
Durante la gravidanza il corpo subisce cambiamenti sorprendenti, visibili e non: dalla pancia al seno, dalla pelle agli organi interni. Vediamo qua...
I cambiamenti cui va incontro il corpo femminile durante la gravidanza interessano anche il seno. Scopriamo quali sono, come gestirli e quando (raramente) preoccuparsi.
Vediamo più nel dettaglio quali possono essere le cause del dolore al seno in gravidanza e durante l’allattamento e cosa si può fare per alleviarlo.
Il dolore al seno è una condizione comune in gravidanza che accompagna tutto il periodo della gestazione. è importante conoscerne e riconoscere le cause e i sintomi per non allarmarsi e sapere individuare il rimedio più efficace per quel fastidio.
Sin dalle prime settimane dopo il concepimento, tanto che è considerato uno dei primi sintomi di gravidanza, le mammelle, per effetto degli ormoni, iniziano a ingrandirsi per prepararsi alla produzione di latte. La crescita graduale del numero delle ghiandole deputate alla produzione di latte, l’aumento dei livelli ormonali e del flusso sanguigno, così come la ritenzione di liquidi, può provocare una sensazione di gonfiore, tensione e durezza mammaria che è considerato fisiologico e legato alle trasformazioni in corso.
Tra la sesta e l’ottava settimana di gravidanza il seno inizia a crescere e l’aumento delle dimensioni continuerà gradualmente per tutta la gravidanza. Mediamente vi è un aumento di una o due taglie e questo cambiamento può provocare prurito, specialmente a contatto con il tessuto del reggiseno, e portare alla formazione di smagliature.
È possibile sperimentare anche una maggiore ipersensibilità e tenerezza delle mammelle, l’oscuramento dei capezzoli, delle areole e delle vene presenti sul seno, la maggiore sporgenza dei capezzoli e delle areole e la presenza di piccole protuberanze. Intorno al terzo mese, invece, si può assistere alla secrezione di una sostanza densa e giallastra nota con il nome di colostro.
Per alleviare il fastidio o il dolore al seno provocato dall’aumento delle dimensioni è consigliato cambiare il tipo di reggiseno, sia scegliendone uno con una taglia più adeguata che di materiali naturali (come il cotone) che evitino di irritare la pelle e provocare prurito.
L’acquisto di reggiseni specifici per la gravidanza (privi di ferretti e realizzati con materiali elastici e morbidi in grado di fornire l’adeguato supporto) è utile anche per gestire al meglio le perdite di colostro che si possono verificare dopo le prime settimane di gravidanza. Le perdite di questo liquido denso possono avvenire in qualsiasi momento della giornata.
La fine della gravidanza non rappresenta la fine dei fenomeni che possono provocare dolore al seno. Anche l’allattamento, infatti, soprattutto nelle prime fasi, può essere responsabile di disturbi e problemi particolarmente fastidiosi.
I principali fastidi e dolori che interessano il seno durante l’allattamento sono l’ingorgo mammario, la mastite, l’ascesso mammario e l’infezione da candida ai capezzoli. Nell’ingorgo il seno è troppo pieno di latte, generalmente per l’ostruzione di uno dei dotti lattiferi. Nella mastite si ha una condizione simile ma provocata da un’infezione batterica che, se non curata, evolve in ascesso mammario. L
a presenza di ferite ai capezzoli a causa del mughetto nella bocca del bambino, per fattori ormonali o per una particolare condizione di stress) può portare all’infezione da candida. L’ostruzione dei dotti lattiferi può avvenire anche a causa delle difficoltà del bambino di attaccarsi al seno, rendendo il capezzolo dolorante, teso e appiattito.
La sintomatologia del dolore al seno durante l’allattamento può essere molto varia e in alcuni casi difficile da gestire. Nell’ingorgo si sperimenta un seno duro, teso e particolarmente doloroso, così come nella mastite nella quale si ha anche un’infiammazione con la presenza di sintomi simili a quelli influenzali. Il dolore al seno può essere davvero forte e lancinante provocando stanchezza e spossatezza, l’arrossamento della pelle, la presenza di un seno caldo e tenero e una forte condizione di stress.
L’ostruzione dei dotti lattiferi può provocare un piccolo nodulo al seno e rendere difficoltoso o impossibile l’allattamento, rendendo irritabile il bambino e affaticando ulteriormente la donna.
Il principale rimedio per i dolori tipici dell’allattamento è l’attenzione, specialmente nei primi giorni, all’attaccamento al seno da parte del bambino. È un’operazione che può richiedere tempo e che può essere facilitata adottando posizioni più comode per il bambino. Può rivelarsi utilissimo il ricorso a una specialista, magari la stessa ostetrica che ha seguito il parto, per chiedere aiuto su come rendere più facile l’allattamento al seno.
L’allattamento, sebbene problematico, doloroso e difficoltoso, non è mai di per sé il problema; anzi è spesso la soluzione. Salvo rari casi, anche in presenza di un’infezione l’allattamento non va sospeso in quanto rimane sicuro per il neonato e consente di liberare il seno dall’ingorgo proprio attraverso la fuoriuscita di latte stimolata dal bambino.
In alternativa si può ricorrere alla spremitura manuale del seno per liberarlo, ottenere un immediato sollievo e consentire fin da subito al bambino di potersi riattaccare e riprendere normalmente l’allattamento.
In alcuni casi l’ostruzione del seno può essere alleviata tramite una doccia calda o massaggiando delicatamente il seno, anche mentre il bambino è attaccato. Anche l’applicazione di impacchi caldi può aiutare ad alleviare il dolore e il fastidio tipici di questi disturbi. L’assunzione di ibuprofene e paracetamolo può essere utile per alleviare il dolore. Per risolvere completamente l’infiammazione o l’infezione è necessario il ricorso a una terapia farmacologica a base di antinfiammatori o antibiotici.
Nel caso in cui i rimedi adottati si rivelassero insufficienti o inadeguati, se il dolore risultasse improvviso e insopportabile o, ancora, in presenza di altri sintomi anomali e particolarmente dolorosi è fondamentale rivolgersi al proprio medico per valutare la situazione e individuare il trattamento risolutivo più adeguato.
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