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Macchie e segni anomali sulla lingua dei bambini non riconducibili ad alcuna malattia; scopriamo meglio così la cosiddetta lingua a carta geografica.
Parliamo infatti di una realtà per la quale sulla lingua compaiono macchie e altri segni caratteristici e che può dare fastidi, ma non è associata a infezioni o altre patologie gravi. Viene chiamata anche glossite migratoria benigna ed è un fenomeno comune negli adulti (circa il 3% della popolazione) con una prevalenza nell’età pediatrica tanto che nei bambini l’incidenza va dallo 0,37% al 14,3%.
La lingua a carta geografica nei bambini è una malattia infiammatoria per lo più asintomatica che si manifesta con la comparsa di macchie lisce e rossastre con dei bordi leggermente rialzati. In alcuni casi oltre alla lingua possono essere interessati anche il palato, le guance, le gengive e la parte inferiore della lingua.
Su queste macchie mancano le papille filiformi dell’epitelio (alcune delle quali contengono le papille gustative) che solitamente sono presenti sulla superficie della lingua. La presenza di queste lesioni sulla lingua le conferiscono un aspetto simile a quello di una mappa, motivo per cui è conosciuta con questo nome curioso.
Le macchie tipiche della lingua a carta geografica persistono per un periodo di tempo variabile (anche fino a un anno) e possono cambiare aspetto nel corso del tempo. Quando scompare tende poi a riapparire in una posizione diversa con uno schema delle macchie differente.
Oltre alla presenza delle macchie rosse e dell’assenza delle papille la lingua a carta geografica nei bambini si può manifestare (nel 10% dei casi) con una sensazione di bruciore e una maggiore sensibilità ai sapori acidi, dolci, al sale e alle spezie.
L’eziologia della lingua a carta geografica nei bambini non è nota e ci sono diverse teorie che tentano di spiegarne l’origine. Ci sono probabilità che si tratti di una condizione influenzata da fattori familiari ed ereditari; inoltre è stato riscontrato come vi è un’associazione con altre malattie sistemiche.
La lingua a carta geografica, infatti, si manifesta spesso insieme ad allergie, anemia, psoriasi, atopia, disturbi gastrointestinali e cambiamenti ormonali. Spesso è associata alla sindrome di Down, la Sindrome di Reiter, alla Sindrome di Robinow o alla Sindrome di Aarskog, ma in nessuno di questi casi è stata individuata una correlazione di causa-effetto.
Non sono da sottovalutare i fattori psicosomatici, essendo diversi gli studi che dimostrano una maggiore prevalenza di questa condizione in pazienti affetti da disturbi mentali.
Rientrano nei fattori di rischio anche la carenza di vitamine B6, B12, ferro, zinco e acido folico, così come la presenza del diabete di tipo 1, lo stress emotivo, il fumo di tabacco e la lingua fissurata (la lingua caratterizzata da crepe, tagli e scanalature).
L’attenzione verso la lingua a carta geografica nei bambini è finalizzata innanzitutto a escludere altre condizioni più gravi. Anche considerando che si tratta di un fenomeno benigno, non contagioso e per il quale non si conoscono complicazioni o effetti collaterali, non esiste una cura né essa si rivela necessaria. Il trattamento, infatti, è destinato esclusivamente a ridurre il dolore o il disagio degli eventuali sintomi e consiste nell’utilizzo di analgesici topici da applicare direttamente sulla lingua, collutori antistaminici e FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).
La diagnosi si svolge mediante controllo della cavità orale con palpazione della lingua per verificare eventuali insoliti cambiamenti nella sua consistenza. Inoltre vengono effettuati controlli per verificare la presenza di un ingrossamento dei linfonodi del collo o un segno di infezione.
Il trattamento della lingua a carta geografica dipende molto dall’età del bambino e dal tipo di manifestazione clinica con cui questa condizione si manifesta. L’aspetto più critico da gestire è quello psicologico e sociale, soprattutto nei più piccoli. Dover convivere con una lingua a carta geografica e con la sua ampia variabilità di manifestazioni può risultare complicato per i bambini, soprattutto nelle forme più visibili. In questi casi è fondamentale rassicurare il bambino e la sua famiglia di una condizione assolutamente benigna con l’obiettivo di ridurre l’ansia e la preoccupazione che inevitabilmente possono sorgere.
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