
La fine dell'allattamento al seno è un passaggio inevitabile ma che non ha date fisse e rigide da rispettare. Si tratta di un momento delicato, si...
Allattare non è sempre facile, anche per questo è importante sapere come farlo: le indicazioni della Società italiana di neonatologia (SIN).
Benché sia un’azione naturale e spontanea l’allattamento al seno è influenzato da numerose variabili, sociali, fisiche, culturali ed economiche. Per questo motivo è importante che ogni donna sia seguita al meglio soprattutto nelle fasi iniziali dell’allattamento del proprio figlio.
La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha messo a punto un decalogo di consigli utili per le mamme che allattano, anche con l’aiuto del pediatra, per favorire un corretto allattamento dei neonati dai primi giorni di vita. Le indicazioni partono da prima della nascita del bambino e proseguono fino allo svezzamento.
La fine dell'allattamento al seno è un passaggio inevitabile ma che non ha date fisse e rigide da rispettare. Si tratta di un momento delicato, si...
Tra i consigli per le neomamme si trova innanzitutto l’informazione: conoscere, chiedere consigli ad un esperto di riferimento, è il primo passo per predisporre un allattamento il più possibile sereno.
Il periodo dell’allattamento è dipinto come il più felice per una mamma e il bambino, ma non è per forza così, e può anzi essere fonte di ansia e preoccupazione per la donna: perché il latte “non è abbastanza”, perché rimane il dubbio che il neonato sia nutrito a sufficienza, perché può dare origine a disturbi fisici a carico del seno, come la comparsa delle ragadi e di infiammazioni come la mastite.
Spesso le donne che scelgono di non allattare o non possono farlo vengono stigmatizzate, ma si tratta di una scelta del tutto personale che dovrebbe riguardare solo una mamma e suo figlio, e non essere sottoposta a critiche e giudizi.
Se non hai allattato, per scelta o tuo malgrado, avrai ricevuto occhiate, commenti non richiesti e giudizi negativi. Come capitava a me quando atta...
Allo stesso tempo è fondamentale che una donna riceva tutta l’assistenza e il supporto necessari per allattare al seno il proprio figlio. Nella gallery qui sotto trovate i 10 consigli redatti dai neonatologi per l’allattamento al seno: quali posizioni preferire, cosa fare se compaiono disturbi fisici a carico della donna, come comportarsi nel caso di bambini nati prematuramente e cosa fare se il proprio latte non è sufficiente sono solo alcune delle indicazioni dei neonatologi.
La prima cosa da fare riguardo l’allattamento al seno, spiegano i neonatologi, è informarsi: “L’informazione serve per motivare le future madri (in particolare le primipare) e viene condotta attraverso incontri in piccoli gruppi, coinvolgendo anche le persone della famiglia, che possono influenzare la decisione materna, quali il marito/partner e/o le future nonne. Questi incontri sono occasione anche per far chiarezza sui falsi miti e sui tabù relativi all’allattamento, lasciando comunque sempre in primo piano l’aspetto psico-affettivo“.
Il secondo aspetto sottolineato dalla Sin è il contatto fisico tra la mamma e il bambino, il pelle-a-pelle che, dai primissimi istanti dopo il parto, aiuta a creare il legame madre-figlio (bonding) facilitando l’inizio dell’allattamento.
Fondamentale, in questo senso, è anche la posizione scelta per allattare: “Per una corretta ‘iniziazione’ alla pratica dell’allattamento al seno occorre innanzitutto individuare la posizione più idonea al seno materno durante la poppata. Particolarmente utile, ma non unica, quella sotto braccio, detta anche a presa da pallone da rugby. Presso le maternità occorre favorire il rooming in, pratica ospedaliera di lasciare il neonato in camera con la propria madre durante tutta la degenza, in modo da rendere possibile l’allattamento a richiesta. Gli eventuali controlli clinici e strumentali devono avvenire nella stessa stanza, senza interferire con l’allattamento al seno“.
Per la SIN “È importante allattare a richiesta del bambino, senza limiti di numero e durata delle poppate, cogliendo i segni precoci di ricerca del seno (fame), più che attendere il pianto come espressione di ‘appetito’. Ciò faciliterà la fisiologia della lattazione. Nei primi giorni di vita, anche quando il neonato può avere ittero e necessitare di fototerapia, l’allattamento al seno deve essere mantenuto. Per i bambini ‘più esigenti’ spesso si tende a richiedere la famosa aggiunta di latte artificiale, ma eventuali piccole aggiunte vanno prescritte solo previa valutazione delle condizioni del bambino, dell’entità del calo di peso e la reale possibilità della mamma di rispondere alle esigenze del piccolo. Il calo di peso medio alla nascita è circa il 5% con un massimo ancora accettabile del 10%. Bisogna perciò prendere in considerazione un calo tra l’8 e il 10%, che non suggerisce un’automatica supplementazione di latte artificiale. È invece opportuno verificare l’attacco al seno, la sequenza e la durata delle poppate e lo stato di benessere di mamma e bimbo”.
“L’uso del ciuccio per il bambino allattato al seno – scrivono i neonatologi – va evitato durante tutto il periodo in cui l’allattamento al seno deve consolidarsi. L’eventuale offerta del ciuccio va presa in considerazione a partire dalla 3^-4^ settimana di vita, come intervento di prevenzione per la Sids anche se in realtà nessuno degli studi sull’associazione fra uso del ciuccio e Sids riporta un effetto protettivo tanto evidente quanto quello dell’allattamento al seno“.
