
L'otite è un'infezione di origine virale o batterica che può colpire la parte interna ed esterna dell’orecchio. Ma come riconoscerla e gestirla...
Nuotare al mare o in piscina può essere rischioso per la salute delle orecchie. L'otite estiva è un fenomeno diffuso che può essere evitato e che va trattato con attenzione. Ecco come.
Quando si parla di otite estiva si fa riferimento a un fenomeno che prende anche il nome di orecchio del nuotatore. È una forma di otite esterna causata da un’infezione provocata da un ambiente umido e caldo com’è appunto quello della piscina o del mare. Il rischio di contrarre questa infezione è maggiore nei bambini tra 7 e 12 anni ed è più frequente in coloro che praticano regolarmente nuoto.
Questa infezione colpisce il condotto uditivo, ovvero la zona dell’orecchio che va dall’apertura esterna fino al timpano. È una condizione molto diffusa che non riguarda solamente i bambini ma che richiede attenzione e cura anche nei più piccoli.
L'otite è un'infezione di origine virale o batterica che può colpire la parte interna ed esterna dell’orecchio. Ma come riconoscerla e gestirla...
La causa dell’otite estiva nei bambini è, come anticipato, di tipo infettivo. L’infezione si verifica a seguito del ristagno d’acqua all’interno del condotto uditivo. Trascorrere tanto tempo in acqua favorisce la creazione di un ambiente umido nel quale funghi e batteri trovano il loro habitat ideale per proliferare.
L’infezione può essere causata anche dall’utilizzo di cotton fioc o altri oggetti introdotti all’interno dell’orecchio, così come dall’abitudine di asciugarsi o grattarsi le orecchie con le dita. Tutte condizioni scorrette che possono favorire l’insorgenza di questa infezione.
Ci sono poi fattori di rischio legati all’igiene dell’acqua delle piscine e delle vasche idromassaggio (specialmente per gli adulti) che, se non debitamente trattate, rischiano di ospitare numerosi germi e batteri.
I principali segni con i quali riconoscere l’otite estiva sono:
Nei casi più gravi vi può essere anche un gonfiore dei linfonodi del collo, la febbre, arrossamento e gonfiore all’orecchio esterno, dolori al collo e al visto, ma anche perdita completa dell’udito.
Di per sé l’orecchio umano è predisposto naturalmente alla protezione degli organi interni; questa protezione avviene tramite la cartilagine, che impedisce l’ingresso di corpi estranei, e attraverso la produzione di cerume che mantengono l’orecchio pulito.
Per questo motivo un eccessivo accumulo di cerume, la pelle secca o la presenza di lesioni al condotto uditivo può favorire il manifestarsi dell’otite estiva.
Quando si manifestano i sintomi caratteristici dell’otite estiva è necessario rivolgersi al medico per eseguire la diagnosi e farsi prescrivere il trattamento da seguire. La diagnosi avviene tramite esame visivo oppure attraverso l’utilizzo dell’otoscopio, uno strumento con il quale il medico può eseguire un controllo più approfondito e verificare se l’infezione ha colpito anche l’orecchio medio. Inoltre, questo strumento consente di aspirare il pus e le secrezioni presenti nell’orecchio.
La terapia prevede l’assunzione di gocce auricolari contenenti antibiotici che permettono di risolvere l’otite estiva nel giro di 7-10 giorni. Nel caso in cui l’otite estiva non regredisse entro questo periodo è consigliato un tampone auricolare per individuare il microrganismo che causa l’infezione e perfezionare la terapia antibiotica.
Nei casi più gravi il medico può provvedere a eseguire una pulizia del condotto uditivo o prescrivere l’assunzione di pillole o antibiotici per alleviare il dolore e risolvere l’infezione.
L’otite estiva non è contagiosa ed è necessario rivolgersi al pediatra nel caso in cui i sintomi persistano dopo la durata del trattamento o se si aggravano. La comparsa della febbre, la fuoriuscita di sangue dall’orecchio o di sostanze maleodoranti, così come la riduzione della capacità uditiva richiedono un intervento tempestivo del medico per approfondire la diagnosi e procedere con la cura adatta.
È fondamentale seguire sempre le indicazioni del medico e assumere i farmaci per tutta la durata del trattamento e non sospenderli quando si inizia a percepire un miglioramento; la cura deve essere completata per evitare che l’infezione possa ripresentarsi.
È possibile, se non trattata regolarmente, che l’otite estiva possa portare a complicanze anche gravi come la perdita dell’udito o il diffondersi delle infezioni che possono colpire i tessuti vicini (cervello, nervi, eccetera).
Durante il trattamento è fondamentale tenere la testa all’asciutto ed evitare, anche durante la doccia, di esporre le orecchie al contatto con l’acqua.
La prevenzione dell’otite estiva nei bambini passa dalla cura dell’igiene delle orecchie e dall’attenzione per la loro pulizia e asciugatura dopo il bagno al mare e in piscina. Per farlo è consigliato inclinare l’orecchio da pulire verso il basso in modo da far drenare l’acqua e utilizzare il bordo di un asciugamano, procedendo delicatamente.
L’otite estiva è, come detto, una forma di otite esterna, che è un’infiammazione dell’orecchio esterno che può manifestarsi con o senza l’infezione. Può avere una forma acuta o cronica; se dura meno di 6 settimane è detta acuta, mentre è cronica se perdura per più di 3 mesi. La stragrande maggioranza dei casi di otite esterna è di forma acuta.
Esiste anche una forma di otite esterna maligna che riguarda soggetti affetti da deficit immunitario o che hanno il diabete e che comporta l’erosione del condotto uditivo esterno. Questa forma richiede il ricovero ospedaliero per procedere con la terapia antibiotica e cortisonica per via endovenosa.
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