
Dal lettino alle decorazioni, tutto quello che c'è da sapere per preparare la cameretta del neonato all'insegna della sicurezza e della comodità,...
Molte donne, specie nel terzo trimestre di gravidanza, sperimentano un forte desiderio di pulire e riordinare la casa. Si tratta di un fenomeno molto particolare che merita di essere conosciuto (e gestito).
Sebbene, come troppo spesso accade, questo fenomeno (naturale e legato anche all’evoluzione animale dell’essere umano) sia spesso associato a pregiudizi e banali ironie (a discapito delle donne), è interessante conoscere e capire la sindrome del nido in gravidanza anche per saperla gestire in maniera produttiva.
Come anticipato e come indica il nome stesso, la nidificazione è un’attività molto comune nel mondo animale e fa riferimento a una serie di comportamenti che portano il futuro genitore, generalmente la madre, a costruire e difendere il nido. Di riflesso nel mondo umano la sindrome del nido che si manifesta in gravidanza porta a sentire l’innato istinto di sistemare, ordinare e pulire la casa che ospiterà il bambino.
Dal lettino alle decorazioni, tutto quello che c'è da sapere per preparare la cameretta del neonato all'insegna della sicurezza e della comodità,...
Di per sé non c’è una causa evidente che spieghi le ragioni della sindrome del nido in gravidanza e la tendenza è quella di far ricadere questo fenomeno sotto il grande ombrello dei “cambiamenti ormonali”. Le ricerche antropologiche condotte in materia hanno evidenziato come l’istinto di controllare l’ambiente circostante sia un elemento fondamentale nella preparazione al parto negli esseri umani.
È una condizione che spesso si mostra nella sua massima espressione durante il terzo trimestre di gravidanza, ovvero nel periodo immediatamente precedente al parto, quando l’arrivo del bambino è sempre più imminente. È utile ricordare che non tutte le donne vivono questa sindrome e la sua presenza o meno non è indice di migliore maternità o maggiore capacità di prendersi cura del proprio bambino; semplicemente è un istinto che può esserci come non esserci.
Ci sono quindi sia cause biologiche che psicologiche, legate all’ansia di essere pronte e non far mancare nulla al neonato. Non sono però da sottovalutare le espressioni evolutive, l’istinto animale di prendersi cura del piccolo della propria specie, proteggendolo dai pericoli esterni. Questo insieme di attenzioni è anche legato al desiderio di favorire il legame con il neonato, dandogli tutto quello di cui ha bisogno.
Questo istinto si manifesta sia come bisogno di ordinare e sistemare la casa, ma anche nella scelta attenta del luogo dove partorire. Inoltre sempre per la sindrome del nido, in gravidanza si tende ad avere una più alta selettiva sociale, preferendo trascorrere il proprio tempo solamente con persone fidate.
I “sintomi” caratteristici di questa condizione sono legati a una particolare energia e voglia di pulire, sistemare e organizzare la casa e in modo particolare la stanza destinata al bambino. Parallelamente la sindrome del nido in gravidanza porta le donne a programmare in maniera più decisa il futuro insieme al proprio bambino. Tra le attività tipiche di questo periodo c’è la ricerca del pediatra, la definizione del piano nascita e il pensiero rivolto alle necessità dei primi giorni, settimane e mesi di vita del bambino.
Tutto questo può apparire paradossale se si pensa che il terzo trimestre è probabilmente la fase più intensa e stancante dell’intera gravidanza, il periodo nel quale le energie dovrebbero venire meno. Eppure le donne riferiscono di sperimentare una vera e propria esplosione di energia che le porta a prendersi cura dell’ambiente in cui vivono, pensandolo in funzione del neonato che sta per arrivare.
La nidificazione si esprime sotto forma di attenzione per la pulizia anche per la consapevolezza che il sistema immunitario del bambino è più fragile in modo da assicurargli un ambiente protetto e per lui sicuro. La concentrazione nel preparare, acquistare e ordinare tutto il necessario, invece, si manifesta sia nell’attenzione per la valigia per il parto, ma anche e soprattutto, nel desiderio di sapere che si ha tutto pronto per l’igiene e la cura del bambino (pannolini, salviette, cambi, asciugamani, eccetera).
Anche per questo la sindrome del nido in gravidanza porta a voler mettere in ordine in modo da avere sempre tutto il necessario a portata di mano per essere tempestivamente capaci di rispondere alle improvvise necessità del bambino.
Non parliamo certo di una malattia né di una condizione di disagio, ma di una realtà che possiamo anche definire fisiologica e utile per prepararsi all’arrivo del bambino.
È però doveroso porre attenzione a questo complesso fenomeno per evitare che si trasformi in un’ossessione. La linea che separa il legittimo desiderio di preparare l’ambiente all’arrivo del bambino e la fissazione che tutto sia perfetto e impeccabile può essere molto sottile. L’attenzione deve essere quindi molto elevata sia per non minare la propria serenità che per non affaticarsi eccessivamente, considerando che il riposo e l’attenzione per il proprio benessere non devono mai essere trascurati.
Quello che accade in gravidanza è uno stravolgimento totale, sotto tutti i punti di vista ed è bene esserne consapevoli. Non è una colpa sentirsi stanche, così come non lo è avere il desiderio di darsi da fare. imparare a conoscere ciò che si prova è utile per non spaventarsi e allo stesso tempo per gestire tutto con grande attenzione. La sindrome del nido in gravidanza può essere un’opportunità da cogliere e sfruttare, ma da cui non farsi schiacciare.
La pulizia della casa è fondamentale, ma non è l’unica cosa che conta. Con il passare delle settimane di gravidanza ogni donna sperimenta una riduzione delle forze e una minore mobilità che può limitare la capacità di piegarsi, sollevare pesi, fare lavori domestici, sforzi e movimenti gravosi. È bene quindi non esagerare, farsi aiutare e dare priorità alle esigenze del proprio corpo.
Abbiamo detto che il bisogno di sistemare la casa può essere un’opportunità e come tale va vissuta. Un valido aiuto può arrivare dal pianificare le cose da fare, magari stabilendo delle priorità, e ritagliandosi il tempo giusto per svolgerle, senza gravare sulla propria serenità. La programmazione è utile anche per migliorare l’efficienza e coinvolgere attivamente il proprio partner.
Mettere in ordine è importante, ma non può prevalere sul proprio benessere. Una mamma affaticata, stressata o agitata non è un bene per il bambino che preferisce sicuramente avere una stanza disordinata ma dei genitori più sereni e uniti. Le priorità sono importanti e la propria serenità non è mai da mettere al secondo posto.
Se non si prova l’istinto di occuparsi più del dovuto della propria casa non è un errore e non bisogna farlo perché altre donne provano questa sensazione o, peggio, perché altri dicono di farlo. Il proprio istinto è un po’ il metro di giudizio per dirimere tante questioni: se si sente il bisogno di fare una cosa la si fa, altrimenti si rimanda o si evita, senza troppe preoccupazioni o timori di non essere una brava madre.
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