
Originariamente controversa e oggi considerata una malattia inesistente, facciamo chiarezza sulla scarlattinetta.
Nei bambini è frequente la formazione di bolle e macchie sulla pelle, ma nel caso della roseola (sesta malattia) non c'è motivo di preoccuparsi. Ecco il perchè.
Vediamo più nel dettaglio di capire le cause di questa malattia, come riconoscerla e, soprattutto, quali sono i rischi nel contrarla e i trattamenti previsti per curarla.
La roseola è una malattia infettiva causata dal virus HHV-6B. Come spiegato dai medici dell’Ospedale Bambino Gesù, questo virus “è l’agente eziologico dell’esantema subitum o roseola infantum o VI malattia, una delle malattie esantematiche tipiche della prima infanzia ed è implicato nella maggior parte delle infezioni che avvengono nei primi due anni di vita”.
La roseola è causata dagli attacchi del virus HHV-6B che colpisce sia le cellule delle ghiandole salivari che i globuli bianchi. Una delle particolarità di questo virus che è la causa della sesta malattia, è quella di rimanere nell’organismo. Una volta infettato, infatti, il virus rimane inattivo e può però riattivarsi nel caso di indebolimento delle difese del sistema immunitario.
Va anche sottolineato come la roseola sia contagiosa e viene trasmessa per via respiratoria.
La sesta malattia può essere anche asintomatica e quando si manifestano i sintomi possono presentarsi anche dopo un paio di settimane dall’infezione. Per questo è necessario distinguere due diverse fasi della manifestazione della roseola. Una pre-esantematica e una relativa al periodo in cui compaiono le macchie sulla pelle.
Nella prima fase i principali sintomi sono: raffreddore, febbre, mal di gola, gonfiore delle ghiandole del collo, riduzione dell’appetito e in alcuni casi anche diarrea o vomito. Nella seconda fase, invece, con la scomparsa della febbre, sulla pelle si formano delle macchie piatte di 2-3mm di grandezza, di un colore rosaceo.
Queste macchie si formano prima sul collo e sul busto, solo successivamente sul resto del corpo, senza però coinvolgere il viso, le mani e i piedi.
Come sottolineato dall’Istituto Superiore di Sanità queste macchie solitamente scompaiono nel giro di 48 ore e solo in alcuni casi “si associano a irritabilità e nervosismo. Negli ultimi giorni di malattia si possono avere dolori muscolari ed articolari”.
Originariamente controversa e oggi considerata una malattia inesistente, facciamo chiarezza sulla scarlattinetta.
La diagnosi della roseola è molto semplice e si basa sull’osservazione clinica. Questo perché la sesta malattia si manifesta con febbre alta per almeno tre giorni, scomparsa della febbre e successiva comparsa del rush cutaneo.
Di per sé per avere la certezza che si tratta di roseola bisognerebbe procedere con le analisi del sangue che permettono di individuare il virus, ma il più delle volte questo tipo di diagnosi non è necessario. La sesta malattia, infatti, è benigna e i disturbi, quando presenti, sono lievi e tali da non giustificare alcun tipo di approfondimento diagnostico.
Per il trattamento della roseola non ci sono terapie mirate, ma una serie di cure e attenzioni che possono aiutare il decorso della malattia. Una delle principali cure è quella di lasciare a riposo il bambino, ma senza insistere perché rimanga a letto.
Un altro aspetto importante è quello dell’idratazione, così come quello di mantenere fresco l’ambiente in cui si trova. Per la somministrazione di farmaci per la febbre alta è sempre preferibile rivolgersi al proprio pediatra.
Così come durante la gravidanza, la roseola non deve rappresentare un motivo di preoccupazione. Nei bambini, infatti, guarisce in maniera spontanea nel giro di pochi giorni, una settimana al massimo.
È invece necessario chiamare un dottore nel caso in cui la febbre o le macchie non scompaiono dopo tre giorni o se la febbre è superiore ai 39°C. Non sono previste complicazioni e solo molto raramente la febbre alta può causare “ convulsioni accompagnate da tensione dei muscoli, perdita di conoscenza e irrigidimento degli arti”.
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