“Il latte artificiale deve essere impiegato solo in quei casi in cui c’è assenza di latte materno o è riscontrata una patologia della madre per cui è sconsigliato l’allattamento, o per rispetto della volontà materna; laddove è possibile, si può ricorrere alle Banche del latte umano donato (BLUD)“, indica la Società di neonatologia.
Per i neonatologi il latte umano donato rappresenta la prima scelta nutrizionale subito dopo quello della madre: “Rispetto all’alimentazione con formule, nei pretermine infatti, il latte umano riduce l’incidenza di enterocolite necrotizzante e migliora la tolleranza alimentare; contribuisce alla riduzione delle sepsi e altre infezioni, previene lo sviluppo di ipertensione arteriosa e insulino-resistenza in età adulta. Il latte materno estratto rappresenta anche la principale integrazione laddove si verifichi una condizione di eccessivo calo ponderale alla nascita e per i rari casi in cui neonati a termine, per brevi periodi, non possono alimentarsi al seno. Le Banche del latte operano grazie alla generosità di donatrici volontarie, accuratamente selezionate, che offrono il proprio latte a titolo gratuito“.
“Una dieta varia e sana, adeguata alle esigenze della mamma, sarà salutare per lei e per il bimbo. Non bisogna mangiare tanto più del solito, poiché a una donna che allatta bastano 500 Kcal al giorno in più; non serve eliminare particolari alimenti per prevenire le allergie, né è documentato con certezza che alcuni cibi o liquidi possano far aumentare la produzione di latte“, spiega la SIN.
La dieta consigliata per le donne che allattano il bambino al seno, con i cibi da preferire e quelli da evitare e l'apporto calorico necessario dur...
Al contrario, “possono avere una scarsa (ma reversibile) produzione di latte le donne disidratate, con febbre o in assetamento volontario, quelle gravemente malnutrite o a digiuno volontario. Sconsigliata la dieta vegetariana o vegana, poiché se non è ben bilanciata, mette a rischio di carenza di vitamina B12 il piccolo. Si deve limitare l’uso di alcool etilico che, oltre a passare nel latte e provocare nel lattante sedazione, ipoglicemia, vomito e diarrea, può inibire la montata lattea“.
Anche per i bambini nati pretermine, sottolineano i neonatologi, “le quantità di colostro prodotte, seppur minime, sono il più delle volte sufficienti per iniziare una minima precocissima alimentazione, fondamentale nei neonati critici“.
Anche per questo, continua il documento, “per facilitare l’attacco al seno del neonato prematuro si spreme la mammella prima della poppata integrando eventualmente col latte spremuto. Si evita così che un pretermine ancora privo di una vigorosa suzione venga attaccato al seno ad una mammella per lui relativamente troppo piena“.
“Un sistema efficiente di spremitura del latte – continua quindi la SIN – può essere manuale, meccanico o combinato (spremitura elettrica seguita da spremitura manuale). Se la spremitura è effettuata con pompa tiralatte va fatta di preferenza contemporaneamente da entrambe le mammelle. Il successo della spremitura dipende anche dalla correttezza delle istruzioni ricevute in merito al momento in cui iniziare, la scelta di coppe adeguate (ne esistono di dimensioni diverse), la potenza dell’estrazione e la frequenza della spremitura“.
Può capitare che durante l’allattamento sul seno compaiano delle lesioni, le ragadi, che rendono la suzione particolarmente dolorosa. Per alleviare il fastidio, suggeriscono i neonatologi, “si può dare al bimbo il proprio latte estratto. In caso di malattie debilitanti, invece, come influenza, diarrea, coliche, infezioni urinarie, la decisione se sospendere o meno l’allattamento spetta alla mamma, ma è sempre bene evitare nel bambino una brusca interruzione“.
Sull’allattamento, poi, circolano da sempre falsi miti e leggende: una su tutte, l’idea che bere birra possa aiutare a produrre più latte, o che l’allattamento peggiori un’eventuale miopia.
È la soluzione adottata da sempre più genitori, per questioni di sicurezza ma anche di praticità e di economicità.
Facciamo chiarezza sull'uso degli integratori durante il periodo dell'allattamento al seno, sia esso esclusivo che misto.
Il più delle volte l'organismo femminile produce latte a sufficienza per nutrire il bambino; ma quando questo non avviene? Ecco cosa c'è da sapere.
Come deve essere la cameretta del neonato? Cosa fare per renderla sicura, bella e accogliente? Ecco tutto quello che c'è da sapere.
La musica ha importanti benefici anche nello sviluppo dei bambini. Parliamo del metodo Gordon e delle sue caratteristiche essenziali.
Prendersi cura dell'igiene del neonato è fondamentale fin dai suoi primi giorni di vita: ecco 6 kit pensati per loro.
Un difetto scheletrico congenito, non sempre facilmente individuabile, che può essere risolto se trattato tempestivamente. Ecco tutto quello che c...
Alla nascita del neonato viene effettuato uno screening per verificare se ci sono condizioni che possono alterare la sua capacità uditiva. Ecco co...
Quando si parla di stitichezza? Cosa si può fare per aiutare il bambino? E quando, ancora, è necessario chiamare il pediatra? Ecco quello che ogn...