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Sottili, fragili e facilmente esposti a dilatazione e rottura per effetto dei tanti cambiamenti tipici della gravidanza; scopriamo cause e rimedi dei capillari rotti in gravidanza.
L’estrema sottigliezza dei capillari è dovuta al permettere all’ossigeno e alle altre sostanze nutritive di passare dal sangue ai tessuti e ai prodotti di scarto di compiere il percorso opposto.
La particolare fragilità di questi vasi sanguigni può provocarne la dilatazione e la rottura, che li rende visibili sulla superficie della pelle e caratterizzati da una colorazione rossa e ramificati in piccoli grappoli.
Oltre all’aspetto estetico non certo piacevole (anche perché possono interessare tutto il corpo, specialmente il viso, il petto e le gambe) c’è da capire se e quando la rottura dei capillari sia un motivo di preoccupazione. Questo ancora di più durante la gestazione quando l’organismo femminile vive una serie di profondi cambiamenti.
Analizziamo più da vicino, quindi, il fenomeno dei capillari rotti in gravidanza che, anche se con manifestazioni simili, è da distinguere da quello delle vene varicose.
La Columbia Skin Clinic indica tra le possibili cause dei capillari rotti l’eccessiva esposizione al sole, la rosacea, l’aver subito un trauma cutaneo e l’invecchiamento, ma anche uno scorretto stile di vita.
Queste sono tutte condizioni che, in un modo o nell’altro, indeboliscono le pareti dei capillari, aumentando il rischio della loro rottura. È da considerare anche una certa familiarità e un coinvolgimento genetico alla base del rischio di rottura dei capillari.
La gravidanza per i cambiamenti anatomici, ormonali e circolatori che determina può essere considerato un fattore di rischio per i capillari rotti, specialmente nei soggetti più fragili o con una pelle delicata e maggiormente esposta a questo fenomeno.
Come evidenziato dal Manuale MSD, infatti, durante la gravidanza vi è un aumento del 50% volume di sangue che viene pompato con maggiore quantità all’utero proprio per supportare la crescita del feto.
Parallelamente la continua crescita dell’utero condiziona il ritorno del sangue dagli arti inferiori al cuore, aumentando la pressione all’interno dei capillari con la loro conseguente dilatazione e possibilità di rottura. Va anche sottolineato come un elevato livello di estrogeni e progesterone può dilatare i capillari, favorendone la rottura; l’aumento di questi ormoni è fisiologico durante la gravidanza.
Per ridurre il rischio dei capillari rotti in gravidanza è possibile mettere in atto una serie di strategie e abitudini. Innanzitutto il prestare attenzione al peso, per evitare che i chili di troppo possano danneggiare lo stato di salute dei capillari, ma anche seguire un’alimentazione sana ed equilibrata (prevedendo anche di ridurre le quantità di sale), così da garantire all’organismo quel fabbisogno nutrizionale indispensabile per il benessere, anche, del sistema circolatorio.
Molto utile si rivela anche l’attività fisica regolare, in quanto un’eccessiva sedentarietà (comune con il passare dei mesi di gestazione anche per le inevitabili difficoltà motorie) provoca la ritenzione idrica e rende il sangue meno fluido.
Facendo riferimento alle possibili cause dei capillari rotti in gravidanza, per prevenirli è poi necessario evitare un’eccessiva esposizione al sole. Molto valide si rivelano anche le calze elastiche a compressione graduale che stimolano la circolazione sulle gambe, riducendo i fattori di rischio per la dilatazione e la rottura dei capillari.
Fondamentale si rivela poi anche il riposo e il non fumare in quanto, oltre a tutti gli altri problemi sul feto, il fumo influenza negativamente la circolazione e danneggia i vasi sanguigni.
Nonostante tutte le precauzioni possibili, è comunque normale che si possano rompere i capillari durante la gravidanza. In questi casi è necessario seguire quanto detto per la prevenzione e sfruttare l’azione di vasocostrizione tipica del freddo facendo frequenti docce con getti d’acqua fresca sulle zone interessate dai capillari rotti.
Per le forme più importanti o che destano preoccupazione il consulto con il ginecologo e il dermatologo è indispensabile per valutare altri trattamenti.
Solitamente gli interventi disponibili (laser transcutaneo, schiuma sclerosante endovenosa e trattamento fotochimico) non vengono eseguiti in gravidanza, sia perché generalmente il disturbo tende a scomparire dopo il parto, ma anche perché i cambiamenti ormonali della gestazione potrebbero condizionarne l’efficacia.
La presenza dei capillari rotti non è di per sé un motivo di preoccupazione, ma un fenomeno eccessivo e frequente può essere il segno di un disturbo all’apparato circolatorio che in gravidanza va approfondito e monitorato.
Tra le principali condizioni che possono influenzare la salute vascolare, il Cleveland Clinic inserisce l’ipertensione (che può evolvere in preeclampsia), il diabete e il colesterolo alto.
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