
La cosiddetta ecografia pelvica è un esame ecografico molto utilizzato in campo diagnostico, che serve per esaminare gli organi presenti nella par...
L'ecografia transvaginale è un esame che studia la morfologia dell’apparato genitale femminile attraverso le immagini ottenute tramite una sonda.
È inoltre utile per controllare la gravidanza nel primo trimestre e serve anche per individuare le giuste tecniche da utilizzare in caso di fecondazione assistita.
In genere, è un esame diagnostico prescritto dal medico alle donne che hanno problemi di infertilità o presentano sanguinamenti sospetti, amenorrea, dolori e malformazioni.
Vediamo meglio quando è consigliato sottoporsi all’ecografia transvaginale, come si effettua, quali sono gli step preparativi e quali sono i costi e le eventuali esenzioni.
La TVS è richiesta dal medico in presenza di alcune determinate condizioni, che richiedono una migliore osservazione dell’apparato genitale. In genere è consigliabile sottoporsi all’ecografia transvaginale in queste situazioni:
Appare chiaro che è possibile sottoporsi a questo tipo di esame diagnostico anche in gravidanza, senza alcun rischio per il feto né per la futura mamma.
Generalmente l’ecografia transvaginale si fa nelle prime settimane della gravidanza, tuttavia può essere richiesta anche in seguito se il medico ha necessità di visualizzare meglio le strutture vicino alla cervice. In seguito tale esame viene sostituito dall’ecografia transaddominale.
È utile sapere che la TVS è considerata più approfondita, quindi migliore, rispetto appunto alla TAS, l’ecografia transaddominale, che viene utilizzata per gli stessi scopi. La sonda inserita nel canale vaginale, piuttosto che nell’addome, mostra in modo più chiaro le strutture pelviche. Nonostante ciò, l’esame transaddominale mostra un campo visivo più ampio di quello transvaginale.
La cosiddetta ecografia pelvica è un esame ecografico molto utilizzato in campo diagnostico, che serve per esaminare gli organi presenti nella par...
L’ecografia transvaginale può essere comunque effettuata anche a gravidanza più avanzata per osservare lo stato del collo dell’utero e individuare ad esempio un eventuale raccorciamento, che può portare ad un parto prematuro.
Per effettuare questo test, la paziente deve sdraiarsi e rilassarsi sul lettino ginecologico. Il medico inserirà nel canale vaginale una sonda ecografica, che è piccola ed è avvolta da una pellicola. La sonda a ultrasuoni che è collegata a un computer sarà spostata delicatamente dall’ecografista per esplorare l’apparato.
Le onde sonore creano degli echi, che saranno inviati al computer a cui è collegata la sonda, e riprodurrà un’immagine, chiamata sonogramma. In sostanza si esegue come un normale esame ecografico durante una visita ginecologica interna.
Non è un esame che provoca dolore, ma è possibile avvertire dei fastidi legati in particolar modo all’inserimento della sonda.
Proprio perché è molto simile a un esame ginecologico interno, non c’è bisogno di effettuare alcuna preparazione.
Alcuni medici consigliano di svuotare la vescica prima del test, ma non è sempre così; in alcuni casi è meglio che sia piena. Ecco perché dei dottori, soprattutto per eseguire anche l’ecografica pelvica esterna, richiedono di bere poco prima dell’indagine e non urinare, come illustrato dall’Airc.
La TVS può essere effettuata sempre, anche durante il ciclo mestruale o in menopausa.
Dura all’incirca 30 minuti e al termine si può tornare alla vita di sempre, quindi non è necessario farsi accompagnare o prendere una giornata di riposo.
Il Sistema sanitario prevede lo svolgimento di due/tre ecografie, una per ogni trimestre, se la gravidanza è fisiologica, priva cioè di patologie...
I costi dell’esame dipendono innanzitutto dal tipo di struttura, se pubblica o privata. Nel primo caso si paga tra i 40 e i 50 euro; nel secondo caso il prezzo sale e si aggira intorno ai 70-80 euro o più.
È possibile inoltre usufruire delle esenzioni del Sistema Sanitario Nazionale, quando previste. L’ecografia transvaginale è gratuita ad esempio in caso di abortività ripetuta o pregresse patologie della gravidanza con morte perinatale e su prescrizione di ginecologo o genetista.
Vale lo stesso in caso di richieste di prestazioni per la diagnosi precoce del tumore dell’ovaio (esenzione D99) ma anche in altri casi qualora il medico lo ritenga opportuno.