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Tra i valori delle analisi del sangue è possibile misurare i livelli di creatinfosfochinasi (CPK) utili a individuare problemi di natura muscolare o cardiaca.
Parliamo di un particolare enzima presente in numerose parti del corpo e che svolge un ruolo fondamentale, tanto che le alterazioni dei livelli di CPK possono indicare un problema serio per il paziente.
L’acronimo CPK sta a indicare la creatinfosfochinasi, un enzima noto anche con il nome di creatinchinasi (CK). Si tratta di un enzima presente nell’organismo umano “che svolge un ruolo chiave nel metabolismo energetico della cellula”. È infatti un enzima che si occupa dei meccanismi energetici a livello cellulare tramite la trasformazione della creatina in fosfocreatina e viceversa.
Queste attività determinano un consumo di ATP (Adenosina Trifosfato), ossia la molecola che si occupa di fornire energia per la quasi totalità delle funzioni cellulari. La CPK è presente nell’organismo in tre diverse forme (isoenzimi), ovvero CPK-BB, CPK-MB e CPK-MM. Nella CPK-BB la creatinchinasi è presente nei muscoli scheletrici; nella CPK-MB si trova principalmente nel cuore e, infine, le forme CPK-MM sono presenti prevalentemente nel cervello, nell’intestino, nello stomaco e nei polmoni.
L’attività della creatinchinasi può essere alterata anche negli uomini, specie se fumatori, tanto da incidere negativamente sulla mobilità degli spermatozoi.
Diversi studi stanno mostrando come sia possibile procedere con l’isolamento dell’enzima della transfosforilasi di creatina di ATP dal muscolo scheletrico e dell’adenosina trifosfato del cervello.
La misurazione dei livelli di CPK avviene mediante normale prelievo di sangue. Questo test viene eseguito principalmente in caso di sospetto di danno muscolare o cardiaco, perché, grazie all’analisi delle diverse isoforme della creatinchinasi, è possibile comprendere il livello di gravità di un determinato danno. I valori di riferimento di questo test variano da laboratorio a laboratorio, ma indicativamente si attestano tra i 10 e i 200 UI/l.
In gravidanza l’analisi del CPK si misura per rivelare ed eventualmente controllare la presenza di danni muscolari gravi, specie quelli che interessano il cuore. Il più delle volte questo esame viene richiesto dal medico se sospetta l’anomalia di alcuni sintomi, come l’affaticamento, la stanchezza e la presenza di dolori muscolari.
L’esame dei valori della creatinchinasi è possibile perché nel sangue, in presenza di una sofferenza dei muscoli, vengono rilasciate nel giro di poche ore diverse quantità di CK, il cui aumento è indicativo della gravità del fenomeno.
L’aumento dei livelli di creatinchinasi è determinato da ogni tipo di patologia che provoca un danno muscolare. Inoltre i livelli di CPK alti possono essere associati alla presenza di malattie infettive, problemi alla tiroide, sforzi fisici, ustioni e abuso di alcol. Nello specifico si riscontrano livelli elevati di CK-MB nei casi di miocardite e lesioni del muscolo cardiaco.
I livelli di CK-MM aumentano nei casi di distrofie muscolari, crisi epilettiche ed eccesso di iniezioni intramuscolari. Per quel che riguarda la CK-BB alta può essere legata a un infarto polmonare, un ictus, una meningite o un tumore al cervello.
Per abbassare i livelli di CPK bisogna innanzitutto individuare la causa che ne ha determinato l’aumento. È importante anche prestare attenzione agli effetti collaterali provocati da alcuni farmaci utili per abbassare il colesterolo. Per coloro che praticano sport il consiglio è quello di svolgere sempre esercizi di riscaldamento prima di iniziare l’attività fisica, specie se ad alta intensità. Negli altri casi si consiglia di ridurre gli sforzi fisici e di limitare il consumo di alcolici.
I livelli di CPK bassi sono associati, invece, anche all’inizio di una gravidanza. Le patologie associate a questa condizione sono i danni al fegato, una massa muscolare scarsa o il morbo di Addison. Per aumentare i livelli di CPK può essere utile svolgere attività fisica allo scopo di aumentare la massa muscolare o valutare l’assunzione di integratori specifici.
In tutti i casi la situazione va monitorata per individuare se le cause sono patologiche (e quindi trattare la malattia) o parafisiologiche e quindi dovute ad attività straordinarie che, una volta terminate, non costituiscono un problema per i valori di CPK.
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