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Come insegnare ai bambini a imparare a leggere? Ecco 4 consigli, l'età giusta per farlo, i giochi e gli esercizi più divertenti e stimolanti.
Come possono genitori e insegnanti aiutarli in questo percorso rendendo la lettura un momento ludico e divertente? Ecco alcuni consigli e una panoramica sugli esercizi e i metodi più diffusi per imparare a leggere.
Non c’è in assoluto un’età giusta per iniziare a leggere. Questo momento non deve essere per forza concomitante con l’inizio delle elementari a 6 anni. Anzi, in generale, i bambini possono iniziare a esercitare le proprie abilità fonologiche sin dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia, per essere pronti e più sereni nella lettura quando si troveranno al primo anno della primaria.
Molti genitori si chiedono quando dovrebbero inserire la lettura ad alta voce nei momenti trascorsi coi figli. Se a leggere sono gli stessi genitori, è indicato farlo sin dalla nascita; se invece l’intenzione è quella di avvicinare gradualmente gli stessi bambini alla lettura, bisogna considerare almeno i 4 anni di età; è l’età dei “perché” e i bambini risultano più curiosi e interessati al mondo che li circonda e saranno affascinati da lettere grandi stampate su un libro a colori.
Non solo i genitori, anche le maestre devono capire quale sia la strategia migliore per insegnare ai bambini della primaria a leggere. L’educazione alla lettura non è semplice e ci saranno sempre differenze tra le diverse classi e i bambini, alcuni dei quali apprenderanno più agevolmente e velocemente e altri meno. Ecco 4 consigli in pillole su per per favorire questo momento importante:
Per imparare a leggere il metodo fono-sillabico è quello più efficace per l’apprendimento alla lettura, anche se talvolta può sembrare noioso. I bambini riescono a esercitare le proprie abilità fonologiche sin dall’età prescolare: ma come è possibile favorirle?
Si possono proporre giochi con le rime; filastrocche e canzoncine da imparare a memoria e ripetere cantando; giochi dove i bambini pronunciano le parole che iniziano con una determinata lettera, passando poi ad altre che iniziano con un’altra lettera e così via.
Un altro esercizio da proporre è quello di associare le prime nozioni di scrittura alla lettura ad alta voce. L’apprendimento parallelo delle abilità di scrittura e lettura rende più semplice ai bambini il compito e li fa sentire a proprio agio.
Possono riconoscere il suono delle lettere che loro stessi hanno scritto e quindi imparare più facilmente e acquisire maggiore sicurezza. Ovviamente, è consigliabile partire dalle parole più semplici, quelle concrete che gli stessi bambini usano quotidianamente e di cui conoscono il significato.
Tutti sappiamo che per imparare a leggere bisogna partire dalle basi: le lettere dell’alfabeto. Un modo per insegnare al bambino a distinguere le lettere che compongono una parola è quello di fargli ripetere l’alfabeto a memoria. Oltre a questo metodo classico, ci si può servire di filastrocche in rima e canzoncine, che vanno ripetute più volte e lentamente, in modo tale che il bambino sarà in grado, da solo, di ripetere quei suoni.
Per insegnare le vocali, si può far corrispondere ogni vocale (che per l’italiano sono 5) a un dito della mano; così il bambino assocerà a ogni dito una vocale e un suono. Possiamo aiutare i bambini anche a fare un disegno, ricalcando l’impronta della loro mano e scrivendo le vocali corrispondenti.
Per le consonanti la pronuncia è più complessa e quindi la procedura sarà un po’ diversa; è opportuno partire dalla ripetizione delle singole sillabe. Per leggere consonanti e vocali insieme si possono sfruttare le schede illustrate dove a ogni sillaba è associato un disegno. I bambini impareranno più velocemente associando ai diversi suoni un’immagine corrispondente. Le consonanti da cui è preferibile cominciare sono quelle ad alta frequenza come la M, N, P ed R.
Il metodo Montessori punta alla “consapevolezza fonologica“, dopo aver fatto avvicinare i bambini alla lettura e alla scrittura in modo autonomo e consapevole, nel momento in cui manifestano un interesse.
Sfruttando la curiosità per l’osservazione del mondo, l’esordio della lettura non parte dalle sillabe ma dai fonemi delle singole parole. L’insegnamento dei fonemi deve essere strutturato con cura, partendo dal più semplice al più complesso.
Scomporre le parole può apparire, a prima vista, un modo difficile di insegnare a leggere e scrivere; ma i bambini imparano e si adattano facilmente, quindi una volta appresa questa abilità saranno pronti per leggere.
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