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Cosa fare nei casi di febbre intermittente nei bambini? Regola numero 1: non preoccuparsi e sentire il pediatra.
Come comportarsi, quindi, nei casi di febbre intermittente nei bambini? Quando preoccuparsi?
Si parla di febbre intermittente quando la temperatura subisce ampie fluttuazioni, alternando periodi senza febbre a giorni con temperature anche molto alte.
Non in tutti i casi in cui la febbre si presenta periodicamente possono essere classificati come “febbre intermittente”: in questi casi, infatti, le oscillazioni termiche devono essere superiori ad almeno 1°C e, durante i periodi di apiressia (il termine tecnico con cui viene definita l’assenza di febbre), la temperatura deve scendere al di sotto dei 37°C. Come spiega il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, se le escursioni di temperatura sono molto alte si parla di febbre settica.
Le variazioni di temperatura possono osservarsi non solo nell’arco della stessa giornata ma anche su più giorni: in questo caso, si osservano alcuni giorni di febbre, seguiti da un abbassamento della temperatura per un periodo di tempo a cui segue un nuovo periodo di ipertermia (presenza di febbre).
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Negli adulti, la febbre intermittente non ha una causa univoca. Sebbene, come segnala anche l’ISS, possa essere una caratteristica delle malattie tumorali maligne, non è detto che questa sia l’unica spiegazione per questo fenomeno, che anzi può avere diverse origini, tra cui le più comuni sono le infezioni batteriche.
Nei bambini, invece, la febbre intermittente è spesso idiopatica: questo significa che non è possibile individuarne la causa. Si tratta di un fenomeno piuttosto comune: se le variazioni della temperatura sono l’unico sintomo, può trattarsi di una condizione che scomparirà così come è venuta.
In caso di alterazioni degli esami del sangue e delle urine, è invece opportuno procedere con approfondimenti diagnostici per individuarne le cause: nella maggior parte dei casi, la febbre intermittente nei bambini può essere dovuta a infezioni batteriche o virali, infezioni delle vie urinarie (frequenti nei bambini fino a tre anni) o a carenze di ferro o di vitamine.
Un caso particolare è la cosiddetta sindrome PFAPA (acronimo dei termini inglesi Periodi Fever, Aphthous Stomatitis, Pharyngitis and Adenitis ovvero febbre periodica, stomatite aftosa, faringite, adenite cervicale): si tratta di una malattia tipica dell’età pediatrica caratterizzata da episodi di febbre intermittente, a cui sono però associati sintomi a carico di testa e collo. Nei bambini che ne sono affetti, la febbre insorge periodicamente a intervalli di 3-5 settimane circa. Anche in questo caso, non c’è una causa nota, ma la sindrome tende a scomparire con l’età, senza effetti per il bambino.
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La prima cosa da fare se si nota che il bambino presenta un andamento di tipo intermittente della febbre e rivolgersi al pediatra, per capire se è necessario un approfondimento diagnostico. Sulla base dell’anamnesi e della visita del piccolo il medico potrà capire se è necessario indagare le cause della febbre intermittente, individuando in seguito un apposito percorso terapico, o se invece si tratta di una condizione destinata a risolversi spontaneamente.
Come abbiamo visto, le cause della febbre intermittente nei bambini sono diverse e hanno diversi livelli di gravità: in generale, si tratta di un fenomeno comune che tende a risolversi con la crescita, ma è importante parlarne sempre con il pediatra, che grazie al quadro clinico completo può sapere quali sono le caratteristiche del singolo caso.
In presenza della febbre, sia regolare che intermittente, è importante non allarmarsi né pensare subito al peggio e, se si nota un pattern ricorrente all’interno della stessa giornata o di più giorni, cercare di prenderne nota per riportarlo al medico, così da dargli tutti gli elementi per una valutazione del caso il più accurata possibile.
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