
Tra emozione e attenzione al regolare sviluppo motorio del neonato; scopriamo quando inizia (o dovrebbe iniziare) a muovere i primi passi e come ai...
Tenere in mano un oggetto, muoverlo e impugnare una matita sono alcuni delle abilità che fanno parte della motricità fine; una condizione che ogni bambino deve acquisire e sviluppare fin dalle primissime settimane di vita.
Non si tratta solamente del “saper fare delle cose”, ma di un effetto di un corretto sviluppo che coinvolge la comprensione di ciò che deve fare e l’abilità di saperlo fare tramite l’uso degli arti superiori.
Una definizione di motricità può essere quella della “possibilità di compiere, controllare e coordinare un movimento, attraverso l’integrazione di funzioni sensoriali e motorie”. Nello specifico la motricità fine, che si distingue da quella grossolana, è la capacità di gestire i movimenti degli arti superiori (mani, dita, polso e avambraccio) in maniera coordinata e volontaria.
Per questo, come anticipato, la motricità fine richiede un coinvolgimento della mente (comprensione e concentrazione) e della coordinazione con gli arti coinvolti in quella specifica attività. Per fare alcuni esempi la motricità fine è quell’abilità che permette di afferrare un oggetto, infilarne uno all’interno di un altro, ruotarlo, eccetera.
Si tratta quindi di abilità, nel vero senso della parola, manuali, ma che hanno anche il fondamentale compito di permettere al bambino di esplorare gli ambienti circostanti, sviluppare la curiosità e la creatività.
La motricità fine si sviluppa fin dalle prime settimane di vita, con un costante incremento nei mesi successivi. Inizialmente il neonato impara a tenere in mano un oggetto e poi a fare delle costruzioni, battere le mani, infilare le formine negli spazi giusti, premere dei pulsanti, disegnare, costruire dei puzzle, eccetera.
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Questo per il bambino è fondamentale per lo sviluppo psico-motorio, della concentrazione, della coordinazione, dell’autostima e della padronanza del proprio corpo. Senza dimenticare come questo sia propedeutico anche per imparare a mangiare, vestirsi e lavarsi autonomamente, sviluppando la capacità di risolvere i problemi causati dai movimenti errati.
Un’abilità, come detto, non solo fisica, ma che ha riflessi anche nella sfera cognitiva ed emotiva. Diversi studi mostrano, infatti, come i bambini con disturbi nella motricità fine manifestino difficoltà anche nelle abilità non motorie (capacità di attenzione, emotività, comportamento e socializzazione).
Cos’è che può provocare problemi nello sviluppo della motricità fine? Oggi sempre più bambini arrivano all’età scolare con seri difficoltà nell’imparare a scrivere. Com’è possibile? Sono stati condotti degli studi che mostrano come l’esposizione prenatale all’alcol sia una possibile causa. Inoltre, uno responsabili più importanti, che negli ultimi anni hanno provocato un impaccio nella motricità fine, è stato l’utilizzo della tecnologia.
È sempre più frequente la tendenza dei genitori a dare smartphone e tablet ai bambini per giocare o intrattenersi. Questa situazione, spesso, fa sorridere per come i bambini siano in grado, fin dalla più tenera età, di utilizzare un dispositivo elettronico ma, bisogna tener presente, che in questo modo si pongono le basi per creare una condizione di disagio e una futura difficoltà nel riuscire a tenere in mano una penna o una matita.
I dispositivi touchscreen, infatti, inibiscono lo sviluppo, creando non pochi problemi non solamente nell’imparare a scrivere, ma anche in tutte le altre abilità che rientrano tra quelle della motricità fine.
Ci sono dei suggerimenti, che è possibile seguire, per aiutare i bambini a sviluppare la motricità fine. Si tratta di attività semplici da fare in casa e che è fondamentale che il bambino svolga regolarmente. Non come obbligo, ma come stimolo a confrontarsi con ciò che lo circonda e a cimentarsi in abilità sempre nuove che si rivelano sia utili, sia divertenti.
Per sviluppare e potenziare la motricità fine è possibile far giocare i bambini con le costruzioni, insegnare loro a fare i puzzle, a disegnare e colorare con matite e pastelli a cera. Esistono poi giochi specifici dedicati a questo scopo, come possono essere i chiodini e gli oggetti da inserire tramite le rispettive forme.
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Ci sono, poi, attività quotidiane che si rivelano fondamentali a questo scopo: aprire e chiudere delle scatole, aprire e chiudere la zip di maglioncini e giacchette, inserire i bottoni nelle asole, piegare i vestiti, utilizzare le forbici per tagliare piccole forme, così come modellare la pasta di sale o la plastilina.
Molto dipende, ovviamente, dall’età del bambino, ma è fondamentale che nella crescita sia costantemente accompagnato dai genitori. Sia per essere educato nell’utilizzo di arnesi e accessori vari, sia anche per essere incoraggiato a prendere iniziativa e a scoprire autonomamente cose nuove da fare. L’obiettivo in questi casi non è la qualità del lavoro finale, ma la dedizione e la passione messa nel realizzarlo. Non è importante che il disegno sia fatto bene o colorato correttamente, ma che il bambino sviluppi la fantasia, la creatività espressiva e sappia tenere in mano matite, fogli e colori per realizzare quel disegno.
Crescere sarà per il bambino divertente e lo sviluppo della motricità fine non sarà una preoccupazione, ma la quotidianità di cui è intessuta la sua infanzia.
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