
Si può migliorare il sonno dei bambini? La melatonina può essere d'aiuto? Rispondiamo a tutte queste domande fornendo un aiuto prezioso per tutti...
Si può assumere la melatonina in gravidanza? Sì, ma con riserva. Ecco tutto quello che c'è da sapere sugli integratore per contrastare l'insonnia.
Sono proprio gli ormoni, infatti, a farla da padrone nel corso dei nove mesi, e i principali responsabili di alcuni dei disturbi più comuni che si possono manifestare nel corso della gestazione, fra cui rientra anche l’insonnia.
Complici anche il pancione che si fa via via più ingombrante, i movimenti del feto che si aggiungono, come detto, al ruolo degli ormoni, molte donne possono soffrire di disturbi del sonno in gravidanza, ma se in condizioni “normali” si può ovviare con l’utilizzo della melatonina, lo stesso vale per le donne incinte?
La risposta è sì, con riserva, come spiegheremo meglio nei prossimi paragrafi.
Prima di tutto cerchiamo di capire cos’è la melatonina: parliamo di un ormone naturalmente prodotto dalla ghiandola pineale del nostro cervello, che regola il ritmo sonno-veglia, motivo per cui la sua produzione aumenta la sera e rimane elevata fino alle 4 del mattino circa, quando comincia a diminuire per avvicinarci all’ora del risveglio.
Durante la gravidanza la produzione di melatonina può subire delle variazioni, ecco perché molte donne cercano di ovviare al problema ricorrendo a integratori di melatonina che, tuttavia, devono essere presi con particolare cautela, come tutti i medicinali e gli integratori – anche naturali – in questo particolare periodo.
In generale la melatonina apporta benefici all’organismo, tuttavia oggi non esistono dati scientifici relativi a trattamenti a lungo termine, motivo per cui è fondamentale, prima di ricorrere al fai da te, consultare il proprio medico, che eventualmente può consigliare modalità, dosi e tempi di un’integrazione di melatonina.
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In condizioni di non gravidanza la dose massima consigliata di melatonina giornaliera è comunque di 1mg; in gravidanza, quindi, è meglio tenersi sotto questa soglia, più o meno attorno ai 0,5 mg giornalieri. Come detto, sarà comunque il medico a suggerare il dosaggio migliore per la donna.
Generalmente, si consiglia di assumerla mezz’ora prima di andare a dormire, stabilendo una routine per cui si prenderà sempre alla solita ora, in modo da amplificare l’effetto regolatore del ciclo sonno-veglia.
Non ci sono dubbi sul fatto che la melatonina, anche in gravidanza, possa apportare una serie di benefici sulla donna ma anche sul feto; in particolare questo ormone, come già analizzato, è prezioso per una serie di motivi: prima di tutto incentiva il sonno anche il caso di stress, grazie all’azione sedativa, e rende sazie, visto che quando manca il sonno il corpo rilascia grelina, l’ormone che stimola appunto l’appetito. Quando si dorme, invece, viene rilasciata la leptina, l’ormone che segnala il senso di sazietà.
Ma la melatonina serve anche a regolare il ritmo circadiano nel feto, a favorire il corretto sviluppo del sistema endocrino e nervoso, e ricopre un ruolo importante nello sviluppo della placenta. Secondo studi recenti, come ad esempio Use of Melatonin for Neuroprotection in Asphyxiated Newborns, la melatonina in gravidanza potrebbe ridurre al minimo i rischi di danni cerebrali al feto, come l’asfissia perinatale, grazie all’azione neuroprotettiva.
La melatonina agisce anche come antiossidante, combattendo gli effetti dei radicali liberi.
L’assunzione di melatonina in gravidanza, tuttavia, come detto comporta anche dei rischi. Prima di tutto, è assolutamente sconsigliata qualora la donna assuma farmaci anticoagulanti o regolatori della glicemia, mentre per quanto riguarda gli effetti indesiderati per un suo uso prolungato, essi possono comprendere:
Fra i tantissimi integratori di melatonina disponibili in commercio, eccone alcuni che potete trovare facilmente su Amazon. Ricordiamo sempre di farvi consigliare dal medico prima di procedere all’assunzione.
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