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In caso di raffreddore nei bambini che farmaci utilizzare? L'argento proteinato, molto diffuso fino a qualche anno fa, è una scelta oggi sconsigliata di cui è importante conoscere i rischi.
Tra rimedi della nonna, abuso di farmaci e indicazioni ormai superate, il rischio è che le controindicazioni e gli effetti collaterali di tali scelte siano maggiori dei benefici. È il caso dell’uso dell’argento proteinato nei bambini, un farmaco molto diffuso, sul quale nel corso degli ultimi anni vi è stato l’intervento dell’Ufficio di Farmacovigilanza dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) a seguito delle numerose segnalazioni ricevute.
L’argento proteinato è un farmaco che viene utilizzato nei bambini quando sono colpiti dal raffreddore. Questo perché parliamo di un farmaco che ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie e con un effetto decongestionante, tanto da liberare le vie respiratorie del bambino.
Questo farmaco è composto dall’argento proteinato come principio attivo e da sodio fosfato bibasico dodecaidrato, potassio fosfato monobasico, bronopol e acqua depurata come eccipienti. Il bugiardino dell’argento proteinato riferisce che si tratta di un medicinale che si usa come “Decongestionante e antisettico della mucosa nasale e antisettico del condotto auricolare”.
Questa tipologia di farmaci si utilizza per vari scopi, ma quello principale (e che ci interessa per quel che riguarda gli effetti sui bambini) è per la gestione dei sintomi del raffreddore, in modo particolare l’ostruzione nasale.
È un farmaco disponibile in gocce nasali e auricolari che hanno attività simpaticomimetica topica che si esplica “mediante stimolazione dei recettori alfa 1 e alfa 2 adrenergici presenti sia sui vasi di capacitanza sia sui vasi di resistenza (arteriole e anastomosi arterovenose) della mucosa nasale determinando vasocostrizione e riducendo la congestione”.
Uno degli aspetti critici dell’argento proteinato nei bambini è che viene molto spesso autosomministrato o prescritti con troppa leggerezza dai pediatri. Per questo l’invito dell’AIFA è quello di valutare per ogni singolo paziente il rapporto tra rischi e benefici dell’utilizzo di questi farmaci decongestionanti.
Un aiuto concreto da parte dei genitori quando il neonato o il bambino presenta problemi alle basse vie respiratorie è l'utilizzo della macchina p...
Nel caso di utilizzo superiore ai cinque giorni, reazioni avverse a livello locale, irritazioni e il cosiddetto “effetto rebound”, ovvero il ripresentarsi (a volte anche in maniera più seria) di una malattia dopo la sospensione del farmaco o del relativo trattamento. Se è vero che l’argento proteinato offre sollievo nella decongestione, è altrettanto vero che la congestione, in questo caso secondaria, è indotta dallo stesso farmaco.
Tanto che l’utilizzo reiterato per trovare sollievo porta a una riduzione della sensibilità dei recettori. Questo fenomeno può portare a delle “alterazioni prolungate della mucosa che risultano in rinite atrofica medicamentosa”, una condizione molto pericolosa nei “bambini al di sotto dei 6 mesi di età in cui la respirazione è soprattutto nasale”.
Inoltre bisogna considerare come la mucosa nasale, all’interno della quale si applica l’argento proteinato nei bambini, è un’ottima superficie di assorbimento, motivo per cui l’assunzione di questo farmaco può avere seri effetti collaterali. I più gravi sono le reazioni avverse a livello cardiovascolare e del sistema nervoso centrale: tachicardia, ipertensione o ipotensione arteriosa, pallore, cefalea, letargia, sonnolenza, contrazioni muscolari involontarie, irritabilità e depressione neurologica o depressione respiratoria.
Vanno segnalate anche le reazioni a livello della cute e del tessuto sottocutaneo (tra cui eritema, prurito e edema faringeo) e quelle della mucosa nasale.
Le reazioni avverse maggiormente riscontrate sono quelle che riguardano i bambini più piccoli (i neonati e quelli entro il terzo anno di vita) in quanto sono più sensibili rispetto agli adulti.
Per questo motivo l’Istituto Superiore di Sanità è laconico nell’affermare che tutte le specialità medicinali contenenti decongestionanti nasali simpaticomimetici sono “controindicate o non raccomandate almeno nei primi anni di vita” tanto che l’AIFA sta lavorando per promulgare un provvedimento che limiti l’uso di questi farmaci nei bambini al di sotto dei 12 anni.
Molto spesso capita anche che quando si parla di argento proteinato si parli anche dell’Argotone. Anche in questo caso parliamo di un medicinale antisettico e decongestionante nasale fino a qualche anno fa molto diffuso per il trattamento del raffreddore nei bambini.
L’Argotone era (nel frattempo la versione per adulti è stata vietata nei bambini) un medicinale contenente efedrina per il quale si sono registrate diverse associazioni con l’ischemia miocardica, motivo per cui la versione per bambini non prevede la presenza del vasocostrittore.
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