorge nel III trimestre di gravidanza o subito dopo il parto;il rischio di trasmissione attraverso l’allattamento al seno è molto controverso: l’HBsAg è presente nel latte in circa il 70% dei casi, ma la trasmissione per via orale richiede una carica virale molto virale più elevata, per cui l’allattamento al seno è consentito se la madre è HBeAg negativa. L’infezione neonatale può essere anche legata a trasmissione orizzontale in caso di familiari portatori di HBsAg.
I neonati che contraggono l’infezione più spesso divengono portatori cronici asintomatici; in alcuni casi tuttavia anche in assenza di sintomatologia clinica si possono avere forme silenti di epatite cronica con elevazione dei valori degli enzimi epatici e segni di epatite cronica alla biopsia epatica. Rari sono i casi di epatite fulminante neonatale; poco più frequenti sono le forme di epatite acuta.
Il trattamento dei neonati di madre HBsAg positiva consiste nella immunizzazione passiva con immunoglobuline ed in quella attiva con vaccino specifico.Il trattamento prevede la somministrazione di immunoglobuline specifiche (HBIG) alla dose di 0,5 ml e della prima dose di vaccino entro 12 ore dalla nascita. L’immunizzazione attiva e passiva hanno buona efficacia nel prevenire la trasmissione perinatale della malattia (90-95%), mentre la sola immunizzazione attiva previene l’infezione nel 70-90% dei casi. La prevenzione dell’infezione da HVB in Italia rientra nei programmi di vaccinazione obbligatoria.
Il dolore, le secrezioni maleodoranti e il prurito nella zona genitale sono tra i principali sintomi dell'infezione da ureaplasma parvum. In gravid...
Il rischio di trombosi in gravidanza è aumentato dalla ipercoagulabilità e dalla riduzione del ritorno venoso.
L’anemia in gravidanza è un problema sanitario globale, dovuto a un insufficiente trasporto dell'ossigeno. Può essere un importante fattore di ...
Esami specifici e un'attenta gestione della gestazione: ecco come oggi il Lupus in gravidanza non è più un problema.
Il citomegalovirus in gravidanza può mettere a rischio la salute del bambino: non esiste ancora un vaccino contro l'infezione e per questo è fond...
La candida è un'infezione micotica (da funghi) molto comune, anche in gravidanza: vediamo quali sono i sintomi e quali i rimedi per curarla.
La clamidia è un'infezione a trasmissione sessuale piuttosto frequente. Se contratta durante la gravidanza può avere effetti negativi sulla salut...
II parvovirus B19 è il più piccolo DNA-virus patogeno per l'uomo, colpisce soprattutto bambini e ragazzi tra i 5 e i 15 anni e, se contratto dura...
Già dopo pochissime settimane il cuore del feto è formato e inizia a battere; il monitoraggio della sua frequenza cardiaca può essere utile in d...
Solo in Italia sono 500000 i portatori del virus dell'epatite B, un'infezione che in gravidanza risulta molto difficile da gestire. Ecco perché.