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La depilazione in gravidanza non si sospende: la lotta ai peli superflui continua anche durante i 9 mesi, ma con qualche attenzione in più. Vediamo quali, metodo per metodo.
Durante la gravidanza gli estrogeni (ormoni femminili per eccellenza) prodotti dalla placenta agiscono sulla crescita del pelo, rallentandola. Con essa, viene attenuata anche la produzione di sebo.
Ciò si verifica soprattutto a partire dal quarto mese, quando l’attività della placenta si intensifica rispetto al primo trimestre, durante il quale viene prodotto soprattutto progesterone.
Questo ormone è fondamentale per proteggere l’impianto dell’embrione, ma essendo un androgeno-stimolante, può addirittura causare un eccesso di secrezione sebacea e, purtroppo, di peli. Dunque come comportarsi? Qual è il metodo di depilazione in gravidanza più adatto?
Anche se consente di mantenere la pelle liscia più a lungo, la ceretta è certamente dolorosa e traumatica per la pelle. Una delle controindicazioni principali è la vasodilatazione provocata dal calore, tipica della cera a caldo. A questo microtrauma una donna incinta è più esposta, avendo capillari superficiali più fragili e vascolarizzazione aumentata.
Per questo, più che la ceretta a caldo è preferibile quella a freddo, o da fare a casa da sole con le strisce già pronte, o chiaramente dall’estetista, soprattutto quando il volume della pancia rende difficile farlo autonomamente.
Facile, veloce e indolore: la crema è un metodo pratico e generalmente sicuro, ma necessita di qualche accortezza.
Molte creme depilatorie contengono acido tioglicolico, una sostanza chimica che distrugge la matrice del pelo nel follicolo pilifero ed è quindi molto efficace per la depilazione, ma un po’ aggressiva, per questo sarebbe meglio evitare di utilizzarla soprattutto nei primi tre mesi di gestazione, quelli più delicati.
La scelta tra le creme in commercio è comunque molto vasta, e in caso di dubbi ci si può rivolgere a un farmacista o al proprio ginecologo.
Il rasoio non ha particolari controindicazioni in gravidanza, può essere usato senza problemi, ma vale il consiglio prezioso di utilizzarlo su pelle inumidita e insaponata. Ciò rende la rasatura più delicata, soprattutto se si usa una schiuma specifica, che rende la pelle morbida e la prepara al trattamento.
In commercio ce ne sono di specifiche per donne, ma la schiuma da barba maschile è perfetta per questo utilizzo. Attenzione soprattutto ai tagli: per evitarli, basta tenere la pelle ben tesa.
Per risultati ben più duraturi del rasoio, c’è l’epilatore elettrico, più simile a una ceretta, visto che va a estirpare il pelo alla radice, insieme al bulbo pilifero. Ma, diversamente dalla cera, c’è più possibilità di spezzare il pelo, che in effetti tende poi a crescere sottopelle.
Per questo motivo la controindicazione è certamente la formazione di antiestetici peli incarniti, che si può prevenire effettuando scrub regolari per farli fuoriuscire dal tappo corneo.
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Sia il laser che la luce pulsata sono metodi basati sull’emanazione di fasci di energia luminosa a determinate lunghezze d’onda, capaci di distruggere la matrice cellulare del pelo. Il raggio agisce sulla melanina: ecco perché il trattamento ha una resa migliore su fenotipi pelle chiara – pelo scuro.
La spesa è sicuramente più elevata rispetto a tutti i metodi precedenti ed è fondamentale affidarsi a mani esperte, perché i macchinari, se usati in modo sconsiderato o scorretto, possono provocare effetti collaterali anche gravi e permanenti. Si va dalle infiammazioni cutanee a vere e proprie ustioni. Non a caso, il cliente prima di sottoporsi al laser deve effettuare un test di tolleranza/efficacia e firmare un consenso informato.
Proprio per questi motivi, vista la non infallibilità degli apparecchi professionali usati da personale qualificato, sono sconsigliati i sistemi di depilazione domestica a luce pulsata, perché per quanto facili da usare e meno costosi, sono ugualmente (se non più) rischiosi.
Nel caso specifico di una gravidanza, in entrambi i casi la controindicazione principale sta proprio nelle variazioni ormonali a cui durante i 9 mesi la donna è soggetta e che potrebbero avere un’influenza negativa sul trattamento.
Potrebbe, dunque, non riuscire a dovere o addirittura non fare alcun effetto. I ginecologi solitamente sconsigliano questi tipi di epilazione in gravidanza.
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