
Il cordone ombelicale può annodarsi su sè stesso; una condizione che può creare gravissimi problemi allo sviluppo del feto.
Tra le malformazioni che colpiscono il cordone ombelicale l'arteria ombelicale unica è una delle più diffuse. Scopriamo cosa comporta e quali conseguenze può provocare.
Durante la vita uterina il bambino respira e si alimenta non con gli organi che utilizzerà dopo la nascita (polmoni e sistema gastrointestinale), ma attraverso la placenta e la cosiddetta circolazione fetale, ovvero il “sistema di arterie e vene” che collegano la placenta al “cuore e agli altri organi del feto”.
Il feto è collegato alla placenta tramite il cordone ombelicale che è composto da due piccole arterie e una vena. Le vene del cordone ombelicale hanno il compito di trasportare il sangue ossigenato dalla placenta al feto, mentre le arterie distribuiscono quello deossigenato e si occupano del trasporto dei prodotti di scarto dal feto alla placenta.
Tra le malformazioni che possono riguardare il cordone ombelicale, come anticipato, c’è quella che prevede l’assenza di una delle due arterie che lo compongono. Tale condizione prende il nome di arteria ombelicale unica (o arteria ombelicale singola).
In realtà al momento della sua formazione (a partire dal tredicesimo giorno circa dopo il concepimento), il cordone ombelicale è dotato di quattro vasi. Nello specifico un’arteria e una vena per ognuno dei lati del cordone. Nel corso dello sviluppo del cordone ombelicale (che avviene intorno alla ventiquattresima settimana di gravidanza) una delle due vene “scompare” e ne rimane una sola; in questo modo il cordone ha quindi tre vasi: due arterie e una vena.
L’arteria ombelicale unica è quella condizione per cui c’è un’agenesia di uno dei due vasi (arteria) che compone il cordone ombelicale.
Parliamo di una malformazione piuttosto rara la cui incidenza è dell’1% nelle gravidanze singole e del 3% in quelle gemellari. La forma più comune è quella che prevede l’assenza dell’arteria sinistra.
La diagnosi di questa condizione è quella che prevede l’utilizzo del color-doppler che consente una scansione trasversale del cordone. In questi casi si nota l’assenza di una delle due arterie ombelicali e generalmente anche un diametro maggiore dell’arteria rimasta, che aumenta il suo calibro per compensare l’assenza dell’altra arteria.
L’indagine ecografica sul cordone ombelicale può essere condotta a partire dalla quattordicesima settimana di gravidanza e in quelle successive, specie dopo la ventesima settimana, risulta migliore e più chiara. È stato rilevato come ci sia una maggiore probabilità di avere un feto con arteria ombelicale unica nelle madri che soffrono di diabete.
Sono diversi gli studi condotti in materia, ma non c’è unanimità nell’associare la presenza di un’arteria ombelicale unica a specifiche patologie cromosomiche.
Per comprendere le conseguenze dell’assenza di un’arteria è fondamentale proseguire con una diagnosi fetale approfondita che preveda test cromosomici per individuare la presenza di malformazioni congenite o cromosomiche. Se è vero che l’incidenza di tali malformazioni è nettamente superiore nei feti con AOU (10% per le anomalie cromosomiche e 27% per quelle congenite), l’assenza dell’arteria non è automaticamente sinonimo di malformazioni, malattie o patologie gravi.
La gestione dell’arteria ombelicale unica prevede un’indagine ecografica approfondita, un eventuale test genetico e un costante monitoraggio della gravidanza, con controlli ecografici mensili in grado di controllare la crescita del feto e, tramite la flussimetria, il suo benessere. È importante seguire il bambino anche dopo la nascita per verificare l’eventuale presenza di anomalie cardiache, neurologiche e renali.
Come abbiamo avuto modo di vedere, il cordone ombelicale si occupa dell’ossigenazione e deossigenazione del sangue e, tra le altre cose, di nutrire il bambino durante tutta la sua vita uterina. È evidente come l’assenza di uno dei vasi del cordone ombelicale possa essere la condizione ideale per problemi nello sviluppo fetale e allo stesso tempo favorire malformazioni o, ancora, essere un sintomo di tali anomalie.
È stato rilevato che se l’arteria ombelicale unica si manifesta nel corso del terzo trimestre di gravidanza c’è la possibilità che il bambino nasca con un peso più basso, come effetto della diminuzione della crescita nell’ultimo periodo di gestazione. Nel 5/10% dei casi, invece, l’AOU, può essere associato a trisomia 13, trisomia 18, trisomia 21 e Sindrome di Turner. Altre anomalie associate possono essere l’agenesia renale, anomalie muscolo-scheletriche, gastrointestinali e interventricolari.
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