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Le infiammazioni della mucosa della bocca sono comuni in età pediatrica; ecco quali sono le tipologie di stomatite, come riconoscerle e gestirle in maniera adeguata.
Parliamo quindi della stomatite nei bambini andando a individuare le cause, la sintomatologia tipica e le cure disponibili per questo importante disturbo dell’età pediatrica.
Trattandosi di un termine generico che comprende numerosi disturbi infiammatori della mucosa della bocca che provocano ulcerazioni, esistono diverse forme e tipologie di stomatite. Le più note sono:
Le forme più comuni in età pediatrica, precisa l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono la stomatite aftosa ricorrente e la stomatite erpetica (la forma ulcerosa).
Non tutte le cause delle stomatiti sono note, ma generalmente questa è una condizione provocata da infezioni, malattie sistemiche, reazioni allergiche e irritanti (sia fisiche che chimiche). Per la stomatite aftosa ricorrente sono da considerare una serie di fattori che possono contribuire alla sua manifestazione.
Tra i più comuni ci sono l’indebolimento del sistema immunitario, lo stress, traumi locali dovuti a cure odontoiatriche, masticazione e spazzolamento, ma anche carenze nutrizionali (specialmente di acido folico, ferro, zinco e vitamina B12) e infezioni virali come il Citomegalovirus e la varicella zoster e infezioni batteriche come quelle da streptococco.
Nelle Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva, il Ministero della Salute elenca anche una serie di farmaci che possono causare le stomatiti. Tra questi ci sono: analgesici, antispastici, anestetici locali, antibiotici a largo spettro, antiepilettici, antistaminici, antivirali, cortisonici, FANS, sedativi della tosse, i trattamenti per l’HIV e la vitamina A.
Ci sono inoltre patologie sistemiche che coinvolgono la mucosa orale e in questi casi più che la malattia stessa è la relativa terapia a determinare quadri clinici di stomatite. Rientrano in questa sezione la malattia celiaca, il diabete, l’epilessia, l’asma, il reflusso gastro-esofageo, le immunodeficienze primitive e secondarie le disabilità psicomotorie e le malattie mentali per le quali è tendenzialmente minore l’igiene orale.
La stomatite, chiarisce il sito WebMD, può verificarsi in qualsiasi parte della bocca, dall’interno delle guance alle gengive, passando per la lingua, le labbra e il palato. Essa si manifesta con la comparsa di ulcere che possono essere singole o multiple o dall’arrossamento e tumefazione della mucosa orale. Tali ulcerazioni sono dolorose e in alcuni casi recidivanti.
Nella stomatite aftosa ricorrente – la malattia della mucosa orale più comune nei bambini – vi è la comparsa di piccole ulcere all’interno della bocca. Nella stomatite erpetica, invece, all’interno di tutto il cavo orale compaiono vescicole che, rompendosi, si trasformano in ulcere dolorose e sanguinanti.
La stomatite aftosa ricorrente non è contagiosa, mentre quella erpetica, essendo provocata dal virus herpes simplex di tipo I, è altamente contagiosa e si trasmette da un soggetto all’altro per contatto diretto o indiretto. Generalmente, questa è una delle prime forme di infezione che il bambino ha con l’herpes simplex di tipo I, che tende a rimanere inattivo per tutta la vita e riattivarsi a seguito di malattie febbrili, stati depressivi del sistema immunitario, stress ed eccessiva esposizione ai raggi solari.
Per la conferma diagnostica della stomatite nei bambini è sufficiente la visita medica con l’anamnesi del paziente. Solo in alcuni casi può essere richiesto un approfondimento tramite test di laboratorio come gli esami del sangue e test specifici (come la biopsia delle lesioni) per ricercare virus e batteri. Per la stomatite erpetica, trattandosi di una condizione causata da un virus, la terapia prevede la somministrazione di un antivirale in forma di compresse o sospensione orale per un massimo di 7 giorni.
Nella stomatite aftosa ricorrente, invece, sia gli antivirali che gli antibiotici non si rivelano efficaci e la terapia mira a ridurre la gravità dei sintomi. I principali rimedi adottabili a questo scopo sono l’attenzione all’idratazione e all’igiene del cavo orale, la somministrazione di antinfiammatori non steroidei e di anestetici o cortisonici locali e le precauzioni alimentari nell’evitare alimenti salati, acidi e speziati che potrebbero aumentare ulteriormente l’irritazione della mucosa della bocca.
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