
Autorevole o autoritario? O magari permissivo? Esiste davvero un metodo educativo migliore degli altri? Come si riconosce?
Cosa succede quando i genitori si separano? Quali conseguenze per i figli? Quali problemi da affrontare? Ecco una serie di consigli e aspetti da considerare.
Nell’introduzione di uno studio sulle conseguenze che la separazione e il divorzio hanno sui bambini, il World Psychiatry, il giornale ufficiale della World Psychiatric Association (WPA), riporta come per molti l’instabilità familiare sia un grave problema di salute pubblica per i bambini, altri vedono la separazione e il divorzio come un cambiamento tutto sommato innocuo, se non addirittura positivo soprattutto per quelle realtà caratterizzate da tensioni dove i bambini sono esposti a forti conflitti.
Qual è la verità? L’esperienza di avere genitori separati è per i bambini ininfluente? È sempre motivo di sofferenza e, quindi, doveroso resistere per il loro bene? L’attenzione è quella di indagare quali sono le evidenze scientifiche (e sono diversi gli studi che hanno indagato questo aspetto) sulle conseguenze per i bambini dell’avere genitori separati. Un approfondimento importante per conoscere quali sono i rischi e le difficoltà da affrontare anche per essere consapevoli e, quindi, preparati.
Quanto accade tra i partner ha sempre ripercussioni sui figli che dai rispettivi genitori imparano e acquisiscono molto del loro comportamento. Che una separazione o un divorzio possano causare ansia, irritabilità, problemi nelle relazioni sociali o nel rendimento scolastico nei bambini è un’esperienza comune.
Come evidenziato in questo studio, dopo una fase iniziale di disagio, tanto gli adulti quanto i bambini sono in grado di adattarsi efficacemente alle nuove strutture e dinamiche familiari.
Le ricerche condotte hanno registrato come i figli di genitori separati abbiano un aumento del rischio di 1,5-2 volte di avere problemi di adattamento, difficoltà scolastiche (voti inferiori e abbandono scolastico), problemi comportamentali (problemi di condotta e uso di sostanze), sentimenti depressivi, adottare comportamenti sessuali a rischio, vivere in condizioni di povertà e sperimentare l’instabilità della propria famiglia.
Parallelamente va posta attenzione al fatto che la maggior parte dei bambini figli di genitori separati non presenta evidenti problemi psicologici. Nonostante questo, riferiscono di sentimenti dolorosi come la preoccupazione per eventi in cui saranno presenti entrambi i genitori (lauree, matrimoni, eccetera).
Va precisato come la separazione (e il divorzio) sia quasi una sorta di detonatore di un materiale esplosivo già presente e, quindi, come questa sia un po’ la celebre goccia che faccia traboccare il vaso più che la causa unica di tutti i problemi per i figli. Vanno infatti considerati anche i fattori individuali e relazionali (rapporto genitori-figli non di qualità e conflittualità tra i genitori) al pari di quelli economici e sociali (come l’accettazione di alternative al matrimonio) come capaci di influenzare le conseguenze per i figli di avere genitori separati
A questo proposito l’University of Queensland segnala come gli esiti sfavorevoli a lungo termine per i bambini si hanno quando il conflitto tra i genitori è grave e frequente (litigi e violenza) e si verifica davanti ai bambini stessi. I bambini soffrono quando il conflitto riguarda la loro gestione o questioni legate alla genitorialità in quanto il bambino arriva a pensare di essere causa del conflitto o di non essere in grado di fermarlo.
Autorevole o autoritario? O magari permissivo? Esiste davvero un metodo educativo migliore degli altri? Come si riconosce?
Dal punto di vista prettamente legale, ciascun genitore ha il diritto di poter coinvolgere il proprio figlio nella nuova realtà familiare, quindi presentandogli il nuovo partner. L’accettazione del nuovo partner (senza che si creino sbagliati paragoni, sperimentare speranze di riunificazione tra i genitori o il timore di perdere il legame con il genitore biologico) dipende molto dall’età del bambino, dal modo in cui ha metabolizzato la separazione, dalle caratteristiche del nuovo partner e dal suo modo di porsi e, ancora, dalla collaborazione dell’ex partner.
Tutti questi fattori incidono sull’elaborazione del processo separativo permettendo ai bambini di vivere queste nuove dinamiche senza che si sostituiscano a quelle precedenti e, quindi, senza che il bambino debba rinunciare all’affetto di uno dei suoi genitori biologici.
Questa è un’espressione controversa o spesso utilizzata come slogan senza un’adeguata spiegazione. La Carta dei Diritti dei figli nella separazione dei genitori dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza riporta come i figli abbiano il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori mantenendo il loro affetto e di continuare a essere figli e vivere la loro età. Inoltre, prosegue la Carta, i bambini non devono essere coinvolti nella decisione della separazione, ma hanno il diritto di essere informati e aiutati a comprendere il passaggio versa una nuova fase familiare. Tra i diritti dei bambini c’è quello di essere ascoltati, di non essere coinvolti nei conflitti dei genitori, di poter esprimere i propri sentimenti e di non subire pressioni.
L’altro grande consiglio per i genitori è quello, laddove possibile, di mantenere una co-genitorialità nella cura dei figli. I genitori restano tali anche da separati ed è sano per tutti (tanto per i bambini quanto per i genitori) vivere le varie dinamiche in maniera serena e collaborativa. Questo significa non andare in contrasto con la linea educativa dell’altro genitore, non usare i figli come mezzo per ferire o colpevolizzare l’altro e non sottoporre il bambino a interrogatori per capire cosa fa l’altro genitore. Meglio creare il proprio stile educativo e apprezzare il tempo che si passa con il proprio figlio, creando nuove routine e occasioni piacevoli per stare insieme.
I figli non sono i destinatari passivi di scelte prese da altri ed è importante che i genitori separati, mantenendo il loro ruolo di educatori, comunichino con i propri figli. Questa è una dinamica sana che dovrebbe essere sempre presente non per rendere adulti i bambini né per rendere bambini gli adulti, ma per spiegare ai figli ciò che li riguarda direttamente. Quindi spiegare loro che i genitori non vivranno più insieme e quali saranno i cambiamenti pratici (dove dormirà, chi lo accompagnerà a scuola, se dovrà cambiare gruppo di amici, eccetera) cui andranno incontro. Non sarà facile e potrebbero non accettare o vivere serenamente questo passaggio, ma comunicargli loro ciò che sta accadendo ha un’azione rassicurante che li sottrae dalle tensioni dell’imprevedibilità.
Per i bambini la separazione dei genitori è un cambiamento ma laddove possibile è importante evitare troppe ripercussioni sulla loro quotidianità. È quindi preferibile che mantengano il proprio gruppo di amici e frequentino la stessa scuola e le stesse attività sociali. Questo li aiuta ad adattarsi più facilmente ad adattarsi alla nuova realtà.
Come riportato in questo studio, è importante che i genitori, spesso oltretutto aggravati dalla gestione di due famiglie diverse e da tutto quello che questo possa comportare, trovino il tempo e il modo per ridurre in maniera sana lo stress prendendosi cura di sé stessi. Solo in questo modo riusciranno a essere genitori capaci di instaurare un rapporto sano e positivo con i propri figli.
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