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Per la salute dei bambini è importante proteggerli dall'esposizione solare e dai rischi di un'ustione. Scopriamo quali sono le cause, i rischi e i rimedi per ognuno di questi fenomeni.
Quando si parla di scottature nei bambini, infatti, si è soliti pensare alle conseguenze dell’esposizione solare. Questa però è solo una parte di un problema molto più ampio. Un problema che riguarda solo apparentemente la pelle del bambino. In tema di scottature è infatti doveroso porre l’attenzione anche su tutti quei rischi, specie domestici, che possono provocare un’ustione più o meno grave.
La curiosità e la voglia di fare che cresce con l’età e i rischi oggettivi e permanenti che sono presenti in casa, possono essere alla base di scottature e ustioni nei bambini. Data anche la potenziale gravità è un aspetto molto importante su cui prestare la massima attenzione.
Vediamo quindi una serie di consigli utili non solo per le mamme e i papà, ma anche per fratelli e sorelle maggiori, baby sitter e amici di famiglia. Ovvero tutti coloro che trascorrono del tempo con i bambini e che hanno la responsabilità di proteggerli, ma anche di intervenire prontamente in caso di pericolo.
Le cause possono essere diverse, ma nei bambini una situazione particolare è quella provocata dalle scottature solari. Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, specie nelle ore più calde della giornata, può provocare arrossamenti, infiammazioni, pigmentazione e anche desquamazione dell’epidermide. Non è da sottovalutare, in quanto è molto semplice passare da un semplice arrossamento a un’ustione di II grado.
Questo perché a determinare l’entità della scottatura c’è sia il numero di ore di esposizione al sole, ma anche la sensibilità della pelle del bambino. per quel che riguarda le scottature solari nei bambini è doveroso ricordare come esse non derivino solo dall’esposizione in spiaggia, ma anche quando si è in mare, sulla neve o sul ghiaccio, in quanto i riflessi dei raggi solari provocano una maggiore potenza.
Le scottature possono essere causate da:
Le ustioni pediatriche avvengono il più delle volte in ambiente domestico, essendo la casa uno dei luoghi con più fattori di rischio. Ogni stanza, infatti, ha dispositivi e condizioni che possono avere superfici bollenti o dispositivi che emanano fiamme libere o contengono sostanze pericolose.
Senza dimenticare come il rischio di incendio sia molto elevato in ciascuno di questi ambienti o, anche, a causa di diverse abitudini (incompleto spegnimento di una sigaretta, utilizzo di fuochi d’artificio, uso di candele, fiammiferi e accendini, eccetera).
I rischi non derivano solo dalla cucina, ma anche dai termosifoni, i rubinetti dell’acqua, le lampade e i vari dispositivi elettrici presenti in ogni altra stanza della casa.
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Ben oltre il semplice arrossamento della pelle e uno spavento, le scottature possono trasformarsi in ustioni e provocare seri danni nei bambini. La gravità delle ustioni è suddivisa in gradi, dal primo (meno lieve) al terzo (gravissimo). Possiamo così distinguere le ustioni nei bambini:
In caso di ustione almeno di secondo grado è sempre fondamentale recarsi con un’urgenza presso uno studio pediatrico o chiamare immediatamente il proprio medico. Per valutare i danni di un’ustione pediatrica bisogna sempre considerare sia l’età che l’estensione, la profondità e la localizzazione della bruciatura.
La prevenzione è, anche nel caso delle scottature nei bambini, la soluzione migliore. Bisogna anche qui distinguere tra semplici scottature e ustioni vere e proprie, anche se la differenza può essere molto minima.
Nel caso dei rischi legati alle scottature solari è sempre consigliabile riparare il bambino, sia con un cappellino che con un ombrellino parasole. Il consiglio è anche quello di utilizzare un’adeguata protezione solare e di evitare di stare al sole dalle 11 alle 16, le ore più calde della giornata.
D'estate è importante proteggere la pelle dei più piccoli. Per questo, è fondamentale scegliere le giuste creme solari per neonati e bambini.
La prevenzione è un processo che si fonda sull’educazione e la vigilanza. Bisogna essere consapevoli dei rischi legati alle scottature e alle ustioni, ma anche mantenere sempre alta l’attenzione, in quanto non esiste una prevenzione che rimuova completamente tutti i fattori di rischio.
L’educazione è rivolta innanzitutto ai genitori, ma anche ai bambini che, crescendo, devono imparare a tenersi a distanza dalle fonti di pericolo, sia in casa propria che fuori di essa.
I genitori e coloro che si occupano della sicurezza dei bambini, devono essere quindi attenti a non lasciare i piccoli esposti a rischi per la loro incolumità, ma anche a evitare che i bambini possano entrare in contatto con le fonti di pericolo stesse. Riporre prodotti e strumenti pericolosi in armadi e scaffali non accessibili ai bambini, così come impedire che si avvicinino autonomamente a fonti di calore è un elemento primario di ogni buona prevenzione.
Distinguiamo, come abbiamo fatto in precedenza, tra scottature solari e ustioni di vario tipo nei bambini. Per le scottature provocate dai raggi solari è utile, a seguito di un arrossamento, far fare al bambino un bagno in acqua tiepida o applicargli sulla zona colpita delle compresse fredde. In questo modo si riesce a lenire il fastidio. In caso di scottature più significative l’uso di pomate antinfiammatorie può essere utile, ma è sempre necessario consultare il proprio medico prima di somministrare qualsiasi tipo di farmaco.
Per le ustioni gravi, invece, è fondamentale spostare il bambino dal luogo dell’incidente e rimuovere tutti i vestiti che coprono la parte del colpo coinvolta. In caso di ustioni che coinvolgono parti piccole del corpo è utile coprirle e tenerle pulite per non più di ventiquattro ore. Nei casi più gravi è preferibile chiamare un’ambulanza o rivolgersi al pronto soccorso più vicino.
Ciò che non va mai fatto è invece: farsi prendere dal panico, applicare il ghiaccio sulla zona colpita, utilizzare sostanze che possono aggravare l’ustione (come olio, frutta, eccetera), procedere con rimedi casalinghi o usare farmaci presenti in casa senza aver prima ottenuto il placet del proprio pediatra.
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