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Le mascherine per bambini sono dispositivi di protezione individuale e solidale per evitare il rischio di contagio da Coronavirus (e non solo). Vediamo cosa indicano le linee guida governative e sanitarie sul corretto uso delle mascherine pediatriche di comunità e mediche.
Per evitare il contagio da Covid-19 sono state divulgate alcune misure di sicurezza, tra cui le mascherine per bambini e per adulti, oltre a lavarsi le mani spesso e per bene e non toccarsi occhi, naso e bocca.
Le infezioni da Coronavirus riguardano principalmente, infatti, le vie respiratorie, per cui è importante proteggerle. Se gli adulti si sono sin da subito adeguati alle linee guida governative e sanitarie per se stessi, i genitori sono anche precipitati in una voragine di domande riguardanti le mascherine per bambini.
Bisogna usarle? Da quale età? Servono a proteggere davvero? Come fargliele mettere? Esistono modelli dalle dimensioni adeguate al loro viso più piccolino? Con l’aiuto delle associazioni pediatriche e del Ministero della Salute facciamo il punto della situazione.
Esattamente come per gli adulti, le mascherine pediatriche tutelano gli altri e non chi le indossa. Si tratta, quindi, di una scelta solidale nei confronti altrui.
Difatti i genitori fanno indossare la mascherina chirurgica al proprio bimbo per evitare che contagi gli altri. Se il piccolo è infetto ma asintomatico, con il dispositivo posizionato bene sul suo viso si eviteranno possibili contagi.
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Premesso, quindi, che la mascherina per bambini serve principalmente per gli altri, appare chiaro che bisogna farla indossare quando ci si trova fuori casa, in un luogo dove è possibile incontrare altre persone (farmacia, studio pediatrico, supermercato). In casa o in auto, invece, non è necessaria.
Il DPCM del 26 aprile ha introdotto diverse novità e stabilito le norme della ormai nota – e attesissima – Fase 2, iniziata lo scorso 4 maggio. Alcune misure riguardano anche i bambini: sono stati riaperti i parchi ma senza possibilità di utilizzare i giochi ed è possibile portarli in giro per fare attività motoria, ad esempio in bici o con il monopattino.
È stato anche introdotto, come riporta SIP, Società Italiana di Pediatria:
“l’obbligo di usare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (quali mezzi di trasporto ed esercizi commerciali). Non sono soggetti all’obbligo i bambini sotto i sei anni, è sempre importante mantenere la distanza di sicurezza e di conseguenza evitare i luoghi in cui non è possibile mantenerla”.
L’obbligo per i bambini dai 6 anni in su all’uso della mascherina anche all’aperto, del resto, è chiarito dal Ministero della Salute, che riporta le linee guida per l’intera popolazione sull’uso corretto della mascherina, per prevenire il contagio da Coronavirus.
La mascherina per bambini è obbligatoria dai 6 anni in su. Questa deve essere adatta al loro viso, quindi è necessario porre attenzione alle sue dimensioni. Non può essere troppo grande (come quella degli adulti) e scomoda.
Se per gli adulti le dimensioni di una mascherina sono circa 15×30 cm, per un bambino si riducono a 12×25 cm, come riporta ACP, Associazione Culturale Pediatri. In ogni caso, è sempre bene constatare che il dispositivo aderisca bene.
Le linee guida stilate da ACP, basate sulle recenti revisioni di società scientifiche internazionali, come la American Academy of Pediatrics (AAP), il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e l’OMS, stabiliscono anche altre direttive.
Se l’ISS e il Ministero della Salute specificano che le mascherine sono obbligatorie dai 6 anni in poi, l’ACP fa notare che già dai 2 anni è possibile dotare i bambini del dispositivo. Ma con alcune accortezze (anche rispetto ai casi in cui è meglio non farne uso), riportate di seguito.
Prima di indossarle, bisogna lavarsi bene le mani, per almeno 20 secondi. Non vanno indossate quando si mangia o si beve e bisogna rimuoverle dall’elastico che si raccorda all’orecchio, mai dal davanti.
Devono essere indossate negli spazi chiusi, come farmacie e studio pediatrico e ovunque non riescano a mantenere una distanza di sicurezza di 2 metri. È importante ricordare che i bimbi non devono toccare le superfici toccate da altri per arginare il rischio contagio da Covid-19.
Le mascherine non vanno indossate se i bambini hanno meno di 2 anni, presentano difficoltà respiratorie e se incapaci di rimuovere autonomamente il dispositivo.
Se i bambini sono affetti da malattie croniche e ad alto rischio devono indossare le mascherine FFP2, perché proteggono loro stessi. Anche i familiari di questi bimbi, se malati, devono indossare le mascherine chirurgiche, che invece proteggono gli altri.
Premesso che per i bambini le mascherine devono avere determinate dimensioni, affinché riescano ad aderire bene al loro volto, è importante conoscerne i vari modelli.
Al di là delle FFP2, che sono veri e propri dispositivi per la protezione personale, esistono diverse tipologie denominate mascherine di comunità, come riporta il portale del Ministero della Salute. Queste sono:
“mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.
La differenza tra le mascherine di comunità e quelle chirurgiche a uso sanitario sta nella capacità di filtraggio. Le prime sono pensate per ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non presentano alcuna certificazione, in quando non sono dispositivi medici né di protezione individuale.
Le mascherine sanitarie, invece, riportano la certificazione UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione.
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