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Come insegnare l'inglese ai bambini fin dalla più tenera età in maniera semplice e divertente? Ci sono molte strategie e anche la tecnologia può venire in soccorso dei genitori.
Molto spesso si parla di bilinguismo e dell’opportunità di insegnare ai bambini una seconda lingua, e soprattutto ci si chiede se e quando sia il momento giusto per avvicinare i più piccoli a una lingua diversa dalla lingua madre.
Inoltre, alcuni genitori si chiedono se insegnare due lingue ai bambini sia utile, se non addirittura necessario, solo laddove il papà o la mamma siano stranieri, o se possa invece creare confusione. In realtà l’apprendimento di una lingua diversa dalla propria è importante e non solo non ha “effetti collaterali”, ma apporta benefici allo sviluppo del bimbo, per una molteplicità di fattori.
Sin da piccolissimi, quindi, è possibile dare ai neonati una serie di stimoli adatti all’età e propedeutici a un insegnamento, per esempio dell’inglese che, al di fuori della scuola, può avvenire anche in ambito familiare, per esempio con il valido supporto di piattaforme come Novakid, che agevolano nell’apprendimento della lingua straniera in maniera divertente e coinvolgente per i bambini, secondo un metodo a misura del bambino.
Rispondiamo prima di tutto al quesito che ci siamo posti in apertura di articolo: esiste un’età giusta per essere “iniziati” all’apprendimento di una seconda lingua? La risposta, in linea di massima, è no. Anzi, cominciare il processo di insegnamento fin dalla più tenera età contribuisce a “scolpire” il cervello del bambino, in una fase che è ancora di costruzione dal punto di vista microanatomico, come testimoniato da vari studi di neurolinguistica focalizzati proprio su plurilinguismo e apprendimento precoce delle lingue straniere.
Essere introdotti a un’altra lingua entro i primi tre anni di vita, ovvero nel momento in cui il cervello ha raggiunto il 90% delle dimensioni che avrà nella fase adulta, porta a considerare la lingua appresa come quella materna, per cui le competenze fonologiche e morfologiche acquisite e immagazzinate nella memoria a lungo termine (implicita) non vengono interpretate come “forzate” ma completamente naturali.
Anche l’attitudine rispetto al problem solving, la creatività e il pensiero astratto trarrebbero giovamento dall’apprendimento di una seconda lingua in tenera età, come dimostrano i risultati di uno studio condotto dall’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, che ha riscontrato uno sviluppo maggiore delle aree cerebrali che incidono proprio sul prendere decisioni in maniera veloce e corretta nelle persone bilingue.
Ma, partendo dal presupposto ovvio che un neonato, o un bambino molto piccolo, non siano ancora in grado di leggere o scrivere autonomamente una seconda lingua, come possiamo riuscire a insegnarla?
Prendiamo la lingua più diffusa al mondo, l’inglese: come poterla insegnare a un bambino molto piccolo? Le strategie da adottare possono essere varie e improntate, ovviamente, a un apprendimento “mascherato” da gioco. Se la finalità ultima è infatti quella di far imparare una seconda lingua, non possiamo dimenticare che l’interesse del bambino deve essere stimolato in maniera creativa.
Se c’è una cosa che piace ai più piccoli sono proprio i cartoni animati: sia i canali digitali che terrestri e le varie piattaforme di streaming oggi offrono un’ampia scelta di cartoni in lingua suddivisi per età.
Un altro ottimo strumento, soprattutto se parliamo di bambini molto piccoli, sono i giocattoli didattici o educativi che aiutano il bambino con i primi rudimenti della lingua straniera, fin dalla più tenera età.
Sul mercato ci sono moltissimi giocattoli bilingue, ad esempio quelli a incastri o che invitano il bambino ad associare all’animale il suo verso, imparandone così il nome in italiano e in inglese. Ci sono poi giocattoli che insegnano semplici melodie, filastrocche in inglese. Andando avanti con l’età i giochi possono essere anche non parlanti, ma aiutare a insegnare l’alfabeto, le prime parole o la composizioni delle frasi più elementari.
Gli asili bilingue hanno personale qualificato e uno staff di maestri madre lingua che rendono estremamente facile l’apprendimento ai bambini. Non parliamo, però, di una soluzione adatta alle economie di tutte le famiglie.
Inoltre, si potrebbe porre un problema del “dopo”: come continuare a interessare un bambino, in una fase successiva della sua vita, all’inglese?
A questo scopo la tecnologia, molto spesso osteggiata nel suo rapporto con i più piccoli, può venire in soccorso dei genitori in modo intelligente e personalizzato. Piattaforme come la già citata Novakid si rivelano preziosissime per aiutare i bambini, soprattutto dai 4 anni in poi, a destreggiarsi con le lingue straniere, in maniera semplice e divertente.
Com’è possibile interessare un bambino aiutandolo a imparare una seconda lingua, senza che lui si annoi o si stufi? La risposta, nel caso di Novakid, sta nello scegliere un metodo esattamente a misura di bambino.
Costruito in conformità dello Standard Europeo di formazione QCER, il metodo Novakid è pensato soprattutto per i bambini dai quattro anni in su, e si articola in:
Ogni insegnante che collabora con Novakid è in possesso di certificazione internazionale di insegnante di inglese e svolge regolarmente corsi di formazione, perciò i genitori hanno la sicurezza assoluta di trovarsi di fronte a professionisti competenti e preparati che possono aiutare i figli nella maniera più adeguata, anche in base alle peculiarità di ognuno.
Personalizzazione è un’altra delle parole d’ordine di Novakid: prendere in considerazione le caratteristiche individuali e l’età dello studente è fondamentale per far coincidere la velocità dei programmi di formazione con il grado di apprendimento del bambino. In relazione a questo aspetto, indispensabile è la
Non parliamo di un programma didattico, che deve necessariamente rispettare determinare tempistiche e quindi, suo malgrado, talvolta è costretto a “lasciare indietro” qualcuno: Novakid tiene in considerazione le caratteristiche psicologiche dei bambini dai 4 ai 12 anni, sviluppando perciò l’approccio più adatto a ciascuno degli studenti.
Ogni lezione dura appena 25 minuti, e in questo modo il bambino non perde concentrazione; senza contare che lo sviluppo in formato gioco riesce a interessarlo e a coinvolgerlo, senza dargli la percezione di essere obbligato ad ascoltare e imparare.
Se il lockdown ha insegnato ai bambini a fare a meno, giocoforza, dell’ambiente scolastico per imparare, anche Novakid dà l’opportunità di apprendere semplicemente grazie all’uso del personal computer, avvicinandosi così all’inglese in una zona di comfort e che permette di sentirsi a proprio agio. Cosa non meno importante, in questo modo si evitano virus e malattie varie!
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