
Le coppie che non riescono ad avere figli dopo una precedente gravidanza soffrono di infertilità secondaria, un fenomeno molto articolato che può...
Una delle principali responsabili dell'infertilità maschile è il varicocele, un problema legato alle vene presenti nei testicoli. Un fenomeno diffuso, ma spesso facilmente diagnosticabile e risolvibile.
Parliamo quindi di un problema serio e articolato, ma che nella maggior parte dei casi può essere sia facilmente diagnosticato che trattato.
Le coppie che non riescono ad avere figli dopo una precedente gravidanza soffrono di infertilità secondaria, un fenomeno molto articolato che può...
Propriamente il varicocele è una dilatazione (ingrandimento) delle vene che compongono lo strato di pelle del testicolo. Colpisce generalmente solo uno dei due testicoli e il più delle volte quello sinistro. La dilatazione rende le vene incontinenti provocando, secondo quanto affermato dal Portale del Ministero della Salute,
un reflusso patologico di sangue venoso dall’addome al testicolo, con conseguente ristagno di sangue, aumento della temperatura, accumulo di sostanze potenzialmente dannose e scarsa ossigenazione.
L’aspetto curioso del varicocele è che spesso si presenta senza sintomi e il più delle volte si manifesta tra gli 11 e i 16 anni, ovvero durante la fase dello sviluppo puberale. I principali sintomi sono legati alla percezione di un fastidio nella zona dello scroto, soprattutto a seguito di sforzi, attività fisica o una prolungata stazione eretta. Parallelamente il fastidio può diminuire quando si è in posizione supina.
A questi sintomi, che possono avere una diversa intensità (si parla di dolore sordo o acuto), sono associati un rigonfiamento dello scroto o il fatto che testicoli abbiano dimensioni diverse tra loro.
Tra le cause accertate dai medici troviamo la debolezza delle pareti delle vene o un malfunzionamento delle valvole che si trovano al loro interno e non consente una regolare circolazione del sangue. Questa provoca il reflusso che è causa della dilatazione, ovvero la condizione per cui si parla di varicocele.
Il varicocele viene classificato secondo quattro differenti livelli (I, II, III e IV grado).
Essendo potenzialmente asintomatico, il varicocele si individua molto spesso quando una coppia non riesce ad avere figli. Si effettua una diagnosi da parte di un andrologo o di un urologo. L’accertamento della presenza del varicocele avviene innanzitutto tramite palpazione; il medico infatti riesce a percepire, tramite la pressione sulla pelle dei testicoli, se c’è una dilatazione anomala delle vene. In altri casi è necessario ricorrere a un’ecografia testicolare che restituisce delle immagini dettagliate sulla condizione del testicolo.
Tra gli effetti del varicocele c’è innanzitutto un problema nella crescita del testicolo e un aumento della temperatura locale. Queste conseguenze del varicocele sono le principali responsabili dell’infertilità, in quanto incidono sia sulla produzione del liquido seminale che sulla sua funzionalità e mobilità.
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Come detto, essendo per lo più asintomatico, del varicocele ci si accorge solamente in presenza di problemi legati all’infertilità. Questo significa che spesso non è necessario alcun tipo di terapia. Oltre a essere facilmente diagnosticabile, il varicocele può essere anche curato e risolto in maniera piuttosto semplice, ovvero per via chirurgica o radiologica. La cura del varicocele è la varicocelectomia, che consiste proprio nell’asportazione del problema.
Con questi interventi si chiude la vena interessata e si creano le condizioni per consentire al sangue di circolare regolarmente attraverso le altre vene. L’intervento può avvenire tramite embolizzazione percutanea, chirurgia laparoscopica o chirurgia aperta. Nel primo caso l’intervento viene eseguito in ambulatorio tramite la cauterizzazione delle vene testicolari da parte del radiologo.
La chirurgia laparoscopica, invece, avviene con una piccola incisione nella zona dell’addome per permettere l’inserimento di uno strumento che si occupa di individuare e intervenire sulla vena. Infine la cosiddetta chirurgia aperta avviene sempre tramite incisione (nella zona dell’addome o in quella del pube) e utilizza un microscopio; questa è la procedura che a oggi ha fatto registrare i risultati migliori.
Anche se molto rari ci sono dei rischi associati all’intervento per il varicocele. I maggiori sono:
Inoltre è possibile anche la ricomparsa del fenomeno.
Non c’è modo per prevenire la formazione del varicocele; questo significa che a oggi la miglior prevenzione è la diagnosi. Questo anche perché prima viene risolto il varicocele maggiori saranno i vantaggi per contrastare l’infertilità e non avere problemi legati al concepimento. L’efficacia dell’intervento per il varicocele contro l’infertilità è tale che, per chi ricorre alla fecondazione in vitro o ad altre tecniche di riproduzione assistita, è possibile migliorare la qualità dello sperma.
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