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Noto anche con il nome di Test di Graham, lo Scotch test è l'esame per individuare l'ossiuriasi (una delle più comuni infezioni intestinali); ecco come funziona.
Una delle infezioni intestinali più importanti (anche perché particolarmente diffusa) in età pediatrica è la cosiddetta ossiuriasi, il cui esame diagnostico è il cosiddetto Scotch test, noto anche con il nome di Test di Graham.
Tra le infezioni parassitarie più diffuse in età pediatrica troviamo la cosiddetta ossiuriasi, ovvero l’infezione provocata da vermi intestinali di colore bianco (ossiuri) che generalmente colpisce l’intestino.
Le uova (ogni femmina di ossiuro può deporre fino a diecimila uova) di questo verme sono facilmente riconoscibili perché hanno l’aspetto di filamenti bianchi, con una lunghezza di 0.4 cm per quel che riguarda i maschi di ossiuri e di 1 cm per le femmine. Questi filamenti sono sottili e si muovono, tanto che se restano immobili molto probabilmente non si tratta delle uova, ma di residui di fili o di carta igienica.
Solitamente colpiscono la zona perianale, quindi intorno all’ano dei bambini e, nelle femmine, anche intorno alla zona della vagina. La diffusione di questa infezione non è dovuta a scarsa igiene, tanto che anche gli adulti possono esserne coinvolti. La trasmissione, infatti, avviene per via oro-fecale e generalmente si verifica quando si entra a contatto con lenzuola, asciugamani e sanitari condivisi con soggetti che hanno già questa infezione.
Lo Scotch test è propriamente l’esame atto a individuare la presenza degli ossiuri e, quindi, dell’infezione. I genitori possono eseguirlo quando sospettano che il proprio bambino sia stato colpito dalle uova dell’agente infettivo.
Il sintomo più comune che fa scattare il campanello d’allarme nei genitori è il prurito che i bambini lamentano nella zona anale o, cambiando il pannolino, la presenza di un’irritazione cutanea. Altri sintomi che generalmente accompagnano la presenza degli ossiuri sono il meteorismo, la diarrea o una continua agitazione o irritabilità.
Per eseguire lo Scotch test è sufficiente prendere un pezzo di nastro adesivo trasparente e applicarlo nella zona dell’ano del bambino. In questo modo è possibile catturare le uova degli ossiuri per poterle analizzare. Dopo aver posizionato il nastro adesivo per qualche secondo e averlo rimosso, bisogna applicarlo su un vetrino da laboratorio, chiuso nell’apposita confezione, per poi essere consegnato al laboratorio di analisi.
Generalmente l’indicazione è quella di eseguire il test per tre volte in tre giorni diversi, in modo da avere una quantità di materiale sufficiente per verificare la presenza delle uova e degli ossiuri.
Il materiale per svolgere lo Scotch test viene fornito dal laboratorio di analisi presso il quale ci si rivolge ed è importante eseguire il test al mattino, quando il bambino si sveglia. Questo perché durante la notte gli ossiuri si dirigono verso la zona dell’ano per deporre le uova; il mattino, quindi, è il periodo dove vi è una maggiore concentrazione e una più alta probabilità di catturarli.
Attualmente lo Scotch test è il miglior strumento di diagnosi per individuare la presenza di ossiuriasi, ma è doveroso fare alcune precisazioni. Il test, infatti, per quanto semplice, può essere complicato da eseguire, rischiando di invalidare o falsare i risultati. I laboratori che eseguono questo tipo di test, infatti, ricordano come non siano considerati validi nastri adesivi sporchi di feci, nastri adesivi non trasparenti che presentano pieghe o bolle d’aria tra il nastro e il vetrino.
Inoltre le larve degli ossiuri, se poste in un ambiente caldo, tendono a deteriorarsi in maniera molto rapida. I genitori che non possono portare immediatamente i vetrini presso il laboratorio di analisi dovrebbe conservarli in frigorifero a una temperatura compresa tra i 2° e gli 8° per non più di quattro giorni.
Inoltre i tre vetrini vanno consegnati insieme, per cui conviene conservare i primi due in frigo e una volta pronto il terzo recarsi il prima possibile al centro di analisi.
È importante anche ribadire che il risultato dello Scotch test non è assoluto e va sempre contestualizzato dal pediatra in un quadro anamnestico generale.
Per assicurarsi che il bambino non abbia l’infezione da ossiuriasi è necessario che lo Scotch test dia esito negativo. Generalmente i laboratori di analisi impiegano 2-3 giorni per analizzare i campioni che gli vengono consegnati e raccomandano di eseguire nuovamente il test dopo una decina di giorni per confermare l’esito negativo.
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